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In Confidenza

REALISMO DI FEDE

Don ERMINIO VILLA - 27/10/2017

Caravaggio, Le sette opere di misericordia corporale, 1606-1607

Caravaggio, Le sette opere di misericordia corporale, 1606-1607

Chi ama vede il bene, non con un ottimismo bonaccione, ma per un realismo di fede. Sorride e si rallegra per la foresta che cresce e non si dispera per l’albero che cade. Vede i limiti dell’altro, ma non è malevolo nel denunciarli, non stigmatizza immediatamente, non giudica negativamente, non parla dietro le spalle.

La persona benevola cerca piuttosto di capire, è sempre pronta a compatire e, per quanto possibile, a correggere con amore.

Il tempo ordinario, che tante volte può assomigliare ad una routine, in una vita familiare è il tempo prevalente: lavoro, servizi domestici, cura dei figli, attenzione ai parenti, bollette da pagare, pasti da preparare. Quanti sono tentati di andare a cercare “cose straordinarie” da fare, perché l’ordinario pare ben poco gratificante!

Eppure… l’ottimo non è questo, che può apparire come una evasione o una ricerca di successo individuale. La nostra spiritualità familiare ci porta a fare straordinariamente bene l’ordinario; che poi non è mai così ordinario e monotono, se lo si vive bene, perché ogni giorno ha i suoi problemi da risolvere con intelligenza, fantasia, amorevolezza.

La perfezione non sta nel cercare azioni rare e straordinarie, ma nel vivere bene il quotidiano. E spesso proprio questa fedeltà all’amore eterno, promesso un giorno, o la fedeltà alla vita dei figli comportano un eroismo molto più difficile di chi muore martire per l’atto generoso di un momento!

Quando la vita di tutti i giorni è vissuta davvero bene (nel fare il bene dell’altro, al di là delle belle parole) è già diventata speciale, una cosa straordinariamente bella, un tempo divino!

Chi è caritatevole è disposto a fare sempre il bene, secondo le necessità del momento, attuando le indicazioni del “Vangelo del giudizio universale”, definito dal Cardinal Martini “Vangelo laico” perché non indica gli atti religiosi, ma gesti concreti, suggerisce l’elenco delle opere di misericordia corporale e spirituale: nella vita quotidiana e di famiglia, tessuta di tanto ordinario e solo certe volte di situazioni straordinarie, vanno vissuti bene.

Dunque non bisogna mai lasciarsi andare all’abitudine nel matrimonio come in ogni altra esperienza umana.

Succede nella vita di famiglia, più o meno, come si fa in palestra: si comincia piano piano, poi la forza e i muscoli crescono e il lavoro da questo punto in avanti sarà di “mantenimento”, perché ciò che si è costruito non si sgonfi, ma continui a mantenersi in forma. Un consiglio su tutti: ci vogliono buone dosi costanti di ottimismo, in tutti i settori della vita.

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