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Parole

REGALO DEL TEMPO

MARGHERITA GIROMINI - 10/01/2020

passatoNei giorni che precedono la fine dell’anno la stampa ci riserva qualche articolo sul tema del tempo con contributi di filosofi, antropologi e psicologi.

L’argomento si presta a filosofeggiare sullo scorrere del tempo, sul tempo che fugge, sul tempo del passato, su quello che verrà o su quello che stiamo vivendo.

Talvolta le riflessioni appaiono fin troppo complesse; in altri casi invece hanno la pretesa di proporsi come facili verità, un po’ somiglianti alle rivelazioni degli oroscopi.

Comunque queste letture sulle diverse sfaccettature del tempo hanno avuto l’effetto di procurarmi un sottofondo di malinconia, una vena d’ansia, una sensazione di perdita, quasi la percezione di non riuscire ad afferrare appieno il tempo presente.

Mi sono trovata a ragionare su alcuni aspetti messi in luce dagli articoli.

Il tempo rimescola i ricordi del passato, in particolare dei primi anni della vita. Su quel periodo molto lontano è facile lasciarsi imbrogliare fino a inventare completamente, anche solo per uso proprio, episodi mai avvenuti.

Li avremmo ricostruiti sulla base di “documenti” falsi. Il risultato è un mix di ricordi fabbricati con spezzoni provenienti da altre epoche della nostra storia personale, da racconti altrui o da informazioni ricavate leggendo libri o vedendo film. Molta immaginazione e poca verità, dunque.

Si sono mossi anche altri pensieri nel ripensare al tempo passato. Sono ritornati a galla e riconsegnati alla parte più vigile della coscienza, eventi rimasti in ombra perché allora incomprensibili.

Superato l’impulso di rimuoverli ho dedicato un po’ di “tempo al tempo”, e a sorpresa sono emerse alcune risposte.

Alcune risposte si sono presentate con sorprendente chiarezza.

Un’amica aveva scelto di scomparire dalla mia vita. A lungo mi era rimasta sconosciuta la vera ragione ma ora, quasi a mia insaputa, il motivo si è presentato nella sua evidenza. Eppure avrei avuto già allora gli elementi necessari a scoprire o intuire ciò che vedo oggi.

Un’altra scoperta: un grave errore che avevo compiuto era dovuto all’incapacità di accogliere le ragioni degli altri, giuste o sbagliate che fossero: allora non avevo voluto o potuto farlo, con le conseguenze del caso. Eppure, ora e qui, quel lembo di passato si evidenzia come un percorso pienamente comprensibile.

E ancora: a lungo mi ero interrogata sul voltafaccia di persone ritenute amiche. Ora trovo le spiegazioni che mi rivelano la perfetta connessione tra causa ed effetto.

Per tanto tempo le giuste risposte sono rimaste “dormienti” nel mio inconscio.

Oggi quegli eventi, ripuliti dalle emozioni del momento e dagli aspetti disturbanti delle sofferenze e degli smacchi vecchi di decenni, sono riemersi potenti nella loro veridicità.

La rivisitazione di alcune pagine del passato è stata un vero dono, un’occasione che mi ha consentito di perdonarmi e di perdonare, due azioni intense e salvifiche.

Mi sono augurata che anche altri, ripensando al proprio passato e mossi dal sincero desiderio di comprenderlo, abbiano trovato nei loro ricordi anche me e le mie ragioni.

È bello che un nuovo anno possa iniziare con un fardello più leggero.

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