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Attualità

RILANCIO DEL SACRO MONTE: PROMEMORIA

SERGIO REDAELLI - 07/07/2016

La stazione d’arrivo della funicolare al Campo dei Fiori

La stazione d’arrivo della funicolare al Campo dei Fiori

Tanti auguri di buon lavoro al sindaco Galimberti che si è appena insediato a Palazzo Estense e che debutta con una bella iniziativa: quest’anno si viaggia gratis sulla funicolare per assistere agli spettacoli del festival teatrale “Tra sacro e Sacro Monte” in programma dal 5 al 28 luglio sulla terrazza del Mosè. Non solo, tre bus in partenza dallo stadio alle 19.15, 19.45 e 20.15 trasporteranno il pubblico alla stazione di partenza del Vellone e aspetteranno la fine dello spettacolo intorno a mezzanotte per riportare la gente in città (oltre alle consuete corse organizzate dalla direzione del Festival,  www.trasacroesacromonte.it.

In campagna elettorale Galimberti è stato largo di promesse: più collegamenti con i mezzi pubblici da vari punti della città al Sacro Monte, mercatini a Natale e a Pasqua, sinergie tra i musei con eventi culturali tutto l’anno e, ciliegina sulla torta, un bell’investimento economico del governo. Intanto il Comune partecipa al progetto di volontariato da 210 mila euro, cofinanziato da Fondazione Cariplo e Fondazione Paolo VI, che ha varato in questi giorni il portale www.sacromontedivarese.it e il raccordo culturale del centro espositivo Macchi con associazioni e gruppi volontaristici per promuovere il borgo.

La scelta, a sorpresa, di un “superassessore” alla cultura e al turismo fa ben sperare. Roberto Cecchi, 67 anni, architetto, membro del cda del Fai, già sovrintendente per i beni ambientali e architettonici di Venezia ed ex sottosegretario al Ministero per i beni e le attività culturali, vuole legare le risorse turistiche di Varese ad un progetto di valorizzazione internazionale: “Da dove partirò? Dal Sacro Monte ma non solo – annuncia – è importante valorizzarlo insieme agli altri Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia”.

È già tanto, ma non basta. Nell’ideale promemoria dei beni da proteggere in quello che Carlo Alberto Lotti considerava il vero centro storico di Varese, vale a dire la Via Sacra, il borgo e la montagna, spiccano due brutture da cancellare al più presto: il grande albergo “porta antenne” e la stazione d’arrivo della funicolare al Campo dei Fiori, quest’ultima di proprietà comunale, abbandonata al degrado da decenni. Sono due autentici insulti alla stagione d’oro del liberty varesino che ha fatto della nostra provincia una gemma mondiale censita dal Reseau Art Nouveau Network.

Lo straordinario giacimento di bellezza che architetti come Giuseppe Sommaruga, Ulisse Stacchini, Silvio Gambini e tanti altri ci hanno lasciato all’inizio del ‘900 è stato al centro dell’appassionata relazione che la professoressa Albertina Galli ha tenuto sabato scorso nella sede degli Amici del Sacro Monte: un affascinante excursus tra il viale Aguggiari e il Campo dei Fiori curiosando tra alberghi e ville alla ricerca di torrette e finestre tripartite, piastrelle decorate e tapparelle a scomparsa, balconcini a sbalzo e intonaci colorati.

Tanto amore per l’arte e per la città, tanta cura di preservarne il fascino intatto, tanta preoccupazione di documentarne lo stato di salute si trovano più facilmente nella cosiddetta società civile che in chi amministra la cosa pubblica. D’accordo, nell’ultimo decennio ci sono stati davvero pochi soldi da spendere, ma è un po’ come se Milano lasciasse andare in rovina la stazione Centrale o se uno storico edificio del Lungarno deturpasse Firenze con una cresta d’antenne solo perché rende molto ai proprietari. Dovrà pur esserci una via d’uscita.

Alla Prima Cappella ci si è fermati in tempo: niente scavi con gli esplosivi davanti al seicentesco Oratorio dell’Immacolata per ricavarne un parcheggio. È probabile, tuttavia, che un parcheggio alla fine serva e il nuovo sindaco sembra orientato a favorire la soluzione che prevede l’utilizzo dell’area davanti alla stazione di partenza della funicolare. Il parcheggio al Vellone rilancerebbe il servizio del trenino a fune abbattendo il passivo di 200 mila euro l’anno che ora comporta per le casse comunali.

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