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Politica

CENNO D’OTTIMISMO

GIUSEPPE ADAMOLI - 11/10/2019

foto di gruppo del nuovo governo

foto di gruppo del nuovo governo

La golden share del governo, dicono molti, è in mano a Renzi che può staccargli la spina quando vuole. Ma questo è vero, naturalmente, anche per i Cinquestelle e il Pd, e perfino per la piccola sinistra rappresentata dal ministro Speranza. È la condizione attuale della nostra politica che durerà almeno fino alle prossime elezioni. Poi si vedrà.

Occorrerebbe un serio maggioritario per modificare in meglio questo quadro ma oggi le pressioni dei partiti, salvo la Lega e alcuni spezzoni del Pd, vanno in diversa direzione. La riduzione dei parlamentari, che non mi riempie di gioia perché non modifica in nulla il nostro anacronistico bicameralismo perfetto, spinge purtroppo verso un proporzionalismo puro per ragioni di maggiore rappresentatività territoriale e politica.

A questo punto meglio lasciar stare i voli pindarici e vedere cosa bolle in pentola. Il governo durerà fino al termine della legislatura? Potrebbe davvero e non solo per la fortissima lusinga di eleggere il futuro Capo dello Stato. Una crisi incipiente sarebbe infatti un massacro per i grillini, un problema grosso per il Pd e un danno per Renzi che non ha davanti a sé un viale di rose. A questo proposito il fortissimo dubbio è se lui resisterà alla tentazione di rivaleggiare ogni giorno rischiosamente con Conte.

Detto questo, il nodo vero è cosa potrà fare questo governo. Ottimo l’aver guadagnato spazio e prestigio in Europa se è una premessa per incidere su delle politiche economiche più espansive, sulla regolamentazione dell’immigrazione, sulla necessaria riforma delle sue Istituzioni. Bene l’aver evitato l’aumento dell’Iva ma in questi anni la riduzione del cuneo fiscale è una necessità impellente e non una fissa della classe imprenditoriale.

Non c’è una sola analisi politica che non parli di riduzione delle disuguaglianze e di lotta alla povertà, e questo è giusto e logico, ma qualche concreta domanda sorge immediata. Il reddito di cittadinanza non va forse corretto nella sua costruzione logica ed applicativa? “Quota cento” non sottrae risorse agli obiettivi dello sviluppo economico? Come razionalizzare i tre capisaldi di qualsiasi Stato moderno: Scuola, Sanità, Amministrazione pubblica? Non siamo forse dentro una pesante e perdurante crisi del ceto medio?

Per la nuova maggioranza, bisogna ammetterlo, questo campo è quasi tutto da arare e seminare e tre anni per il raccolto sono pochi. Servirebbe un vulcano di proposte positive. L’augurio è che lo siano la “Costituente delle idee” del Pd, l’annunciata trasformazione del M5S, la prossima Leopolda, il cantiere della sinistra se e quando smetterà di frantumarsi.

Non ho condiviso la scissione di Renzi ma ora che è fatta va detto che può favorire una ristrutturazione di tutto il centrosinistra con il Pd che dovrebbe interrogarsi anche sulla sua “forma partito” che in molti aspetti risulta sorpassata e imbolsita.

Sia chiaro, però, che non credo possa esistere un grande e moderno partito senza correnti come Renzi vorrebbe. Intendiamoci: le correnti chiuse e di potere che si perpetuano con forti legami personali e deboli ragioni politiche, sono state e sono nocive. Ma non vedo perché una seria e non temporanea divergenza politica con la linea ufficiale del partito non dovrebbe portare a modalità organizzate per un confronto onorevole e fruttuoso. Altrimenti le migliori intenzioni non eviteranno il partito personale.

Con la mia solita e testarda volontà di non cadere nello scetticismo penso che il quadro incerto e malconcio di oggi potrebbe fornire l’occasione per cambiare in meglio le azioni e gli strumenti della politica.

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