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Zic & Zac

LA VERA MISSION

MARCO ZACCHERA - 20/01/2017

mps“Il governo auspica che la giustizia faccia rapidamente il proprio corso e tutti coloro che hanno provocato danni alla collettività, alle comunità locali, ai risparmiatori e agli investitori vengano sanzionati”.

Parole sante quelle del ministro Pier Carlo Padoan, che – disceso da Marte – non si è chiesto però chi sia da ormai tre anni il ministro che avrebbe dovuto controllare la crisi bancaria, né chi ha nominato i vari componenti pubblici nei Consigli di Amministrazione di quelle banche.

Mentre le cronache ricordano che il presidente del CDA di Montepaschi, Moretti, percepisce più di un milione di euro l’anno di stipendio, è evidente che Banca d’Italia e Consob non hanno svolto bene il loro compito.

Non solo, Padoan ha già dimenticato chi sia intervenuto (o non intervenuto) sulle crisi bancarie del recente passato – tutte minimizzate e “coperte” – e le responsabilità di governo per la trasformazione forzata delle Banche Popolari in SPA con norme poi dichiarate parzialmente inattuabili e incostituzionali.

Soprattutto sarebbe interessante sapere se Padoan non conosca – per esempio – quali siano stati i clienti più o meno insolventi che hanno trascinato nel baratro MPS, compresi quelli molto vicini alla politica come Carlo De Benedetti (orgogliosamente tessera n. 1 del PD nonché ufficiale finanziatore del partito!!) che in punto di morte (della banca) si sarebbe fatto finanziare con 600 milioni tramite operazioni perlomeno disinvolte

Il moribondo MPS – che pur in borsa va su e giù come le montagne russe permettendo però guadagni fantastici per chi ha giornalmente le “dritte” giuste – è così diventato azionista di Sorgenia con il 17% del capitale ma anche socio di tante altre imprese in crisi, con debiti incagliati: è il primo azionista con il 7% di Cisfi, gruppo finanziario che fa capo a Gianni Punzo, azionista importante di Ntv (che gestisce “Italo”, i treni di Montezemolo e amici) e la stessa banca è azionista anche con il 22% della società che doveva realizzare il progetto immobiliare di Casalboccone, alla periferia di Roma, ma soprattutto è azionista di imprese pubbliche in crisi, controllate dalla Regione Toscana e da comuni tutti – da decenni – in mano al fu PCI ora PD. Esempi? Scarlino Energia, Fidi Toscana, l’Aeroporto di Siena, Bonifiche di Arezzo, Terme di Chianciano.

Le banche d’affari di solito investono nel capitale azionario di imprese sane, in crescita, non in imprese in perdita che rischiano l’insolvenza, ma stranamente sembra che Monte dei Paschi non ne ha infilata una giusta, anche se buona parte di queste aziende hanno appunto sede in Toscana e dintorni, strana terra patria anche di banca Etruria, ovvero i territori controllati strettamente da ex comunisti ora “democratici” come più recentemente dal fu premier Matteo Renzi, dalla fu ministra Boschi (ora badante ufficiale del governo) e relative famiglie.

Ma attenzione perché il rapporto politica-finanza non è una questione che interessi solo il PD perché la finanza d’assalto non ha colore o – meglio – assume quello del potere in carica, vedasi la corte che c’era intorno a Berlusconi.

È il metodo che non funziona e mi tornano alla mente le parole profetiche di Papa Francesco, molto duro (e poco capito) qualche mese fa a proposito del rapporto dell’economia e del denaro nei confronti dei popoli.

Il problema ha infatti due aspetti: un modo perverso di interpretare la ricchezza spinge a livello mondiale allo sfruttamento dei poveri e delle risorse del pianeta a vantaggio di pochi già enormemente ricchi mentre – ed è l’altro aspetto – il sistema bancario e finanziario internazionale non tieni minimamente conto non solo degli aspetti umani ma dell’interesse stesso dell’economia delle comunità.

I disastri finanziari italiani si creano e sprofondano proprio su questa palude di incertezze normative, coperture politiche, insabbiamenti, mancanze di trasparenza e controlli, speculazioni lerce, pesi e misure diverse senza etica e senza morale.

Non è più possibile fare finta di nulla, è un sistema che ci sta distruggendo e distruggerà i nostri figli e nipoti.

Quindi parliamoci chiaro: si incriminino e si processino alla svelta i banchieri che hanno fatto i furbi, ma anche i politici che li hanno coccolati, nominati e protetti e dai quali si sono fatti munificamente finanziare (o hanno fatto finanziare i loro amici), mentre la pubblicazione dell’elenco dei creditori insolventi più importanti e – quindi di chi ha abusato del credito – sarebbe ed è un sacrosanto dovere di trasparenza e correttezza.

Soprattutto chi si sente libero sollevi la questione etica e morale della gestione di strutture finanziarie sempre più “contro” l’uomo e le sue attività positive, una “mission” a cui tutti dobbiamo sentirci chiamati.

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