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Cultura

TRA LUTERO E MACCHI

SERGIO REDAELLI - 10/02/2017

Monumento a Lutero a Wittemberg, Germania

Monumento a Lutero a Wittemberg, Germania

Sono trascorsi 500 anni dalla riforma di Lutero e la ferita non è ancora rimarginata anche se il dialogo tra le religioni è un tema caro a papa Francesco. “Io credo che le intenzioni di Martin Lutero non fossero sbagliate, era un riformatore”, disse il pontefice tornando lo scorso giugno dal viaggio in Armenia. E lo ripeté in Vaticano davanti a una statua del monaco di Eisleben che, con scandalo di alcune frange cattoliche più conservatrici, campeggiava nell’Aula Paolo VI durante un’udienza con gli evangelici: “Al di là di tante questioni aperte che ancora ci separano, siamo già uniti”.

Per rafforzare i rapporti tra chi fa parte della comunità cristiana pur appartenendo a confessioni differenti, con posizioni dottrinali anche distanti tra loro, il papa ha dedicato a Lutero, alla fine del 2016, la missione “ecumenica” a Lund, in Svezia, per le celebrazioni del 500° anniversario della Riforma (1517-2017). Per Francesco la Chiesa deve tendere alla riconciliazione superando barriere e steccati e in questa direzione si muove Villa Cagnola (la villa è di proprietà della Santa Sede) con il convegno “Lutero, la Riforma e le arti”, in programma venerdì 24 febbraio con inizio alle 14.30 e sabato 25 febbraio dalle 9.30 alle 17.

“Il nostro obiettivo – spiega monsignor Eros Monti, che dirige la villa di Gazzada dal 2012 – è rileggere la Riforma sulla base dell’influsso che ha esercitato sull’arte. È un lato piuttosto sconosciuto, rilevante per l’espressività e la comunicazione dei contenuti della fede ed è uno degli aspetti tuttora controversi.  La Riforma protestante fu realmente avversa alle immagini? O favorevole e addirittura promotrice? Il convegno prova a rispondere agli interrogativi, ricercando le possibili interazioni tra comprensione della fede cristiana in ambito luterano e rappresentazione artistica nei suoi vari sviluppi”.

“Pittura, musica e immagini a stampa saranno al centro del dibattito, non solo al tempo della Riforma ma anche ai nostri giorni, arrivando fino al cinema. Di solito i temi teologici trattati nei congressi sono la giustificazione per la fede e non per le opere, il primato assoluto della grazia, la Scrittura come fonte esclusiva della fede e la libera possibilità d’interpretarla, la polemica sulla Chiesa e le sue forme storiche. Per Lutero il credente si rivolge direttamente a Dio, senza intermediari e rappresentazioni. E qui arriviamo al nostro convegno. Davvero egli avversava l’immagine sacra nell’arte? Numerosi specialisti internazionali interverranno per sfatare falsi miti, con un approccio scientifico aperto al grande pubblico”.

Si torna a Francesco: “Il papa prosegue la linea del Concilio Vaticano II, promosso da Giovanni XXIII e proseguito da Paolo VI, che punta a recuperare il rapporto tra le confessioni cristiane. Non solo nel senso della comunicazione cordiale, ma per ritrovare le radici comuni avendo il coraggio di porre la domanda cruciale: perché ci siamo divisi, dal momento che intento comune era il ritorno al Vangelo? E quali passi comuni si possono compiere oggi? Sono domande che attendono risposte concrete. Il convegno, scaturito dal suggerimento dell’arcivescovo di Milano Angelo Scola, sarà l’unico di questo livello a Varese e uno dei primi ad essere svolto in Italia. Pubblicheremo gli Atti entro il 2017 per non sforare dalla ricorrenza del mezzo millennio”.

Villa Cagnola registra una partecipazione in forte aumento agli eventi culturali, artistici e religiosi che organizza e la scuola di teologia per laici ha superato i 140 iscritti. Una volta sembrava un po’ isolata dal territorio, ora non più, sebbene non siano ancora abbastanza conosciuti la produzione di libri e i suoi tesori nascosti, le collezioni d’arte e lo splendido parco. Il dialogo con l’esterno – dal luteranesimo all’Islam – è nel suo Dna e riproduce, in fondo, il dialogo interiore vissuto dallo stesso conte Guido Cagnola che si avvicinò al buddismo e ritornò al cattolicesimo e che donò la villa al Vaticano perché fosse luogo di dialogo tra la cultura laica e quella cristiana.

Il convegno è organizzato dall’Istituto superiore di studi religiosi in collaborazione con l’arcidiocesi di Milano, la facoltà teologica dell’Italia settentrionale, l’Istituto superiore di scienze religiose di Milano e l’Accademia di studi luterani in Italia. Vale come corso di aggiornamento del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Le iscrizioni (partecipare costa 40 €) devono pervenire entro il 10 febbraio inviando la scheda di adesione a issr@villacagnola.it o compilando il modulo sul sito villacagnola.it/lutero2017. Sono disponibili cinque posti gratuiti (iscrizione, vitto e alloggio) per universitari fino a 40 anni che lavorano su argomenti affini al tema del convegno.

Altro appuntamento importante, il 27 marzo (dalle 18.30 alle 20) sarà presentato il libro “Monsignor Pasquale Macchi, per una biografia spirituale” scritto da una ventina d’illustri autori e curato da Adriano Caprioli. Alla serata di commemorazione, avvicinandosi l’undicesimo anniversario della morte dell’ex arciprete del Sacro Monte, parteciperanno monsignor Luigi Stucchi, Adriano Caprioli, Giselda Adornato e il cardinale Attilio Nicora. Il volume ha 344 pagine con 32 fotografie che illustrano l’itinerario biografico di Macchi. Ne sono state stampate 1500 copie e si acquista solo a Villa Cagnola. Costa 25 euro, ma la sera della presentazione sarà in vendita a prezzo ridotto.

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