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Cultura

DOPO MARX

LIVIO GHIRINGHELLI - 14/12/2018

kautskyAll’indomani della morte di Marx si sviluppa il dibattito sulla sua opera e si accende all’interno della Seconda Internazionale (il congresso costitutivo – dominato dalla socialdemocrazia tedesca – si tiene a Parigi nel 1889) una vivace polemica tra due orientamenti, l’interpretazione ortodossa di Kautsky e quella revisionistica di Bernstein.

Il programma ufficiale di Erfurt (1891) è redatto da Kautsky. Di fronte al “programma massimo”, onde il termine di massimalismo, di Kautsky, che si propone la trasformazione in senso socialista della società, sia pure da realizzare nel lungo periodo, sta quello “minimo” di Bernstein, da realizzare in tempi brevi grazie all’introduzione di riforme nel contesto dello Stato borghese.

Karl Kautsky (1854-1938), politico e filosofo tedesco, compie gli studi a Vienna e si dedica al giornalismo, fondando nel 1883 la rivista Die neue Zeit, destinata a durare sino al 1917, rivelandosi come la più importante dell’epoca in campo marxista. Kautsky è influenzato dall’evoluzionismo darwiniano e dal positivismo. Ha una concezione deterministica del divenire storico, le cui leggi sono costrittive al pari di quelle naturali.

Grazie alle crisi continue chiaro e inevitabile si delinea per lui il crollo del capitalismo, senza necessità di una rivoluzione violenta. Nel 1887 pubblica Le dottrine economiche di Karl Marx, sostenendone la correttezza di fondo. La forte depressione economica determinatasi dal 1873 al 1896 con lo sviluppo dell’imperialismo ne è la conferma. Non sarà necessaria una rivoluzione violenta, basterà gestire opportunamente il processo storico senza salti e conflitti.

Il rifiuto della violenza come metodo politico lo metterà in forte contrasto con Lenin e i bolscevichi al momento della Rivoluzione d’Ottobre, di cui avverserà gli esiti d’opportunismo, violenza, tirannia. Lenin lo definirà pertanto un “rinnegato”.

Per conservare il potere hanno negato il socialismo, reintroducendo divisioni e privilegi di classe. Kautsky ritiene valida la teoria dell’impoverimento crescente delle masse popolari, giudicando auspicabile l’aggravarsi delle condizioni di miseria dei contadini tedeschi in funzione di una possibile crisi capitalistica. Nessun interesse comune tra proletariato industriale e contadini sino all’instaurarsi del socialismo e la trasformazione in senso rivoluzionario della produzione agricola.

Segretario privato di Engels a Londra, si è orientato al marxismo partendo da un materialismo di tipo positivistico. Nell’opera Etica e concezione materialistica della storia (1906) si affacciano tesi che risentono del clima di un ritorno a Kant. Contro l’universalità etica della massima kantiana (agisci in modo da trattare l’umanità sempre come fine e mai come mezzo) Kautsky ribadisce il materialismo marxiano, riconducendo l’etica a espressione di “istinti sociali” in senso darwiniano, istinti derivati dall’origine di classe e riferiti a un’etica ispirata ai valori di liberazione del proletariato, in antitesi con i confini ristretti della morale borghese.

Nel 1914 si dichiara contro la guerra, aderendo al gruppo dei socialisti indipendenti e il suo pacifismo provoca la frattura della Seconda Internazionale. Nel 1918 come direttore dell’Archivio del Ministero Affari Esteri promuove la pubblicazione di documenti segreti sull’origine della guerra. Altre opere da ricordare: La rivoluzione sociale (1906), La concezione materialistica della storia (1927).

Eduard Bernstein (1850-1932), politico e filosofo tedesco, membro del Partito socialdemocratico dal 1872, è delegato al Congresso di Gotha nel 1875, che sancisce l’unificazione della componente marxista con quella lassalliana.

Esule a Zurigo nel 1878 vi fonda l’organo illegale del partito, Sozialdemokrat, mantenendo stretti rapporti con Marx ed Engels. Rientra in Germania nel 1902 ed è più volte deputato al Reichstag. Nel 1914 allo scoppio della guerra mondiale si pronuncia per l’approvazione dei crediti di guerra: la Seconda Internazionale si scinde.

Dal 1919 incessante è lo scontro con Lenin e lo Stato sovietico, in linea, anzi accentuando le posizioni revisionistiche manifestate nel 1899 con I presupposti del socialismo e i compiti della socialdemocrazia.

Nel lungo periodo trascorso in Inghilterra dal 1888 al 1901 Bernstein matura la convinzione che il capitalismo non debba più essere interpretato con gli strumenti teorici di Marx. Nel frattempo il movimento laburista si costituisce in partito (1900): nelle elezioni del 1906 si consentirà un ruolo importante, determinante per la formazione del governo liberale.

Bernstein respinge la concezione deterministica di Kautsky. La tesi della necessità storica dell’avvento del socialismo d’altronde genera passività e inerzia. Il socialismo per lui è un compito etico da realizzare, la realizzazione nella realtà sociale dell’imperativo categorico kantiano. La sua via al socialismo è pacifica, legale, parlamentare. Il riscatto egualitario è più qualcosa di desiderabile, che di inevitabile.

La dialettica hegeliana invece è “l’elemento infido della dottrina marxista”. Le riforme sociali vanno introdotte all’interno dello Stato e non in contrapposizione ad esso. Il proletariato non è diventato più povero, il capitalismo è stato anzi capace di trasformarsi in senso democratico. Lo Stato non è necessariamente strumento di dominio di classe e i lavoratori vi si possono associare nella gestione della politica.

Abbandonato il terreno dello scontro tra le classi, va favorita la collaborazione, la progressiva integrazione dei lavoratori nella struttura produttiva. La prospettiva è quella di una società migliore, non perfetta. Il potere si conquista negli spazi offerti dalle istituzioni liberali e le masse vanno educate alla partecipazione politica.

Altre opere da ricordare: Per la storia e la teoria del socialismo (1901), la monografia su Ferdinand Lassalle (1914).

Negli ultimi anni dell’Ottocento a Vienna si manifesta la tendenza nota come austromarxismo: essa critica nel marxismo il realismo positivistico e lo scientismo, sottolineando nella realtà umana l’importanza costituita da credenze e valori e la possibilità di incontro tra marxismo e neokantismo.

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