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Cultura

GLI AFFRESCHI DI CROSIO

ARTURO BORTOLUZZI - 22/09/2017

crosioSono stati eseguiti i primi lavori di restauro della chiesa di Sant’Apollinare di Crosio della Valle che hanno restituito alla comunità varesina la possibilità di rimirare affreschi cinquecenteschi di alto valore (si ipotizza di Galdino da Varese o, in ogni caso, dell’opera di affini allo stesso), ma anche, affreschi seicenteschi finora coperti o da un folto stato di polvere o da ridipinture. Sono state in particolare messe a nudo le scene dell’Annunciazione e quella (i restauratori sono indecisi) di un donatore, ovvero di Caifa. Lavori sono stati fatti per recuperare la facciata della chiesetta e, all’interno della stessa, il presbiterio, le pareti laterali, l’arco trionfale e il soffitto ligneo.

È bene notare come ci sia stata un’azione composita alla base di quest’opera di recupero: da una parte l’azione tecnica di restauro, che ha visto all’opera un piccolo consesso di operatori che ha lavorato sotto il comando esperto, paziente e dotto di Rossella Bernasconi, dall’altra l’attività dei cittadini riuniti nel comitato “Pro chiesina Crosio” condotto da Carlo Canziani attorno al quale ha alacremente operato don Renato Zangirolami. C’è stato l’importantissimo contributo economico (rilevante anche dal punto di vista sociale) delle imprese più importanti del territorio limitrofo alla chiesetta (Tecniplast Spa prima di tutte per entità delle donazioni e per la passione dimostrata dai suoi Amministratori, ma anche Goglio Spa).

Quelli che sono mancati sono, però, i pubblici amministratori. Non alludo alla cerimonia di presentazione delle operazioni sinora svolte, dove erano presenti rappresentanti dei comuni di Azzate e di Crosio della Valle, quanto, invece, alle opere di coordinamento. Per opere di coordinamento intendo la relazione tra i beni che illustrano e caratterizzano il territorio (beni artistici e paesaggistici), nonché tra questi e quelli riguardanti il sistema di ospitalità e ricettività, quello di ristorazione e quello di mobilità. Relazioni che dovevano essere intessute da molto tempo e, in questo caso specifico, dal 2012 (data del rifacimento del tetto della chiesetta).

Scrivo del presidente della Provincia di Varese (che ha solo dato un piccolo contributo per la stabilizzazione della chiesetta e fatto nient’altro), ma anche del sindaco del Comune capoluogo, che, viste le difficoltà che incontra ora la Provincia di Varese, deve svolgere un ruolo di coordinatore almeno d’area. Ruolo dal quale si defila, secondo me, troppo.

Si vuole capire che Varese, dispone di un patrimonio culturale e paesaggistico di altissimo valore? Unici disponiamo, addirittura, di quattro patrimoni dell’umanità Unesco a poca distanza l’uno dall’altro (Sacro Monte, Isolino Virginia, Castelseprio, Monte Orsa), oltre che di decine di preziosità (ognuna differente dall’altra). Un contesto che ha stregato letterati e pittori antichi e contemporanei. Disponiamo e ci possiamo fregiare anche della cosiddetta “Isola di Toscana in Lombardia” rappresentata da Castiglione Olona che ospita gli affreschi di Masolino. C’è un collegamento tra noi e il mondo via aereo (grazie all’aeroporto di Malpensa) ma, anche e, soprattutto, tra noi e l’Europa, via treno (grazie alla prossima apertura della ferrovia cosiddetta Arcisate-Stabio).

Sembra incredibile ma ogni Comune cerca solo di organizzare in proprio qualunque opera di restauro e qualunque manifestazione culturale. Facendo così ogni opera è destinata a durare poco. Potrà essere, invece, mantenuta se costituisca parte di un sistema e soprattutto, se sia collegata con un’impresa che adottandola sia capace di produrre reddito.

Abbiamo recentemente chiesto al sindaco del Comune di Varese, Comune capoluogo (che per le difficoltà di cui si è detto della Provincia di Varese) la smetta di giocare a nascondersi, ma, invece, chiami tutti i Comuni dell’area varesina a intraprendere un’azione innovativa sia per il territorio, che anche per i cittadini. Questo come prima iniziativa che, deve subito essere seguita da una riunione, come ho scritto sopra, con le imprese del territorio. Questi coordinamenti devono essere continuativi e non avvenire una tantum.

Si valorizzi insomma il territorio e si promuova senza timore il turismo.

Ho già anche scritto tutto ciò in occasione delle osservazioni al documento programmatico della gestione delle attività culturali della città di Varese, ritenendo che non si possa pianificare in maniera adeguata, tenendo conto solo delle esigenze all’interno dei limiti comunali e non, invece, dei siti analoghi concentrati nell’area varesina ed anche altrove.

Tutto ciò ahimè lo ho fatto invano, perché quanto operato fino ad ora da tutti gli amministratori varesini, si contraddistingue per una visione molto limitata e non di insieme, come si dovrebbe.

Per poter arrivare preparati ai convegni che ho appena auspicato (che spero che il Sindaco del Comune di Varese voglia promuovere) cominciamo a discutere di questa proposta nella commissione area vasta del Comune di Varese, alla quale si invitino a partecipare i Comuni dell’area varesina e le parti sociali del nostro territorio.

Continuo a non comprendere il motivo per il quale il sindaco di Varese abbia voluto tenere a riposo l’associazione Varese Europea. Credo proprio che abbia voluto eliminare una entità che aveva lavorato sino ad ora autonomamente con successo e che manteneva una propria voce indipendente. Confido voglia rivedere questa decisione e che voglia guidare questa associazione con forza per poter perseguire tutti quegli obiettivi che aveva ipotizzato di conseguire l’Università dell’Insubria facoltà di economia, e che erano stati approvati dal Consiglio comunale di Varese con maggioranza bipartisan.

La volontà è quella di ridare a Varese il ruolo di provincia guida nella nazione italiana.

Tornando alla Chiesetta di Crosio invito tutti i lettori a vederla. Devono essere completati i lavori di cui ho detto e chiunque (enti privati o enti pubblici) fosse intenzionato a sostenere questa iniziativa, può seguire le istruzioni sul sito internet a essa dedicato www.prochiesinacrosio.org o inviare una e-mail all’indirizzo: ProChiesinaCrosio@gmail.com

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