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Cultura

MCCARTNEY, SUGGESTIONI DI UN CONCERTO

ARTURO BORTOLUZZI - 10/12/2011

 

Il concerto di Paul McCartney al Mediolanum Forum di Milano è stato per l’artista un vero e proprio trionfo. Sono stati suonati circa quaranta brani da un McCartney in grande forma che è stato accompagnato da quattro ottimi strumentisti che lo seguono da quasi dieci anni (Paul ‘Wix’ Wickens, Brian Ray, Rusty Anderson e Abe Laboriel Jr).

Paul si è riappropriato definitivamente delle immense alte canzoni da lui scritte nei Beatles e ne ha riproposto una parte importante. Avevo paura che Macca assente dall’Italia da otto anni riproponesse un repertorio già sentito e che il nuovo concerto fosse in qualche modo un deja vu. Temevo che il Tripping live fantastic avesse già detto tutto. Invece no! Mi vergogno di avere dubitato, da stolto.

È stato, infatti, un concerto memorabile e accattivante e sono stato contento di avermi fatto e di avere fatto questo regalo. Probabilmente ha ragione il Corriere della Sera ad aver criticato il fatto che Macca più che avere proposto la sua accattivante musica scritta dagli anni ‘70 a oggi (in completo standard Beatles e corredata sempre da un magico tocco), abbia scelto di basare tutto il concerto in prevalenza sulle canzoni dei Beatles.

È stata però un’esperienza nuova e i fatti sono stati la miglior risposta alle critiche. Al di là di alcuni immensi storici brani (Hey Jude, Let it be, The Long and winding road, Get back, Elenor Rigby, Yesterday), Paul ha saputo scegliere bene e oculatamente gli altri in un repertorio sterminato. L’ensemble è risultato perfettamente riuscito ed equilibrato: Hello Goodbye, All my loving, Drive my car, Paperback writer, I’ve just seen a face, I will, Blackbird, Something (per George con l’ukelele) , Ob-la-di, Ob-la-da, Back in the Ussr, I’ve got a feeling (corposo e con assoli ripetuti di chitarra), A day in the life, Give peace a chance, The word, All you need is love, She loves you, Day tripper, Helter Skelter (con le immagini di un Luna Park che correvano lungo la corsia della morte), Golden slumbers, Carry that weight, The end (che ha concluso la serata).

Ha così avuto ragione lui a individuare la scaletta per questo nuovo tour On the run.

Queste erano del resto le canzoni che il pubblico voleva sentire e che ha cantato a squarciagola. Questa era la miglior colonna sonora della serata del pubblico milanese che ha gremito in ogni ordine di posti il concerto. Tutti partecipanti sono stati visibilmente soddisfatti. Occorre far notare la presenza di una pluralità di motivazioni che hanno giustificato il successo della serata.

Prima: è stata la prova di un grande professionista che non ha fatto pause, ha gigioneggiato con il pubblico, ha parlato in italiano portando anche la bandiera nazionale sul palco. Ha intonato anche O sole mio e regalato due bis invocati dal pubblico che ha autonomamente cantato il ritornello di Hey Jude.

Seconda: Macca ha sempre avuto una bella voce scevra da stanchezze che sarebbero state ampiamente giustificate in una persona normale che ha la sua età. Stupendo invece un po’ tutti durante il bis ha impugnato la chitarra acustica e intonato vigorosamente una magistrale Yesterday.

Forse ha nascosto delle eventuali carenze di timbro vocale con una continua spinta elettrica del concerto, non si sono mai avvertite defaillance di sorta e anzi tutto il concerto è stato toccato da una equilibrata verve.

Terza: c’era tantissimo pubblico che partecipava, cantava, ballava. Tra questi una infinità di giovani. Un dato davvero stupefacente. Giovani con i quali mi sono messo in paziente coda per uscire dalla sala del concerto. Non c’è stato solo Beatles: sono state riproposte altri masterpiece del Macca post Beatles. Tra queste: Junior’s farm, Jet, Sing the changes (dall’ultima prova del Fireman), Let me roll it, Nineteen hundred and eighty-five, Maybe i’m amazed, Here today (commovente dedica a John), Dance tonight, Mrs Vandebilt (oh e ho), Band on the run, Live and let die con pirotecnici giochi di luce e scoppiettanti botti.


Tra le novità concertistiche Paul ha proposto la piacevole, pianistica, Come and get it, da lui regalata al complesso Badfinger sotto contratto alla Apple alla fine degli anni ‘60. Canzone che ha fatto parte della colonna sonora del film Magic Christian con Peter Sellers e Ringo. Nel film fanno dei brevi camei molti artisti famosi: per esempio Roman Polanski, Raquel Welch, Christopher Lee, Yul Brynner. Ebbene nel corso della mia prima visita londinese mi ero introdotto in un negozio specializzato nella vendita delle colonne sonore di film e ero riuscito proprio a trovare quella di Magic Christian. Ho scovato poi una versione di Come and get it suonata interamente da Paul solo e un’altra eseguita dai Beatles. Ne ho fatto cassette per la autovettura e una l’ho regalata all’avvocato Fontana.

Anche Paul mettendola in scaletta mi ha confermato di avere fatto un giusto regalo.

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