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Politica

IL PGT VERSO L’ADOZIONE

OVIDIO CAZZOLA - 22/11/2013

Il Documento di Piano che espone le strategie del PGT e le considerazioni dell’Assessorato all’Urbanistica comunale espresse durante incontri e tramite la stampa locale evidenziano ancora una volta i limiti entro i quali si muove la città capoluogo.

Non solo il Piano Territoriale Regionale (PTR) e il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) evidenziano una realtà urbana assai più ampia di quella definita dai confini amministrativi comunali, ma le relazioni e le interdipendenze in atto che interessano un’area vasta, la cosiddetta Area Varesina, la città dei centottantamila abitanti considerata vent’anni fa dalla società redattrice del Piano Regolatore, la Oikos di Bologna.

La competizione demografica con Busto Arsizio, l’aspirazione a fare crescere la popolazione residente entro i confini è una estranea aspirazione. Se la città reale ha un’altra dimensione, se di questo va con urgenza assunta consapevolezza, il passaggio amministrativo dell’adozione e poi, entro la metà del 2014, dell’approvazione del PGT va considerato per quello che è: un atto provvisorio e limitato. Ma contestualmente e subito dopo va avviata una iniziativa “politica”, perché di questo si tratta, di dialogo e di costruzione di una prospettiva comune, di interesse comune, con tutti i Comuni dell’Area.

È in gioco il nostro ruolo sociale, economico, culturale per il futuro.

Sono definitivamente perdute le attrattive turistiche dei nostri luoghi, del nostro paesaggio?

Dei nostri laghi, della nostra montagna? Che cosa offre la presenza universitaria? Quali relazioni si possono sviluppare ulteriormente con coerenza e interesse reciproco con l’Area Ticinese?

Si potrà sostenere che questi sono temi che potrebbe affrontare l’Amministrazione provinciale (auspicandone la sopravvivenza). Ma invece credo che si tratta di temi che devono essere efficacemente affrontati dalle concrete realtà direttamente coinvolte e coinvolgibili. Superando le passività presenti.

Per quanto riguarda l’Area Varesina stupiscono sia le proposte di accorpamento comunale, sia le reazioni che a timide proposte di confronto si sollevano. Ma occorre avviare una seria iniziativa che vada oltre la realizzazione di servizi pubblici coordinati.

Occorre certo chiarire che è importante salvaguardare le realtà rappresentate dalle identità storiche frequentemente e diffusamente offese da incredibili vicende pianificatorie e dalla speculazione edilizia da queste consentite. Ma questa storia attende difese e rilievo dei suoi valori in un quadro di relazioni consapevole che sappia affrontare con intelligenza il presente e i suoi auspicabili sviluppi. A chi è affidato il compito di avviare una riflessione al riguardo?

A tutti coloro che condividono queste preoccupazioni. Per cultura, impegno economico, amore per questa città reale. Così smarrita.

L’Università ha un ruolo importante. L’ho più volte e in diverse sedi sostenuto. La sua ricerca deve applicarsi anche a questa città reale.. Indicare direzioni da percorrere. Soluzioni possibili per i problemi presenti.

Non saranno gli autosilo periferici a risolvere i problemi di traffico. Ma anche una rinnovata visione della mobilità fondata su un adeguato sistema di trasporto pubblico che non trascuri proposte di impianto di una moderna tramvia, sulla precedenza e difesa della mobilità pedonale e ciclabile che favorisca le relazioni sociali, sulla riqualificazione degli spazi pubblici urbani da rendere attraenti e desiderabili. Sulla qualità degli spazi periferici non pura sommatoria di edifici. Sul valore dei luoghi della istruzione pubblica che sono anche luoghi di incontro comunitario.

Un ruolo della cultura che sappia riconsiderare la nostra storia e la concreta realtà in cui siamo drammaticamente immersi e il suo impegno urgente nella dimensione politica per il nostro futuro sono necessità non rinviabili.

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