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Lettere

PERCHÉ SÌ AL REFERENDUM

- 13/06/2014

Martedì 17 giugno è una data che ogni buon varesino, il quale ama la propria città, dovrebbe segnare sul calendario. Il Consiglio comunale, infatti, per la prima volta nella sua storia, è chiamato, su proposta del PD firmata da tutte le opposizioni, a decidere se indire o meno un referendum consultivo. L’argomento è quello che, ormai da mesi, divide la nostra città: l’eventuale realizzazione di un parcheggio interrato di 90 posti alla Prima Cappella. Molte personalità, appartenenti ad aree culturali e politiche assai diverse, tra cui l’ex ministro Giuseppe Zamberletti e l’ex sindaco Raimondo Fassa, hanno sollevato parecchi dubbi sull’utilità di tale opera. Un comitato di cittadini ha raccolto quasi semila firme contro. L’Amministrazione Fontana ha respinto in fase di redazione del PGT un emendamento e in fase di approvazione un’osservazione, entrambi del PD, per cancellare un’opera contraddittoria (metterebbe in ginocchio la funicolare che è costata alla collettività 6,5 milioni di euro ed è in perdita di 200.000 euro ogni anno), inutile (non risolverebbe, certamente, il problema dell’accessibilità al Sacro Monte), costosa (ogni posto auto finirebbe con il costare, salvo imprevisti circa 35.000 euro, per un totale, con l’acquisto dai privati dei terreni necessari, di tre milioni di euro). Gli eventuali danni ambientali, in un’area che, per la sua particolare conformazione, è compresa non solo nel Parco Campo dei Fiori ma anche tra i Siti di interesse comunitario, dato che si dovrebbe procedere facendo brillare delle cariche esplosive, sono tutti da valutare. La gara per la realizzazione dell’opera che, in ogni caso non sarebbe pronta per Expo 2015, è stata provvisoriamente aggiudicata, grazie ad un ribasso del 27,7%, ad una ditta che deve ancora fornire la necessaria documentazione antimafia.

Tutte queste cose sono note. Martedì, tuttavia, il Consiglio comunale ha la possibilità di permettere ai varesini, dalle cui tasche dovranno uscire i soldi necessari a realizzare, eventualmente, il parcheggio alla Prima Cappella di esprimere la propria opinione. Nella vicina Svizzera, è normale che, sulle opere pubbliche più importanti i cittadini, che pagano le tasse, siano chiamati a decidere. A Varese, prima della recente deriva lepenista, la Lega Nord ha, spesso, indicato proprio la Svizzera come modello da imitare. Ora, invece, il sindaco Fontana pretenderebbe di nascondersi dietro a una cavillosa interpretazione burocratica dello Statuto comunale, per imbavagliare il popolo. Spalleggiato dai suoi alleati di Forza Italia e del Nuovo Centrodestra. Che tristezza! Noi siamo per il coinvolgimento, la partecipazione e la condivisione delle scelte. Per questo, lanciamo una sfida alla maggioranza di centrodestra: martedì sera, voti con noi dell’opposizione a favore dell’indizione del referendum. Non abbia paura! Il Consiglio comunale ha l’opportunità di lanciare, compatto, un segnale positivo. Non sprechiamola! Se tutti i consiglieri potessero votare, non secondo le indicazioni di partito, ma secondo la propria coscienza, siamo sicuri che saprebbero prendere la decisione migliore, ovvero quella di indire il referendum. A martedì, dunque. Per la cronaca, la seduta del Consiglio comunale inizierà alle 21.15 ma la proposta di indire il referendum sarà discussa e votata dopo l’esame del rendiconto consuntivo 2013.

Fabrizio Mirabelli, Capogruppo PD Varese

 

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