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Souvenir

CIPPIRIMERLO

ANNALISA MOTTA - 19/05/2017

segnoNo, non si usa più. L’ho scoperto dai miei nipotini. Ma a scuola, quando vi scappa la pipì, cosa fate? Chiediamo di andare ai servizi…

Ecco, addio a un altro tassello della mia infanzia: quando era vietato, vietatissimo parlare senza essere interrogati, ai miei tempi per andare in bagno si usava alzare la mano con un gesto esplicito e inequivocabile, indice e medio a formare una V, che certo non stava per Vittoria, ma si imponeva con l’urgenza di un’accorata preghiera. Anche nel cuore della lezione, in un bosco di braccia alzate per rispondere alla maestra, c’era sempre qualcuno con la sua piccola inopportuna richiesta. “Ma non ci sei andato appena un’ora fa?”.

Chissà da dove veniva questo gesto, chi l’aveva inventato, se era un’abbreviazione italianizzata di water closet, o un segno facile scelto ad hoc per aiutare i più piccoli a esprimersi. Qualcuno ipotizza perfino che sia nato come ironico dileggio al celebre gesto di Churchill: ma qui entriamo nella leggenda. Sta di fatto che era compreso da qualsiasi adulto, e senza equivoci: “Mi scappa!”.

Altro tassello, ben più recente, il famoso pollice con cui avresti potuto girare il mondo, benché non completamente estinto è andato fuori moda, tanto da essere quasi vintage. Credo di averlo usato per l’ultima volta negli anni’80, per chiedere un passaggio dalla periferia di Varese al centro, avendo perso il bus e non potendo, col mio pancione di otto mesi, andarmene a piedi da Avigno a piazza Monte Grappa… Certo, ci voleva l’occhio nella scelta dell’ auto e del conducente, il posto giusto dove piazzarsi, una faccia da brava ragazza e un sorriso un po’ patetico da sfoderare al momento giusto. Pensare che oggi basta un’app, per trovare un passaggio.

Perfino i gesti sconvenienti e offensivi hanno cambiato faccia.

Dove mai lo avrò letto per la prima volta? Marameo, e il più raro Cippirimerlo (secondo il Devoto-Oli interiezione scherzosa di burla per l’altrui infortunio) credo siano retaggio di Pinocchio, o Giamburrasca, o addirittura Sussi e Biribissi. Fatto sta che lo sberleffo, due mani aperte a ventaglio puntate sul naso, pollice contro mignolino, noi a scuola lo usavamo, eccome, magari con una smorfia della bocca, per chiosare una fuga ben riuscita o un salvataggio in extremis: come a dire “prendimi adesso, che sono al sicuro!” I più incivili usavano pure il gesto dell’ombrello, sottolineato da un tiè reiterato, ma tra noi bambine era molto raro, era “roba da maschiacci”. E pensare che oggi, di dito, ne basta uno solo, per dire tante (irripetibili) cose…

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