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Opinioni

VARESE FA LA PARTE DEL LEONE

ARTURO BORTOLUZZI - 07/07/2017

logoAbbiamo sentito nei giorni passati, dagli organi di informazione del Varesotto, della polemica tra i sindaci dei comuni di Busto Arsizio e Gallarate risentiti per il fatto che quello del Comune di Varese avesse fatto incetta di tutti o soldi destinati dalla Regione Lombardia alla provincia per finanziare progetti strategici.

Abbiamo poi letto la replica per le accuse ricevute dal sindaco del comune di Varese. Egli ha fatto presente la sua posizione in proposito, dove ha di fatto sostenuto la bontà della scelta regionale che a sua detta ha voluto premiare il Comune varesino: perché aveva portato avanti progetti di valenza super partes e per ragioni di simmetria in quanto in passato il Comune di Varese non aveva mai potuto trovare una soddisfazione partecipando al medesimo bando regionale, pur avendo presentato progetti di alto valore.

Le opere che sono realizzande ora in Comune (Progetto Stazione Unica assieme al completamento della ferrovia cosiddetta Arcisate-Stabio, Progetto Teatro di Varese), sono certamente atte a soddisfare non soltanto le esigenze degli abitanti del territorio varesino, ma anche dei cittadini di un’area molto più elevata.

Queste opere possono costituire le fondamenta per uno sviluppo delle attività economiche provinciali. Riguardo ciò siamo perfettamente d’accordo con quanto sostiene il sindaco del comune di Varese. Egli ha sostenuto, secondo me giustamente, che la Regione Lombardia abbia dimostrato, in questo caso, lungimiranza per non avere fornito soldi a pioggia, assecondando tutti i campanili provinciali. La Regione ha dimostrato, in questo caso, di sapere scegliere, tra i tanti campanili, quale favorire, in base alle progettualità aventi la capacità di soddisfare le esigenze della maggiore quantità di cittadini possibile. Varese ha quindi vinto.

Deve però essere fatto il lavoro più duro. Infatti il Comune con la progettualità più elevata (Varese) sarebbe stato d’uopo che facesse conoscere la propria proposta in anticipo e quindi che la coltivasse. Non avendolo fatto prima, deve farlo ora, invitando gli esponenti dei Comuni del territorio per farle conoscere e perché questi possano comprendere come le stesse, possano essere capaci di avere uno spettro di azione intercomunale.

La si smetta di fare progetti guardando solo alle esigenze cittadine. Si voli più in alto. Questo di cercare il coordinamento intercomunale, era uno dei principali scopi che si era posta l’associazione Varese europea dopo essersi scontrata più volte con la miopia degli amministratori dei comuni provinciali che stentavano di capire l’esistenza di un proprio interesse alla realizzazione di un’opera non nel proprio comune, ma in uno limitrofo. Associazione Varese Europea della quale siamo ancora soci e che il sindaco di Varese non ha voluto portare in avanti, inspiegabilmente.

Non basta, infatti, essere il Comune capoluogo per guadagnarsi il rispetto altrui.

Accaparrarsi la fiducia dei Comuni provinciali, passa necessariamente attraverso il dialogare con loro facendo conoscere le proprie iniziative e facendo, anche, crescere le loro proposte più importanti. Azione questa che potrà essere fatta soltanto con autorevolezza dal Comune capoluogo che dovrà sviluppare le manifestazioni senza mai appropriarsene.

Facciamo per esempio il caso dell’iniziativa del comune di Busto Arsizio denominata Baff. Perché non promuovere, da parte del Comune di Varese, più rappresentazioni in luoghi provinciali e magari cercare relazioni con il festival di Locarno. Che problema ci sarebbe a fare un simile passo?

Mediti il sindaco riguardo a quanto fatto dal Premio Chiara. Muovendosi in questa logica ha aumentato la propria autorevolezza ed è diventato molto più significativo, uscendo dal Comune di Varese e promuovendo manifestazioni in Svizzera e nelle città varesine.

Certamente sarà necessario un maggiore lavoro, ma sicuramente più forti saranno le soddisfazioni. La gratificazione, oltretutto, sarà maggiore se oltre alla intercomunalità si potesse operare da parte del Comune di Varese, perché una manifestazione sia legata a uno o più imprenditori privati che vogliano non sponsorizzare i progetti ma far crescere le proprie attività in base agli stessi.

Questo è quanto sostiene l’assessore alla cultura del comune di Varese e su questo siamo d’accordo.

Dimostri il sindaco del comune di Varese di possedere il coraggio di ammettere di aver fatto un duplice errore lasciando ferma una iniziativa piena di attività di grande rilevanza, quale Varese europea (associazione approvata recentemente dal Consiglio comunale con larghissima, eterogenea maggioranza), che ha svolto negli anni attività di grande importanza (per esempio: “Nutrendo anima e corpo” con la Regione Piemonte, dove per la prima volta si sono messi in relazione i sacri monti del Piemonte e della Lombardia) e non predisponendo per il Comune di Varese attività tese a creare una squadra forte di Comuni in provincia di Varese.

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