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Divagando

PRIMA CAPPELLA, APPELLO AL SINDACO

AMBROGIO VAGHI - 10/01/2014

“Rendering” del contestato autosilo alla Prima Cappella

Da noi pubblicamente sollecitato, il Sindaco Attilio Fontana non ha cancellato del tutto il progetto, pervicacemente voluto dalla Giunta comunale e fortemente contestato da tanti cittadini, di sconvolgere il Parco di Villa Augusta a Giubiano, ma finalmente pare abbia messo la sua Amministrazione su una buona strada abbandonando l’idea del parcheggio interrato multipiano. Al costo di avere “emendato” se stesso, o meglio il progetto di PGT della sua Giunta, il Sindaco ha chiesto che venga destinata a posteggio l’area di Via Del Ponte, sopra la stazione ferroviaria di Varese, in prossimità dell’Ospedale del Bambino.

Dell’opera potrà farsi carico un privato ed il Comune eviterà non solo di manomettere un parco pubblico ma avrà disponibili i risparmiati tre milioni di euro per soddisfare non poche esigenze cittadine. È utile notare che l’area ora prescelta non è caduta dal cielo. Era stata suggerita qualche anno fa dalle opposizioni, in modo particolare dal PD, in alternativa a Villa Augusta. Affermare oggi che una norma del vigente PRG fosse di assoluto impedimento per detta destinazione pare suonare d’offesa all’intelligenza degli Amministratori comunali tutti, i quali dovrebbero ben conoscere i loro poteri in ordine all’approvazione di varianti ai piani urbanistici e alla facoltà di esproprio di terreni necessari alla realizzazione di opere di pubblico interesse. Ma tant’è, abbandonare ogni protervia nel sostegno di soluzioni errate è motivo di apprezzamento e di ciò va dato giustamente atto almeno al Sindaco.

Tanta resipiscenza vorremmo fosse indirizzata anche verso un altro contestatissimo parcheggio di automobili, quello interrato progettato alla Prima Cappella. Anche qui è spuntata una soluzione alternativa a quella sostenuta dal Comune. Il recupero dell’area su cui insiste l’ex pizzeria, segnalata per tempo, sostenuta dalla Fondazione Paolo VI, dove sarebbe realizzabile un ampio parcheggio a raso e in tempi più brevi. La rivelazione ha fatto scalpore tra l’opinione pubblica dalla quale sono venuti pareri largamente favorevoli. Non interessa né a noi né a chi si è pronunciato di sapere che l’area scelta da Comune, Provincia e Regione e ben pagata sia di proprietà di una nota impresa edile di Varese e di una Immobiliare facente capo al rampollo del patron del Palermo Calcio Maurizio Zamparini. E men che meno interessa indagare se i suddetti proprietari abbiano vicinanze politiche, vere o supposte, con la Lega o con locali procacciatori d’affari di estrazione ciellina. La preferenza all’area recentemente indicata viene data per la semplicità di una realizzazione che evita sorprese nell’escavo di un sottosuolo roccioso con più ridotti costi complessivi sia nella costruzione che nella futura gestione. Ai più, in questo contesto, la nota opposizione della Sopraintendenza all’area ex Pizzeria non è apparsa tale da giustificare la resa del Comune senza discussione. Sarebbe stato sufficiente proporre di “annegare” nel verde con alberature e barriere ogni visione, dalla Via Sacra, delle automobili parcheggiate. Del resto non è apparsa preclusiva, anche se culturalmente suggestiva, l’osservazione che il parcheggio all’ex Pizzeria avrebbe costituito una cesura dell’iter religioso tra la Chiesetta dell’Addolorata e la Prima Cappella dedicata all’Annunciazione. Un taglio prodotto un secolo fa con la realizzazione della strada automobilistica per l’accesso al Campo dei fiori e purtroppo non più sanabile.

In buona sostanza, senza pensare a “regalie” o scorrettezze, è apparsa in tutta la sua gravità la questione del costo eccessivo. Poter risparmiare alcune centinaia di migliaia di euro di pubblico denaro nella realizzazione di un parcheggio alla Prima Cappella permetterebbe alle casse comunali di affrontare alcune delle più urgenti e sempre rinviate necessità cittadine. Per esempio, terra terra, permetterebbe di colmare le profonde buche che a migliaia segnano la strade di Varese come un gruviera. Ormai da troppo tempo sono a dura prova non solo le caviglie dei pedoni o le sospensioni della auto ma anche il decoro di prestigiose vie cittadine soggette a manutenzioni disdicevoli. Due per tutte. Al Sacro Monte, Patrimonio Unesco, la via Beata Moriggi con l’acciottolato sconvolto, rappezzato di catrame e di cemento, e la centralissima Via Broggi, nell’isola pedonale, con le numerose lastre di sarizzo rotte e sostituite da disdicevoli colatine di altrettanto catrame. Land of tourism!

Insomma signor Sindaco Fontana “emendi” se possibile anche il parcheggio della Prima Cappella. Varese gliene sarà nuovamente grata.

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