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Cultura

SOLDINI E COLUMBERG

ROSALBA FERRERO - 09/06/2017

stanzeSino a fine agosto si possono visitare alla Pinacoteca Züst due interessanti mostre: una, ‘Le stanze svelate’, propone per la prima volta al pubblico la collezione d’arte di Ivo Soldini, l’altra ‘Raffaella Columberg’ le opere dell’importante ‘ceramista’ biaschese.

 ‘Le stanze svelate’ è una miscellanea delle opere che il pittore e scultore Soldini ha iniziato a collezionare sin dal quando, studente amante dell’arte, acquistò un ‘Ritratto’ di Jean Corty ; era ancora studente del liceo ma era già un collezionista in nuce; poi acquisti o scambi fra artisti non si sono fermati.

La maggior parte dei ‘tesori’ di Soldini riguarda autori ticinesi attivi tra Otto e Novecento, ma non mancano le sorprese, come Picasso, Manzù, Paul Klee, Fontana, le cui opere sono accostate a un piccolo nucleo di lavori appartenuti alla sua famiglia: dipinti sculture e disegni degli antenati Domenico e Antonio Soldini, l’uno scultore, l’altro amministratore di Vincenzo Vela e quindi legatissimo al Museo Vela.

I curatori della mostra, stante l’eterogeneità della collezione e la difficoltà di istituire percorsi cronologici o di appartenenza alle diverse scuole di pittura, hanno puntato l’obiettivo sulla possibilità di trasferire alla Züst l’ atmosfera particolare che si respira in casa Soldini, a Ligornetto. In particolare in cucina e in salotto, gli spazi vuoti non esistono, su pareti e mobili si susseguono le opere d’arte che riempiono lo spazio e la vita del pittore, sono, come le chiama, ‘le stanze delle meraviglie’ che ora svela al pubblico.

Ivo Soldini opera da oltre trent’anni in Svizzera come scultore e pittore noto e apprezzato per la sua produzione, è soprattutto noto per il suo collezionismo di opere dell’Ottocento e del Novecento. ‘Ama gli artisti e l’arte ’ e vive in un mondo fatto di artisti con i quali ha rapporti di amicizia e frequentazione, che volentieri diventano oggetto delle sue narrazioni estemporanee.

In mostra sono esposti pezzi di grande rilievo: ‘La maggiolata’ di Ugo Cleis accanto al ‘Paesaggio’ di Apollonio Pessina, La ‘Testa di donna’ e la ‘china con ceramica’ di Pablo Picasso accanto ai bronzio di Bazzaro, di Genucchi, di Troubetzkoy, e Filippini che dialoga con Agnelli, Burzi, Pessina,Regina Conti, Renzo Fontana, Paul Klee, Ossip Zadkine.

In quarant’anni di attività, Soldini ha accostato incontrato e acquistato le opere di questi artisti, in una sorta di turbinio di passione per dipinti, sculture, tanto care che da alcune di esse- confessa -gli costa fatica separarsene, anche solo per il periodo dell’esposizione.

Questo non gli impedisce di essere generoso, al punto di donare, insieme alle due figlie, Anna e Emma, un’opera di Antonio Rinaldi che va ad arricchire la Collezione permanente della Züst. Rinaldi è stato sottovalutato dai critici nel passato: oggi non è più considerato un pittore locale, ma è ritenuto l’artista più importante della generazione ticinese attiva tra il 1850 e il 1890. La tela acquisita si aggiunge al centinaio dei dipinti e ai circa 250 disegni che la Pinacoteca possiede poiché Giovanni Züst, proprio con le opere del Rinaldi iniziò la sua raccolta.
L’architetto Rolando Zuccolo ha curato l’allestimento con la partecipazione dello stesso Soldini.

Il catalogo propone un saggio che ricostruisce la storia della famiglia Soldini, con l’albero genealogico della famiglia e un’intervista al collezionista; lo completano alcune fotografie degli interni della casa di Ligornetto e le riproduzioni di gran parte delle opere in mostra.

columbergNelle stanze superiori della Züst è visitabile la seconda mostra, dedicata a Raffaella Columberg, ceramista ticinese del secolo scorso, cui la Pinacoteca ha deciso di dedicare un’ampia retrospettiva in occasione del decimo anniversario dalla scomparsa.

Nelle sale del primo piano, è stato ricostruito lo studio dell’artista: il tavolo e gli strumenti di lavoro, cui si uniscono schizzi fotografie lettere appunti…

La Columberg occupa un posto di rilievo nel panorama della produzione ceramista ticinese, che con lei passa dalla sfera dell’artigianato, della produzione ‘minore’ seppur di qualità, allo status di arte.

Unisce una vasta cultura, ricca di relazioni e connessioni internazionali, a una forte volontà innovatrice; scrive: ‘Quando ho cominciato a lavorare con la ceramica volevo rompere con la tradizione e proporre cose nuove’ Così, accanto ai manufatti di uso quotidiano, produce opere che sono frutto di uno studio dell’elemento materico in cui, con un linguaggio espressivo nuovo, trasferisce emozioni sentimenti riflessioni derivate dall’esperienze storiche e personali.

L’aiutano sia la formazione alla Kunstgewerbe Schule di Zurigo sia la frequentazione dei signori Neri a Embrach, di Leoncillo Leonardi all’Istituto Statale d’Arte di Roma e di Panos Tsolakos a Faenza.

La mostra si sviluppa in quattro sezioni: il quotidiano, la ricerca formale, l’arte e la storia, e infine la visione intima, che presentano al pubblico rispettivamente suppellettili gioielli e giocattoli, le sculture geometrico-modulari monocrome come le ‘Sculture scomponibili’; le opere storiche come ‘La centrale di Cernobyl’ o ‘Il trittico dei busti’(ovvero la dittatura dei colonnelli in Grecia), le opere intimistiche come ‘’La pecora nera’ o ‘Maternità’.

La mostra è inoltre accompagnata da un catalogo arricchito da interviste a intellettuali artisti e amici che frequentarono la Columberg.

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