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Apologie Paradossali

STARE CON I PERDENTI

COSTANTE PORTATADINO - 11/10/2019

Esultanza per il taglio dei parlamentari

Esultanza per il taglio dei parlamentari

(S) Bel titolo, e, in un certo senso, una buona idea. Non si rischiano cocenti delusioni, si risparmia sui festeggiamenti, sui premi e cose simili; ma non è il mio caso.

(O) Spiega però quale raptus ti ha preso. Nemmeno io, che di solito la penso ben diversamente

da Conformi, ti capisco fino in fondo.

(C) Semplice: c’è più dignità a perdere che ha vincere. Non dico solamente quando il perdente ha ragione e il vincente torto, ma spesso anche quando il perdente ha torto. Vi presenterò casi attuali, molto diversi tra loro. Il primo caso è proprio bello e anche importante: la legge costituzionale che taglia il numero dei parlamentari da 945 a 600. Un trionfo per chi l’ha ideata e realizzata in brevissimo tempo, ottenendo anche il risultato di non doverla sottoporre al referendum popolare. Non si sa mai, che magari succeda che i nostri veri ‘padroni’, i cittadini, di cui i parlamentari dovrebbero essere solo passivi esecutori, la pensino diversamente da loro. È già capitato, non una volta sola, neppure tanto tempo fa.

(S) 553 favorevoli su 567 votanti, quindi soli 14 contrari, non è forse un bel successo? Che argomenti possono avere quei 14 perdenti?

(C) Argomenti ne avrebbero avuti, soprattutto a sinistra. Negli ultimi giorni parecchi guru della politica, da Violante in là, ne hanno esposti molti. Ma non apprezzo tanto gli argomenti, quanto la dignità e la coerenza dei pochi che non hanno cambiato idea al cambiamento di governo.

(S) Ma no! Intanto, scorrendo l’elenco dei contrari, trovo che sono quasi tutti del gruppo misto, cioè persone, ovviamente rispettabili, ma che sanno già di non avere la minima possibilità di trovare un posto in lista la prossima volta. In ogni caso è significativa la presenza di Vittorio Sgarbi in questo gruppo, il che suggerisce l’idea che la dissidenza rispetto ad un provvedimento così popolare sia comunque un modo, paradossale, per farsi notare.

(C) Accetto di essere perdente anche nei vostri confronti, prendo gusto a stare con i perdenti. Infatti non voglio convincervi con nessun tipo di argomento, né razionale, né sentimentale. Anzi, quando facevo parte della Camera dei Deputati mi dolevo del fatto che fosse assai difficile farsi notare e farsi strada in un consesso così numeroso. Non sarei stato affatto contrario ad una riduzione del numero dei parlamentari.

(S) Anche perché stavi in un partito di larga maggioranza che avrebbe potuto consentirti di essere comunque rieletto.

(O) Facezie a parte, oggi il contesto è ben diverso, con l’attuale sistema elettorale, i rappresentanti del popolo sono indicati dai capi di partito, ben poco valendo i sistemi di selezione preelettorale, tutti extra-istituzionali, dalle primarie ai click sulla piattaforma Rousseau. Capisco che i pochi che controllano i principali partiti sono ulteriormente avvantaggiati dal restringimento della base tra cui gli elettori scelgono gli eletti. Ma questa è la democrazia: anticipare i desideri popolari, per non esserne scavalcati. L’unico rimedio sarebbe che i veri saggi, nei partiti o nella società civile, fossero in grado di educare il popolo. Questo è il mio ideale, ma non ci è riuscito nemmeno Platone, anzi si è fatto buttare in prigione dal tiranno di Siracusa, quando, invano, aveva cercato di convertire alle proprie idee.

(C) Vedete voi se l’educazione del popolo alla democrazia può attuarsi con la parata simbolica dei sostenitori del taglio, che hanno inscenato davanti a Montecitorio il teatrino di tagliare uno striscione di poltrone rosse con un forbicione di cartone. Appunto, una vittoria di cartone per un problema di cartone.

(O) Ci hai promesso qualche altro esempio per farci capire la tua predilezione per gli sconfitti.

(C) Essa nasce dal riconoscimento dell’importante funzione di pacificazione sociale del ‘ capro espiatorio’. Il più bell’esempio è quello dell’esonero dell’allenatore di calcio. Questa settimana è proprio esemplare. Non voglio occuparmi dei casi di Genoa e Sampdoria, che conosco poco, ma il caso Milan-Giampaolo è proprio esemplare. Succede raramente che un allenatore venga esonerato dopo una vittoria. Questa stranezza me lo rende simpatico. Non dico che magari non lo meritasse. Da vecchio Milanista ho dovuto vedere uno dei peggiori Milan di sempre, pur dopo una discretamente onerosa campagna acquisti. Ho anche già scritto che sarebbe stato necessario dargli molto più tempo, per realizzare il suo progetto di gioco. Vedo, dal confronto con la media punti realizzata dai suoi immediati (e troppo numerosi) predecessori, che si tratta del risultato peggiore degli ultimi anni. Non nego che anche l’ultima vittoria sia stata favorita più dalla buona sorte e in parte dalla sconfessione in corso di gara della propria scelta iniziale, veramente incomprensibile. Tuttavia il fatto che l’esonero venga deciso da coloro che sono fortemente indiziati di correità nel disastro, mi sposta decisamente le simpatie dalla parte del ‘reo’.

