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Sarò Breve

CONCORRENZA SLEALE

PIPINO - 21/01/2012

“Il mondo – diceva Leopardi – è una lega di birbanti”. A scanso di proteste padane è bene precisare che il grande Giacomo non ce l’aveva con i Lumbard, ce l’aveva con i birbanti. Che si annidano dappertutto, se ne trovano – a giudizio dei magistrati – persino nelle altissime stanze del Pirellone. Certo è che dopo l’incriminazione per mazzette del PDL Franco Nicoli Cristiani, vice presidente del consiglio regionale ed ex assessore, un’altra tegola si è abbattuta sul grattacielo della Regione Lombardia: Massimo Ponzoni, consigliere regionale PDL e segretario dell’ufficio di presidenza, è incolpato di bancarotta, corruzione e concussione. La sinistra ne trae pretesto per chiedere le dimissioni di Formigoni. Che ha reagito con indignata durezza: “È una questione politica, un attacco diretto della sinistra contro il PDL e contro di me. Una sinistra che è tutta giustizialista e si comporta come corvi. I fatti sono gravi – ammette – ma attengono integralmente alla responsabilità delle singole persone”. E ha definito del tutto trasparente la condotta di Ponzoni, che ha già lasciato la carica e si è costituito.

Nel 2009 Formigoni s’indignò anche per il suo assessore al Turismo e allo Sport Pier Gianni Prosperini, arrestato per tangenti, turbativa d’asta e infine per traffico d’armi. Allora il governatore tuonò: “Se c’è una persona che appare limpida e trasparente è proprio Prosperini. Non credo che sarà facile per i magistrati dimostrare la sua colpevolezza”. Finì che il limpido e trasparente assessore patteggiò la pena e si beccò tre anni e quattro mesi di carcere.

Ma il PD ha poco da rallegrarsi, c’è ancora in ballo il caso di Filippo Penati, l’uomo forte dei progressisti lombardi, già sindaco di Sesto San Giovanni, vice presidente del consiglio regionale e presidente della provincia, nonché capo della segreteria di Bersani, anch’egli (Penati, non Bersani) sotto inchiesta per un giro di tangenti.

“Si illudono – ha concluso Formigoni riferendosi ancora ai giustizialisti della sinistra – se pensano di delegittimare l’esperienza politica di Regione Lombardia, che è l’esperienza politica migliore d’Italia”. Parole sante, sì, ma basta con le mazzette se non si vuol correre il rischio che la ‘ndrangheta di casa nostra denunci i presunti birbanti per concorrenza sleale.

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