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Noterelle

DELLA FAMIGLIA

EMILIO CORBETTA - 02/02/2018

neonatoNon sei mai rimasto affascinato guardando intensamente un tuo nipotino o, prima di lui, un tuo figliolo? Un bimbo semplice, sincero con il suo sorriso, con i suoi occhi splendenti, ricolmo d’innocenza? Lo guardi con tanto indicibile affetto e sai che dentro lui ci sono frammenti di te. Hai contribuito a trasmettere la vita a qualcuno. Hai fatto sì che una vita sia andata oltre te. Verso un futuro che sfuma nell’infinto.

Per te in questo momento il piccolo essere è il centro dell’universo. Galassie immense ruotano attorno a lui, microscopico essere colmo di grandi misteri da scoprire, come grandi sono i misteri delle galassie stesse. Sono grandissimi e splendenti i misteri collocati nell’universo, che ci seducono spingendoci a scoprirli e a studiarli, ma altrettanto immensi ed affascinanti sono i misteri presenti in quel piccolo essere, dove c’è un frammento di te. È quanto le leggi naturali ti hanno concesso di donargli, tu con i tuoi difetti, con le tue qualità. Un bel dono? È un interrogativo che comunque non lede la sua libertà.

Nella vita possiamo realizzare cose grandissime, ma la più grande è forse proprio il trasmettere l’esistenza. Le cose grandi che realizziamo o abbiamo realizzato possono essere fatte anche da altri mentre il dono della vita, splendido, immenso, unico, ai nostri figli lo possiamo dare solo noi.

Questo esistere è fragilissimo ma nello stesso tempo forte. Lo si constata nelle culle termostatiche dove questi piccoli esseri, collocati lì per molteplici necessità, si aggrappano al futuro con forza, quasi con violenza, fino a raggiungere l’autonomia. Così in tutti i bambini è affascinante veder sorgere ed evolvere la capacità di pensare. Ogni infante, ogni bimbo, ogni adolescente, ogni giovane e così via è un miracolo, ma il nostro piccolo c’è perchè ci siamo stati noi. Ci è stato concesso di realizzare il grande dono, vincolato alle leggi naturali che, con grande fatica, stiamo imparando a svelare e queste scoperte permetteranno forse una esistenza più bella, ma turba e scandalizza trovare dentro noi la spinta all’auto distruzione che solo la cultura e la saggezza ci possono permettere di dominare.

Forse sono pensieri ovvi, banali, elementari quelli che stiamo facendo, pensieri che nascono appunto guardando i nostri bimbi, come appunto detto frutto dell’amore che li ha fatti sorgere nel sole della vita, che affrontano con gioia anche il lato della sofferenza che la vita sa dare.

Questa sofferenza in gran parte viene dall’essere umano che sa crudelmente regalarla ai suoi simili ma viene anche dalla fragilità delle molecole che ci compongono. Ma Lui, quello che dicono che ci ha creato, ci protegge o crudelmente ci ha dato un dono che svanisce nel nulla? Ma poi Lui c’è?- si chiedono in molti- o non esiste ed è sostituito dal gioco statistico del Caso?

Ma perché questi pensieri? Ci spinge a farli l’immagine di uno stolto che imbraccia una pesante arma capace di uccidere con estrema facilità decine di fratelli in pochi secondi. E sorride lo stolto, che si sente grande e potente perchè sa annientare la vita degli altri senza pensare che un antagonista potrebbe fare altrettanto con lui. E questa immagine è analoga a quella che ci mostra il misterioso e splendido deserto solcato da file di pick up che al posto di trasportare mezzi di pace hanno il cassone posteriore impegnato da una micidiale mitragliatrice.

Folle umanità che da secoli non sa trasformare spade e lance in oggetti da lavoro.

Folle umanità che non sa proteggere e coltivare il nido importante della famiglia, nido dove la vita nasce e si sviluppa. Il modesto, elementare, semplice concetto antico della famiglia, sempre valido, che è il fondamento dell’umanità. Contrasto immenso tra il grande rispetto e amore che si deve all’esistere e questo folle lugubre coltivare la morte, che spezza un dono unico ed irripetibile.

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