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Sport

BIANCO-ROSSI-BLU

ETTORE PAGANI - 15/06/2018

biancorossiPeggio di così non si sarebbe potuto. Una sorta di triste e fin troppo prolungata agonia ha portato il Varese alla retrocessione in una crisi generale che colpiva tutto il biancorosso da ridurlo a un pallore estremo: crisi di società, di finanze, di giocatori e di gioco.

Di tutto, insomma, ad annullare man mano le pur sempre più striminzite speranze e accrescendo le delusioni.

Non è la prima volta che la squadra di calcio varesina innesta la retromarcia. L’ultima fu addirittura voluta per un totale errore societario suggerito da una incompleta valutazione. La subì questa stramba e illogica delusione il Varese di Orrigoni con notevole esborso di quest’ultimo ancora in fatto di quattrini.

Una cosa assurda e toccò proprio a lui che dopo avere seguito un percorso malsano, riportare a galla società e squadra mettendo mano ancora al portafogli.

Stavolta le cose sotto il profilo tecnico sono andate ancora peggio. Sotto quello societario è solo mancata l’autoretrocessione ma per il resto peggio – si diceva – di così non poteva andare.

Si ammaina il bianco-rosso mentre sventola gonfiato da un vento che più non avrebbe potuto soffiare spinto dall’impeto del coraggio e della serietà il bianco-blu di una Pro Patria che da tempo non si vedeva dalla tecnica perfetta sotto la guida di un eccellente allenatore

Bene avviata da una capacità organizzativa di una società più che seria.

Alla tristezza del capoluogo si oppone così la piena soddisfazione dei cugini che merita solo grande consenso e applauso anche da parte di chi soffre.

***

Ai tifosi varesini, se non altro, può valere il conforto di una buona stagione cestistica che dopo essere arrivata al punto di fare tremare i polsi quasi spenti nel battito, ha saputo trovare la forza di una svolta decisa per lasciar da parte quella strada dei play out che sembrava solo l’unica percorribile.

Una svolta di cammino radicale cui a pochi pareva consentito di sperare.

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