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Attualità

PIAZZA REPUBBLICA DA RESTRINGERE

DANIELE ZANZI - 03/07/2015

piazzaIl masterplan, per sua definizione, dovrebbe rappresentare lo strumento guida per gli interventi su un comparto urbano da risanare e riqualificare in modo unitario, coerente ed organico.

Uno studio che di fatto conduce le “danze” attorno cui tutto si uniforma e il progettista, volente o nolente, è chiamato ad adeguarvisi.

Sin dallo scorso dicembre, dal giorno in cui, tra squilli di trombe e compiacenti applausi, il masterplan di Piazza Repubblica fu presentato, Varese2.0 ha manifestato il proprio dissenso al progetto.

Avversione non solo per le modalità con cui è stato elaborato e presentato, senza un reale processo di coinvolgimento dei cittadini e delle categorie interessate, ma anche e soprattutto per i suoi contenuti.

Riteniamo infatti che questo documento programmatico avrebbe dovuto essere assegnato o mediante un concorso internazionale o per affidamento ad un esperto di livello internazionale (italiano o no) di grande esperienza e capacità progettuale. Un concorso di idee sul masterplan avrebbe consentito un reale apporto di nuove idee e progettualità e non già, come avverrà, un appiattimento su idee e volumi già decisi.

Certo, ci sarebbe voluto più tempo. Che fretta c’era se non quella di usare a fini di consenso elettorale questo masterplan e tutto il can-can mediatico che verrà al seguito?

E neppure è stata una condivisibile decisione l’agire e il decidere sotto l’impulso regionale di stanziamenti – pubblici – da prendere al volo. In fondo, checché ne dicano, sono sempre e solo soldi nostri e, come tali, ne pretendiamo un uso condiviso, non affrettato.

Un masterplan scelto da una giuria avrebbe garantito un’unitarietà di progetto, di visione della piazza, di linguaggi architettonici in un contesto che oggi appare eterogeneo, con un solo elemento di pregio paesaggistico (quel che resta della collina del Montalbano), uno di pregio artistico (il monumento del Butti, con quel che rimane della sua quinta di cedri himalaiani), un paio di edifici liberty di apprezzabile fattura e un edificio – l’ex Caserma – di complesso recupero.

Per formulare un piano guida progettuale che modifichi o integri il tessuto urbano, specie là dove esso appare ferito da interventi sbagliati pregressi (l’enormità del parcheggio sotterraneo, le Corti, la demolizione del Mercato Coperto, alcuni brutti edifici degli anni ’50-60 fronteggianti la piazza e all’imbocco delle vie Manzoni, Magenta e Ravasi), occorre ricercare quali siano i bisogni della città e dei cittadini che la vivono e capire il perché del degrado e della non vivibilità. Altrimenti un masterplan diventa un semplice esercizio di potere, tanto più arbitrario quanto più è raffazzonato, privo di visione strategica, dilettantesco e provinciale.

Le dimensioni attuali di Piazza Repubblica sono già fuori scala per una città come Varese, e la pur dovuta soppressione di Via Spinelli dilata ancor di più i limiti della piazza stessa.

Piazza Repubblica ha un’estensione cinque volte superiore a quella di piazza Monte Grappa, di fatto il vero cuore della città! Un’enormità questo spazio nel contesto urbano in cui l’ex area mercato è inserita.

Lo spiazzo di quella che fu in origine una piazza d’armi, poi un mercato di animali e oggi di fatto un coperchio ad un parcheggio non potrà definirsi una vera agorà senza una rimodulazione dello spazio ridimensionandolo per renderlo vivibile; altrimenti rimarrà, come lo è ora, un vuoto da attraversare in alcuni suoi bordi dove saranno solamente ricollocati alcuni edifici.

Un masterplan non può fermarsi, come stato fatto, al solo riposizionamento di edifici con le loro relative vocazioni. Il risultato finale sarà un semplice spostamento di birilli e di ingombri e non andrà a rispondere allo scopo principale, quello di rivitalizzare e rendere vivibile un comparto. La piazza così come disegnata dal masterplan imposto continuerà ad essere un luogo anonimo, marginale e quindi insicuro. Una città si evolve con la società, con le sue esigenze e vincoli che cambiano; non ha alcun senso oggi avere una spianata come l’attuale!

Ecco perché uno dei punti qualificanti il nostro masterplan prevede un restringimento sostanziale della piazza, per renderla tale e cioè un reale centro di aggregazione e di vita. La nuova soluzione architettonica consentirà poi di occultare l’orrenda ed inopportuna facciata delle Corti risparmiando altresì la prevista demolizione del Montalbano con la conseguenza di ridurre, in modo consistente, anche il previsto – e pericoloso – intervento finanziario ad opera dei privati.

Il vincolo progettuale dettato da questo masterplan del posizionamento di un teatro (peraltro spropositato nella capienza per le reali esigenze della città) al di fuori del quadrilatero definente la “nuova” piazza non contribuisce minimamente a riconoscere i ruoli dell’uno e dell’altra, né a realizzare le necessarie interconnessioni tra l’ex Caserma, destinata ad ospitare un’inutile biblioteca, e l’erigendo teatro.

Il resto sarà solo arredo urbano, come già fu voluto dalla prima giunta Fontana ed ora ripudiato dalla stessa che lo volle. Sul piano qualitativo il risultato non potrà essere molto diverso senza un’idea forte, che manca del tutto e che non si riduca appunto, in modo strapaesano, a semplice arredo urbano. Se si tratta di stimolare socialità, l’arredo urbano non serve a nulla. Meglio sarebbe allora farne un giardino pubblico, che sarà poi però presidiato dall’esercito e rigorosamente con panchine monoposto per impedire agli extracomunitari di sdraiarsi e magari bivaccare.

Questo masterplan, inoltre, suddividendo il progetto in due sub-ambiti, pensati da progettisti distinti, porterà anche ad una disformità delle aree.

Un altro modo di procedere sarebbe stato invece possibile; anche con un notevole risparmio di investimenti e di pubblico denaro! Proprio per dimostrare questo, Varese2.0 sta lavorando, grazie al contributo e al lavoro intellettuale di molte professionalità indipendenti, all’elaborazione di un masterplan alternativo da presentare pubblicamente ai varesini.

Il masterplan è la trave portante del futuro urbanistico e sociale del comparto; avrebbe meritato un concorso di idee che invece è stato inspiegabilmente riservato ai progetti. Questo modo di agire non ci sta bene.

Varese2.0 mercoledì 1 luglio ha organizzato una conferenza stampa dove si sono illustrati i criteri guida del masterplan alternativo.

A fine agosto la Galleria d’Arte Ghiggini ospiterà, per due settimane, in una pubblica mostra, il progetto, i plastici, gli elaborati dello studio perché tutti i varesini possano rendersi conto che un’altra storia sarebbe stata possibile e potrebbe ancora essere possibile.

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