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Cara Varese

RECUPERARE IL NOSTRO ORGOGLIO

PIERFAUSTO VEDANI - 29/07/2016

Arcobaleno dal Sacro Monte

Arcobaleno dal Sacro Monte

Quanto sarà fatto nel corso di questa estate dai protagonisti della svolta politica epocale di Varese non è possibile prevederlo. Ci si sono impegnati con una sorta di furore agonistico, l’entusiasmo cresce con il passare dei giorni, ma i problemi non solo non si contano ma hanno pure dimensioni notevoli e hanno radici attecchite nella palude del tran tran degli anni leghisti. Sono stati di una profonda rassegnazione alimentata dalla scarsità dei mezzi messi a disposizione del romano governo vampiro. Ma è pur vero che la rassegnazione è stata una comoda poltrona che ha negato vivacità e dignità alla nostra cara Varese.

L’acquiescenza partitica verso Roma prima e Milano poi ha cloroformizzato l’orgoglio bosino: quanta dignità e visibilità avremmo conquistato se per esempio avessimo combattuto la buona battaglia per la pubblica salute che qualsiasi sindaco e qualsiasi consiglio comunale della Repubblica avevano e hanno il diritto di combattere.

Per anni migliaia di persone hanno avuto disagi al Pronto Soccorso, nessuno di Palazzo Estense si è presentato al loro fianco. Non bastasse pure i disastri edilizi e programmatici in campo sanitario e urbanistico non hanno suscitato reazioni.

Varese città del sonno politico rappresenta un problema per chi vuole recuperarla a un ruolo di primo piano, ma è indispensabile tentare l’ impresa, avviare con determinazione un cammino cercando aiuto a chi è rimasto degno del valore antico, il mondo del lavoro, e ai meno esperti ma con il cuore ricco d’avventura, cioè la meglio gioventù che si afferma negli studi e tenta coraggiosamente nuovi percorsi; infine vanno considerati come veri amici i moltissimi cittadini che hanno attenzione e amore per le istituzioni cittadine e in particolare quelle che sono grandi riferimenti sia come servizi primari alla collettività, sia come promotrici della cultura. Questi poli di civiltà e di crescita sono gli ospedali e l’Università, da qualche tempo meritevoli di ben altra attenzione e di aiuto da parte della città.

La nuova politica che ha espugnato Varese è attesa anche per come si porrà davanti alle problematiche di queste istituzioni che in molte altre città sono rocciosi, intelligenti baluardi ben radicati nella storia delle rispettive comunità. Il centrodestra ha fallito nel settore della cultura, dello sviluppo e della crescita delle nuove generazioni: sembra infatti che abbia guardato alle cittadelle degli studi e della scienza come a centri di spesa, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: fuga di cervelli, rettorati con difficoltà finanziarie.

Di recente ho letto un proclama di un giovane e pure simpatico forzista: prometteva sfracelli come oppositore a Palazzo Estense. Ottimo programma, ma dove era il suo partito in questi ultimi 23 anni? E che cosa ha fatto per la città?

Proprio le sparate di questi divertenti capitan Fracassa ricordano agli attuali governanti di Palazzo Estense che cosa passa tra il dire e il fare. Siamo a Varese, chi oggi è all’opposizione tra il dire e il fare ci ha passato il lago. Ancora e sempre puzzolente.

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