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Società

ANNIVERSARI IMPORTANTI

RENATA BALLERIO - 27/09/2019

lingueCi sono anniversari e ricorrenze che non calamitano vigorosamente l’attenzione mediatica e individuale. Tutto sommato è un peccatuccio veniale. Ma è pur sempre un peccato perdere occasioni di riflessione. O anche solo ricercare informazioni che scardinino quanto scontato, ovvio.

Pensiamo – per esempio – che nel mese di settembre si celebrano le Giornate europee del patrimonio (in Italia sono state celebrate il 21 e il 22 settembre), e il 26 settembre la Gel, giornata europea delle lingue.

Se le Giornate del patrimonio, che per il 2019 hanno avuto come tema e titolo “Un due tre… Arte!”, sono state opportunità per fare capire e vivere i benefici della fruizione del patrimonio artistico e culturale come possibilità di divertimento anche condiviso, meno incisiva nella coscienza collettiva pare essere la giornata delle lingue.

E si sa che la coscienza trova sempre le sue giustificazioni e alibi: ormai c’è una ridondanza di celebrazioni in un calendario laico punteggiato di giornate dedicate a tutto (talvolta, pericolosamente, sinonimo di niente).

E l’impegno per una singola giornata può modificare qualcosa? Forse no, ma questo non giustifica la rinuncia a pensare che qualcosa possa cambiare o che quanto accade sia scontato. La Gel può, anzi, deve offrire l’occasione di pensare in modo diverso all’Europa. O immaginare un’Europa diversa.

Dal dicembre 2001 il Consiglio d’Europa, con il patrocinio dell’Unione europea, ha proclamato il 26 settembre giornata per incoraggiare l’apprendimento delle lingue, affinché si possa migliorare il plurilinguismo e la comprensione interculturale.

L’organizzazione internazionale rappresentata dal Consiglio d’Europa, che non va confuso con il Consiglio europeo, fu fondata il 5 maggio 1949 e dall’ottobre 1989 le è stato riconosciuto lo status di osservatore dell’Assemblea generale dell’Onu. Da settanta anni promuove – spesso in modo poco noto – la ricerca di soluzioni ai problemi sociali, valorizzando la democrazia e i diritti umani. Attualmente conta quarantasette membri. Insomma svolge una funzione fondamentale che,però, è messa in ombra dall’Europa economica, finanziaria che lotta per una politica condivisa. In questa Europa mai sufficientemente conosciuta. Basti pensare che in questo nostro vecchio continente si parlano oltre duecento lingue indigene (le lingue mondiali sono calcolate in un numero che varia dalle 6000 alle 7000) e che se l’inglese rimane la lingua dominante, il tedesco è la lingua più parlata.

Secondo un sondaggio dell’Ue, il 56% dei cittadini dell’Ue parla una seconda lingua e a Londra si parlano circa 300 lingue. Questi dati ci aiutano ad andare oltre a molti stereotipi e a far capire come la Gel non sia una delle tante giornate dedicate a “qualcosa”.

Con una rapida ricerca su Internet si scoprono siti che – apparentemente in modo retorico – invitano a festeggiare questa giornata. In contrasto a ciò si scopre che in molte, moltissime scuole della provincia varesina questa occasione è o sconosciuta o ricordata in sordina.

L’Europa dovrebbe partire anche da qui. E magari apprezzare e far maggiormente conoscere una iniziativa che da anni si svolge nella vicina Bellinzona. Si chiama Babel, festival di letteratura e di traduzione e viene riconosciuto come momento di ospitalità linguistica.

Non è da poco, se facciamo nostra la definizione della Rivista Specimen, interamente multilingue, in cui si sottolinea come traduzione e pluringuilismo moltiplicano gli strati del linguaggio (e, aggiungiamo, il modo di pensare), dando una seconda possibilità di guardare la realtà.

In fondo è quello che ci ricorda Fiorella Montefiori Kupfer, laureata in lettere classiche all’Università di Bologna, che tra l’altro ha diretto a Berna una rivista di pedagogia interculturale, in una sua poesia in cui si chiede se la torre di Babele non sia una punizione ma il vero dono del cielo.

Magari nella nostra Varese non festeggiamo la Giornata europea delle Lingue. Ma almeno non dobbiamo dimenticarla.

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