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Ambiente

QUESTIONE DI PARCHI

ARTURO BORTOLUZZI - 11/10/2019

Il parco Valle della Bevera

Il parco Valle della Bevera

Sulla questione dei parchi naturali che si trovano attorno a Varese (Plis – Parco locale di interesse sovraccomunale –, Bevera e Plis cintura verde), l’assessore alla tutela ambientale del Comune ha portato proposte sia condivisibili che irrispettose del lavoro che era stato fatto in passato e che aveva reso possibile la realizzazione delle due aree verdi. Faccio presente quanto ho espresso in Commissione ambiente riguardo al tema in oggetto.

Innanzitutto mi sono complimentato con l’assessore per avere egli trovato una possibilità assolutamente condivisibile per cui i parchi naturali attorno al comune di Varese possano perseguire le finalità per cui sono stati costituiti, passando dalla esclusiva esistenza sulla carta, all’attuazione di un’opera concreta. È stata trovata, infatti, la possibilità che i parchi locali possano operare grazie al parco naturale del Campo dei Fiori.

Dopo i complimenti ho fatto però presenti le mie rimostranze. Queste vertono su di un metodo utilizzato dal comune di Varese che è quello in base al quale tutte le iniziative debbano essere decise da pochi solo all’interno del palazzo comunale e che la storia immediatamente recente vada cancellata. Questo atteggiamento è da me, per l’ennesima volta, criticato. Ancora una volta, è stata completamente cancellata la storia inerente la tutela della valle della Bevera, che custodisce la gran parte dell’acqua che disseta i cittadini di Varese e che ha un alto valore naturalistico e ambientale.

 Questo è quello che sorprendentemente, e senza il benché minimo tatto è stato realizzato dalla Giunta comunale varesina. La storia, invece, è stata questa, e il comune di Varese ora non può cancellarla a suo piacimento. Ebbene, Amici della terra Varese con una simpatizzante (Giuliana Andreoli) ha spinto e convinto il Comune a trovare un accordo con degli altri comuni della Valle per poter presentare un parco locale di interesse sovraccomunale usufruendo degli appositi finanziamenti offerti da Cariplo.

L’assessorato alla tutela ambientale aveva poi avuto la collaborazione anche dei tecnici della società Idrogea che aveva presentato un piano di azione completo e puntuale.

Il Comune era stato assecondato anche dall’associazione Varese europea che aveva coltivato e tenuto i rapporti con i comuni interessati. Sia Amici della terra Varese sia le associazioni ambientaliste e l’associazione Varese europea erano presenti in tutti i materiali pubblicitari predisposti dal Comune di Varese e che possono essere trovati nei suoi archivi. Non solo, tutte loro hanno anche partecipato agli incontri che il Comune di Varese aveva organizzato con i Sindaci dei Comuni della valle della bevera.

Dopo che i comuni interessati hanno vinto il finanziamento (Cariplo) per la costruzione del parco locale, Legambiente e Lipu si sono occupate di svolgere gli studi sulle varie particolarità naturalistiche dell’area. Non è stato questo risultato da poco. Precedentemente, infatti, malgrado una richiesta di tutela della valle che proveniva da più parti fin da prima del 1970, nulla era stato fatto.

Lo stesso Salvatore Furia voleva e predicava una tutela unitaria del campo di fiori insieme alla valle della Bevera e del Lago di Varese. Faccio presente anche che nella cerimonia per la costituzione del parco locale della valle della Bevera, fatto dal comune di Cantello, l’opera delle associazioni ambientaliste è stata ampiamente ricordata e fatta presente.

Il comune di Varese ha, invece, voluto fare, ora, il passo successivo con una tecnica all’insegna dell’oblio: tutto doveva essere fatto solo per conto proprio e doveva essere scordato quando fatto precedentemente. Non c’è, giustappunto, un atto confezionato dal Comune che tratti di quanto fatto dalle amministrazioni che hanno governato la città precedentemente e neppure dalla società civile.

Il comune di Varese non ha affrontato una delle questioni di principale importanza che consiste nelle attività che potranno essere fatte nel territorio a parco, volte non solo a porre soltanto degli obblighi per i cittadini ma ad attribuire loro delle possibilità di attivare nel territorio realtà imprenditoriali nuove e fortemente rispettose dello stesso. Deve poi essere sentita e informata la popolazione residente che non deve assolutamente sentirsi estranea a queste decisioni.

Sgomenta che il comune di Arcisate non abbia ancora aderito alla proposta di Parco. Non è possibile fermarsi alla situazione attuale, va fatta una riunione tra i comuni di Varese e i Arcisate con le associazioni interessate, perché si possa concludere favorevolmente questa stucchevole vicenda.

Per tutte le ragioni dette sopra ho proposto, con l’appoggio dell’assessore alla tutela ambientale che il parco venga intitolato alla memoria di Giuliana Andreoli che tanto si era adoperata per la sua costituzione.

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