Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Attualità

PRIMATISTA

LUISA NEGRI - 22/02/2019

manuelAccanto ai tanti esempi negativi della cronaca quotidiana alcuni appaiono, al contrario, esemplari per l’insegnamento positivo e la nobiltà del messaggio consegnato.

É allora doveroso sottolinearli perché servano soprattutto ai giovani. Nell’incertezza generale di un mondo in subbuglio e disorientato hanno più che mai bisogno di conferme.

Vogliamo riferirci qui al giovanissimo Manuel Bortuzzo. Diciannove anni, una promessa del nuoto azzurro, Manuel è stato colpito “per errore” da una coppia di criminali determinati a far fuoco su di un presunto nemico della banda cui appartenevano. Si è così ritrovato, dall’oggi al domani, a lottare contro la morte.

Arrivato a Roma da Treviso alcuni mesi fa, proprio per allenarsi e assecondare il suo impegno sportivo, Bortuzzo si è visto spezzare un destino felice che le sue capacità, e la determinazione nell’affrontare gli impegni della vita, gli stavano apprestando.

Manuel è stato colpito alle spalle mentre prelevava un pacchetto di sigarette da un distributore vicino al ristorante dove aveva trascorso una lieta serata in compagnia della sua ragazza.

Il pronto intervento di ottimi medici e chirurghi lo ha strappato alla morte e restituito alla vita: ma non si sa ancora se Manuel potrà rimettersi in piedi come prima e tanto meno riprendersi un giorno la sua esistenza, di giovane uomo e di sportivo, là dove l’aveva lasciata.

Proprio mentre scriviamo arriva la notizia del trasferimento del ragazzo dall’ospedale San Camillo di Roma a un luogo di riabilitazione, il Santa Lucia, centro ben noto agli sportivi. La notizia ė supportata da un confortante video. Dal letto in cui registra il suo messaggio per i social Manuel dispensa sorrisi e ringraziamenti a chi gli è stato vicino: promettendo impegno e volontà a tutti quelli che s’aspettano di vederlo rimettersi in piedi.

Stenti a credere che Manuel abbia appena attraversato quel tunnel di sofferenza fisica e di dolore che deve certo subire chi è stato così brutalmente colpito e ferito nel corpo e nell’anima. Eppure le sue mani si muovono, nell’abbraccio esteso a tutti, con la massima vivacità: bene, pensi da profano e speri da ottimista, almeno quelle sue mani abituate a macinare metri di acqua in piscina   funzionano perfettamente.

E intanto percepisci che attraverso quei movimenti, e i larghi sorrisi, sta mandando un segnale, positivo e rassicurante, non solo a chi gli vuole bene da anni, ma anche a tutti quelli che lo seguono con apprensione e simpatia da quando hanno saputo di questo bravo e volenteroso ragazzo che si è ritrovato con la schiena trafitta da un proiettile calibro 38.

Manuel racconta della iniziale fisioterapia postoperatoria al San Camillo, ringrazia di cuore i medici e il personale che lo ha assistito, spiega di essere in procinto di iniziare la nuova riabilitazione: e promette che farà tutto il necessario per ritornare ad essere quello di prima.

Prima cioè di quella sera che ha impresso un indelebile sigillo di fuoco nel suo corpo e nella sua vita.

C’è volontà, determinazione e un forte orgoglio nell’esempio di questo ragazzo. E quell’infinita dose di dignità che solo i migliori possiedono. Non perché lui è sicuramente – confidiamo lo sarà sempre più- un ragazzo record nel nuoto: ma perché lo è soprattutto nella vita, nella grande forza di volontà, nella generosità che non vuole deludere gli altri che si aspettano il miracolo proprio da lui. “Da ora comincia il mio nuovo allenamento. Darò tutto quello che ho per ritornare tra voi il più presto possibile” promette. E, qui sta la maggior nobiltà, nell’esempio di chi pensa agli altri prima che a se stesso, e non ha avuto una sola parola di odio per i suoi quasi coetanei Daniel e Lorenzo – persuasi al delitto – che lo hanno ferito senza pietà.

Forse l’esempio gli è arrivato anche dal padre, rammaricatosi che i due ragazzi, nella ammissione di colpa davanti al magistrato, si siano dispiaciuti non di avere cercato di uccidere una persona, ma di avere sbagliato bersaglio. Anche questo è un grande esempio: di dignità e, ci è parso di capire, insieme di una sottesa, seppur difficoltosa carità, verso due giovani forse perduti per sempre.

Si dice, ma è in realtà provato dalla Storia, che nelle vicende di certe persone, cui accadono fatti drammatici e incredibili insieme, vi siano i segni particolari di esistenze destinate ad essere speciali. Forse a Manuel ne è toccata proprio una così. Siamo sicuri che un giorno leggeremo ancora di lui e della sua speciale vita, di sportivo e di uomo.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login