Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Ambiente

ARIA, PIANO INTERCOMUNALE

ARTURO BORTOLUZZI - 23/12/2016

biciLo scorso novembre il sindaco di Varese, assieme al vicesindaco e ad alcuni assessori (nonché il presidente di AVT) ha incontrato i vertici delle associazioni varesine al Salone Estense per illustrare loro quanto intendesse porre in essere riguardo la sosta delle automobili private nel centro.

Come ebbi a dire in pubblico (nel corso di quella riunione a Palazzo Estense, che avevo, comunque, apprezzato in quanto segno di apertura della politica verso la città), non è possibile affrontare in maniera esaustiva la questione della sosta a prescindere dalla questione inerente il controllo della mobilità. Preliminarmente penso che si debba affrontare l’argomento nella sua completezza:

-          le automobili sono causa certa di malattie anche gravi e vanno il più possibile contenute;

-          lo spirito della mobilità di cui al vigente PGT (che è quello volto solo a velocizzare il traffico autoveicolare e non a ordinarlo e a contenerlo) deve essere adeguato;

-          è necessario un approccio coordinato e responsabile al problema, il che comporta che il Comune si doti (come previsto dal Decreto Ronchi) di un mobility manager o comunque di una specifica professionalità dedicata, sia per gli aspetti locali che in visione di territorio vasto.

Affrontare la mobilità con lo spirito che ho intravisto su un quotidiano locale (ponendo una serie di parcheggi esterni collegati al centro con una navetta), è certamente afflato che condivido da sempre. Dobbiamo però guardare e valutare con cautela l’esperienza degli ultimi anni: la soluzione suddetta attivata soprattutto in periodo natalizio, senza adeguate cure specifiche (alla base o in partenza e nel luogo di arrivo), ha dato risultati sostanzialmente deludenti.

Senza quindi adeguata gestione manageriale in una visione generale del problema non si può, secondo me, pervenire ad un risultato apprezzabile. Provvedimenti specifici possono essere attuati soltanto in un programma complessivo – soprattutto in una città come Varese che ha un numero eccessivo di auto immatricolate – di ridurre le automobili in circolazione promuovendo l’auto collettiva. In questo quadro si può collocare il suggerimento della costituzione da parte del Comune di un sistema di car-sharing pubblico avente come base la AVT.

Occorre attuare a Varese il Decreto Ronchi nominando il mobility manager comunale e facendo una pluralità di piani spostamento casa lavoro così da cercare di abituare, col tempo, i cittadini ad una utilizzazione per lo più collettiva del mezzo privato. Questo deve essere impiegato solo quando sia necessario. L’azienda privata, nei termini specificati nella vigente normativa, deve avere un proprio mobility manager e ci deve essere poi il mobility manager di area con il compito di coordinare tutti.

Bisogna avere, insomma, la forza e la capacità di attivare questo sistema in cui deve credere in primo luogo il Comune di Varese. Questi, impiegando risorse, ha proprio invitato altre istituzioni pubbliche e private per più giorni a Ville Ponti di Varese perché fosse garantito a tutti conoscere la materia grazie anche ai tecnici di Euromobility. Non si perda del tempo ora. La istruzione è già stata fatta. Ci sono già funzionari e addetti con in mano un attestato dei corsi cui hanno partecipato.

Il Comune di Varese allora deve far affrontare da lui e con lui (il mobility manager) non solo la questione dei parcheggi ma, soprattutto, la questione dell’inquinamento atmosferico (soprattutto del pm 10).

La Giunta Comunale ha aderito al protocollo della Regione Lombardia. Bene!

Predico che però compia qualcosa in più di quello che prescrive la normativa regionale. Il Comune ha da rendersi conto che ha un ruolo guida di tutti i comuni almeno dell’area varesina. Va avviata a questo livello l’assunzione di provvedimenti di controllo da parte dei Sindaci dei Comuni che devono essere i protagonisti del risanamento dell’aria e di un drastico cambiamento nei comportamenti delle persone, che, non solo, non devono più nuocere a se stesse ma, soprattutto, agli altri tenendo comportamenti egoistici.

Gli altri comuni hanno sempre risposto positivamente, allorquando il Sindaco di Varese li ha chiamati (è il caso del Piano strategico di area). Non si metta in uno stato di quiescenza quella Commissione che l’assessorato alla Tutela ambientale aveva istituito proprio con i comuni limitrofi a Varese (e regolata da una normativa redatta da Arpa e ATS Varese) ma, invece, la si convochi repentinamente. Questa commissione però deve riunirsi e lavorare in una maniera efficace. Non bastano solo le parole. Occorrono però fatti concreti. Nella Commissione ciascuno può dare i propri consigli.

Non basta che ci si limiti solo a protestare. La Legge vigente ci concede il potere di chiedere alle istituzioni di intervenire a tutela della qualità della vita. Miglioriamo tutti assieme l’aria che i varesini respirano.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login