Ma è ancora più interessante è il destino del suo successore designato. Nel momento in cui scrivo si tratta di Pioli. Mi cautelo con questa avvertenza, perché prima della pubblicazione del pezzo su RMFonline potrebbe succedere di tutto. Anzi sta già succedendo. Il suddetto, ottima persone e bravo allenatore, specialista in recuperi di situazioni difficili anche per società di livello medio-alto, ma mai assurto al livello di leader di complessi con ambizioni europee, è già stato rifiutato a priori da masse indistinte di tifosi coalizzati dietro l’hastag OUT PIOLI. Ovviamente il loro bersaglio non è la persona dell’allenatore in quanto tale, ma la dirigenza e la proprietà, da cui si sentono’traditi’. Ecco che cerco di spiegare la mia idea di fondo: razionalmente dico che a una sciocchezza dei dirigenti ne segue un’altra ancora più grossa; cambiare l’allenatore in questo caso e in questo modo significa immolare un capro espiatorio e procurarsene un altro.

(O) Mica per niente Gattuso, che a Giugno poteva essere riconfermato, si è invece dimesso in anticipo, rinunciando alla buonuscita (a differenza di Spalletti con l’Inter).

(C) Quindi sposterò tutta la mia simpatia su Pioli, proprio come ennesimo capro espiatorio designato, benché non lo avrei scelto, se fosse stato in mio potere farlo o non farlo. Spero che faccia bene, avendo anche il grande vantaggio di partire da un ‘ peggio di così …’. Ma mi sforzerò di mantenere questa simpatia anche se dovesse andare in difficoltà, riconoscendo il coraggio, il valore e la dignità di chi si prende una grossa responsabilità sapendo di avere quasi tutto contro.

(S) Capisco che stai suggerendo un metodo per individuare persone capaci di affrontare imprese disperate. Non avresti per caso un nome per il salvataggio dell’Alitalia?

(C) Per le imprese disperate ho suggerimenti, ma non per quelle impossibili.

(O) Vedi qualcun’altro che si cimenta in imprese disperate, ma non impossibili, che sia degno della tua stima?

(C) C’è una quantità di persone anonime che costituiscono nella loro categoria un’infima minoranza, ma come avrebbe detto Maritain sono ‘minoranze profetiche’. Bisogna riconoscere a costoro, anche se non assurgono al martirio di capro espiatorio, una funzione educativa assai importante.

(S) Fai qualche esempio.

(C) Per quanto sembri incredibile, ci sono motociclisti disciplinati che non sorpassano in curva o sulla doppia riga, ciclisti del sabato che non stanno affiancati, pedoni che quando attraversano staccano gli occhi dal telefonino, studenti che studiano, genitori che non giustificano i figli prendendosela con gli insegnanti, politici che non trattano con la ‘ndrangheta e così via.

(O) Dai! Sii serio.

(C) Visto che siamo su un periodico cattolico, metterò al primo punto un genere in via di estinzione: cattolici che tengono all’unità non solo nelle questioni ecclesiali di valore dogmatico e morale, ma anche in quelle pratiche, indicate dalla dottrina sociale.

 Aggiungo qualche altra mia personale inclinazione che, lo so e lo accetto, mi mette fuori dal coro quasi universale del consenso, quindi mi fa diventare un perdente. Non credo al ‘salutismo’ delle diete e dello sport, del ‘Bio’ ad ogni costo,del risparmio al discount, perché penso che tutti i progressi materiali siano dovuti al sistema industriale, compreso il controllo sulla qualità dei prodotti. Certamente anche i ‘nuovi businness’ che ho appena citato fanno parte di questo sistema, ma sta a noi capire ciò che giusto e ciò che nasce solo da una moda che spinge a nuovi consumi.

Voglio però tornare su una faccenda più seria: ho poco fa già accennato ad una sintetica apologia dell’anidride carbonica, la famigerata CO2. Mi capita di leggere su Tempi un interessante articolo di un professore del politecnico, di cui non faccio il nome per non esporlo al ludibrio dei vincenti. Sto con questo ‘perdente’ che dice chiaramente poche cose, che riassumo: è vero che è in atto un riscaldamento, globale, ma come anche solo pochi decenni fa avevamo segnali di raffreddamento globale, è vero che la concentrazione di CO2 nell’atmosfera sta aumentando, ma solo in piccola parte è addebitabile all’attività umana, mentre per il resto è di origine naturale sconosciuta. La sua conclusione, paradossale e probabilmente politicamente perdente, è che non sappiamo veramente quali siano le cause del riscaldamento globale e che perciò le risorse economiche impiegate dagli stati e dai cittadini sarebbero più utili se fossero destinate all’adattamento alla nuova situazione, limitando i danni e sviluppando le nuove opportunità, invece di contrastare donchisciottescamente un fenomeno su cui le attività umane incidono per una percentuale minima, circa l’uno o due per cento. Capite perché sto con questo e con tanti altri perdenti?

(S) Ho capito poco o niente, solo che resti milanista ad oltranza e che metti in scena tutte queste storie per dispetto agli Juventini, direttore compreso, e alla loro indiscutibile superiorità. Perdenti siete e perdenti rimarrete. Il diavolo sta bene all’inferno, girone dei perdenti.

(C) Ne riparleremo quando loro vinceranno una Champions!

(S) Sebastiano Conformi (O) Onirio Desti (C) Costante

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