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Lettere

SANITÀ, LE IDEE SBAGLIATE

- 17/04/2014

Ora che si riapre il dibattito sul destino del Presidio Ospedaliero per la Riabilitazione di Cuasso al Monte, che ha ingurgitato un sacco di milioni di Euro per niente perché sembra destinato a chiudere, mentre a Varese Città manca un Presidio Riabilitativo “Pubblico” e la maggior parte dei pazienti bisognosi di tali cure viene convogliato ai Presidi Privati “accreditati”, che pullulano nei dintorni del capoluogo e fanno affari d’oro, mi sento in dovere come cittadino e medico di intervenire per denunciare l’incongruità o meglio l’assurdità del mantenimento di questo stato di cose.   Già ai tempi, quando l’Ospedale Di Cuasso venne dismesso dalla C.R.I. (era un Ospedale per la cura della T.B.C., in via di estinzione), l’acquisizione da parte della Sanità Pubblica fu un’operazione discutibile e antieconomica, che un Privato non avrebbe mai fatta, perché ubicato in un sito troppo decentrato e disagevole sia per i pazienti che per i parenti che quasi quotidianamente devono andare a trovarli per lo più con mezzi propri, dato che i trasporti pubblici non sempre collimano coi loro orari di lavoro.  Sarebbe stato meglio destinarlo a Casa di Riposo per Anziani (oppure a Casinò, idea fantasiosa avanzata da qualcuno) e considerate le polemiche che ne sono seguite negli anni  tuttora credo che sarebbe stata la decisione più saggia.

Pensare oggi di mantenere attiva tale struttura decentrata coi costi e i disagi che comporta non mi sembra opportuno né sotto il profilo economico né sotto quello logistico.  TRASFERIRE A VARESE TUTTE LE ATTIVITÀ RIABILITATIVE OSPEDALIERE ORA PRESENTI A CUASSO AL MONTE  sarebbe, a mio avviso, l’operazione più vantaggiosa e razionale, anche se sicuramente susciterà le rimostranze e l’opposizione di molti residenti nella zona e soprattutto degli Operatori Sanitari di quel Presidio.  Ma i vantaggi sarebbero notevoli sia per gli utenti sia per i bilanci della Sanità Pubblica.

Un’altra operazione opinabile fu quella di pensare di costituire a Varese, città decentrata rispetto all’ipotizzato bacino d’utenza lombardo (che per la Sanità fa riferimento preferibilmente a Milano ed eventualmente a Pavia, già oggi in declino) un grande Polo Materno-Infantile, che se realizzato (con enormi costi per la costruzione, per le attrezzature sanitarie e le nuove professionalità necessarie, e successivamente per la gestione) resterebbe comunque sottoutilizzato (utile solo per la Città di Varese e circondario).

Ora che il grande edificio multipiano al DEL PONTE è in via di ultimazione, non sarebbe il caso di rivedere la sua destinazione d’uso e riconvertirlo a PRESIDIO RIABILITATIVO, trasferendovi le attività ora presenti a Cuasso al Monte con tutte le eccellenze e le competenze professionali là ora sottoutilizzare e demotivate ? E trasferire all’OSPEDALE DI CIRCOLO (dove i posti non mancano, basta la “volontà politica” di trovarli) tutti i REPARTI di DEGENZA (Pediatria, Maternità, Ginecologia e Patologia Neonatale) ora impropriamente, e con enormi disagi per tutti, dislocati al Del Ponte ?

Si razionalizzerebbe così la sanità pubblica varesina, riunendo in un solo Ospedale tutte le attività cliniche per “ACUTI”, che necessitano di attrezzature sofisticate e costose e di competenze specialistiche differenziate e tempestive, riducendo enormemente le spese di gestione (in conformità alle direttive governative di “spending review”) e soprattutto andando incontro alle esigenze e alle richieste degli Operatori Sanitari e della Popolazione Varesina, che una buona volta vorrebbe essere informata e consultata dal “Palazzo” quando sono in gioco delle scelte importanti che interessano direttamente la sua vita quotidiana e il suo futuro.

Giovanni Dotti

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