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Il Mohicano

UN MERITO E IL RAMMARICO

ROCCO CORDI' - 03/02/2017

calogeroIl 28 gennaio è stata inaugurata, nella zona di Casbeno, la via dedicata a Calogero Marrone. Con questo atto, accompagnato da altre iniziative svolte nel Giorno della memoria, si può dire che Marrone esce definitivamente da un oblio protrattosi per oltre 60 anni. Sì, c’era stato l’episodio importante, ma sconosciuto ai più, della posa nel 1994 di una lapide nel cortile di Palazzo Estense, ma la sua storia e il suo impegno vennero alla luce solo nel 2002 quando grazie al lavoro di due valenti giornalisti (Franco Giannantoni e Ibio Paolucci) venne pubblicato da Edizioni Arterigere il libro “Un eroe dimenticato”.

Calogero Marrone, nato a Favara il 12 maggio 1889, nel 1931 si era trasferito Varese dopo aver vinto un concorso per impiegato comunale. Qui il 7 gennaio del 1944 venne arrestato dalla occupante polizia tedesca con l’accusa di aver favorito la fuga di ebrei e antifascisti rilasciando documenti contraffatti. Dopo nove mesi di detenzione venne deportato nel campo di sterminio di Dachau dove morì il 15 febbraio 1945.

Dopo la pubblicazione del libro citato, in cui la vita e l’impegno di Marrone per sottrarre alla persecuzione e alla repressione fascista il maggior numero di persone viene ricostruito con dovizia di particolari, l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni cresce progressivamente. Al punto che l’11 aprile del 2013, in una solenne cerimonie svoltasi a Palazzo Estense, viene proclamato “Giusto fra le Nazioni”, una onorificenza conferita dallo Stato di Israele a quanti in modo eroico e a rischio della propria vita si sono impegnati per salvare quella degli ebrei perseguitati.

Qualche giorno prima, il 4 aprile 2013, intervenendo in Consiglio Comunale per richiamare l’importanza dell’evento mi ero fatto interprete della proposta avanzata da Giannantoni e Paolucci di dedicare una via a Calogero Marrone oltre che a rendere più decorosa la targa ricordo posta nel giardino dell’area Cagna a Biumo. Proposta caduta nel vuoto, ma successivamente ripresa dopo che, ancora una volta, i due giornalisti e l’ANPI di Varese avevano rilanciato la richiesta. La mia mozione presentata il 10 febbraio 2016 venne discussa e approvata dal Consiglio Comunale l’8 marzo 2016 con 18 voti favorevoli, 6 contrari e 1 astenuto. Il risultato venne conseguito nonostante il parere contrario della Giunta e il mugugno di qualcun altro che però al momento del voto finale si ridusse ai soli consiglieri della Lega.

Ora che la mozione è diventata realtà e Calogero Marrone ha, giustamente, la sua via resta soltanto il rammarico per non aver trovato una collocazione più significativa e visibile come lo stesso Giannantoni, aveva più volte auspicato e proposto.

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