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Incontri

SIRIA/3 REALISMO

GUIDO BONOLDI - 20/04/2018

audoLa notte tra il 13 ed il 14 aprile, in una sorta di tragico war game, Trump, May e Macron, hanno ordinato il lancio di 105 missili, “belli ed intelligenti”, contro la Siria, in risposta ad un presunto attacco con armi chimiche, che sarebbe stato effettuato dall’esercito siriano contro la città di Douma, controllata dai ribelli.

Ancora una volta il comportamento di queste potenze occidentali sullo scenario medio-orientale lascia molti, tra cui il sottoscritto, a dir poco perplessi.

Mi sembra importante al riguardo ascoltare la voce di autorevoli esponenti della comunità ecclesiale siriana.

Il Vescovo Caldeo di Aleppo e presidente della Caritas siriana, monsignor Antoine Audo, intervistato da TV2000, ha dichiarato:

“Speriamo e preghiamo sempre per la pace, è una cosa molto importante per noi. Come è possibile che Bashar al-Assad, adesso che sta vincendo la guerra contro i ribelli, usi armi chimiche per difendersi ? Non è logico. Sono sette anni che continua la stessa storia, di minacciare, attaccare, distruggere, a noi sembra usino la Siria come occasione per fare questa guerra tra americani e russi per interessi internazionali e poi questa guerra regionale tra iraniani e sauditi e poi questo commercio di armi. Sia fatta luce su tutto, non come hanno fatto con l’Iraq, hanno distrutto l’Iraq e poi hanno detto “scusateci, era uno sbaglio”; così hanno fatto con l’Iraq. Ma la gente non è stupida”.

Qualche giorno prima dell’attacco Padre Bahjat Elia Karakach, superiore del convento francescano di Damasco e parroco della Comunità Latina, intervistato dalla rivista Tracce, aveva dichiarato:

“Il popolo desidera la pace, questa guerra serve solo ai nemici della Siria, a chi vuole farne terreno di conquista. Purtroppo l’opinione pubblica occidentale non è messa in condizioni di capire cosa accade realmente da noi, anche perché i mass media propongono una rappresentazione deformata della realtà. Ad esempio c’è stata una grande enfasi sulla violenta offensiva scatenata dall’esercito per liberare la Ghouta dal controllo dei ribelli, tacendo sul fatto che era la risposta agli attacchi missilistici che da mesi colpivano molti quartieri di Damasco. Dobbiamo essere realisti, dopo sette anni di guerra: oggi chi può garantire una Siria unita è di fatto solo il Governo”.

Ma a quanto pare Trump, May e Macron non sono interessati alla pacificazione della Siria e al destino del popolo siriano.

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