Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Noterelle

POVERI, SOLI

EMILIO CORBETTA - 24/01/2020

caregiverChe strana popolazione si sta formando nella mia città: è composta per il 25% da persone anziane! Un quarto della gente che occupa questa città è classificabile come vecchia! Inutile addolcire il termine con ” diversamente giovani “. È gente vecchia, ma anche nel pensare? No! In questa attività invece può essere più giovane dei giovani!

In questa popolazione i bambini invece quanti sono? Loro bellissimi, dolcissimi, che guardano con i loro grandi occhi il mondo, ma anche sorridono al mondo, sono in diminuzione. I bambini, che impersonano la speranza, sono pochi. Certi vecchi invece, con una forte carica di rassegnazione, nutrono ben poche speranze e guardano al declinare della vita con pessimismo. Molti di loro reagiscono cercando di essere ancora utili alla famiglia, agli amici, al prossimo mentre molti altri si lasciano conquistare dall’accidia. Altri ancora stanno soffrendo molto per le stigmate della vecchiaia.

Gli anziani ricchi, in possesso di coperture assicurative, (non sono molti, per la verità) vengono molto coccolati dalla sanità privata che offre loro tante cure, specialmente chirurgiche, mentre gli anziani poveri restano quasi abbandonati. Giudicati oltre le possibilità terapeutiche, sono affidati alle Residenze Assistite Sanitarie e in certi casi agli hospices ospedalieri o domiciliari. Grande merito della nostra società aver saputo realizzare questa organizzazione! Concludendo però i poveri sempre più soli e, anche se tenuti nascosti, sempre più numerosi. Amaro aspetto della attuale organizzazione sociale! Questo brutto fenomeno non avviene solo nella mia città.

Dove resiste la istituzione familiare, qualcuno può avere l’assistenza di qualche caro, magari con l’aiuto di badanti se le condizioni economiche lo permettono. Dove c’è la vera famiglia c’è anche la figura del caregiver (termine inglese non molto bello) che si prende generosamente cura del sofferente.

Da anni si discute su quale sia l’età giusta per andare in pensione: c’è chi l’abbassa mentre altri la alzano. I primi lo fanno in assenza di seri calcoli sulla possibilità di sostenere economicamente il progetto ma alla evidente caccia di consenso politico, i secondi nel tentativo di ridurre l’indebitamento dello Stato. Indipendentemente da queste necessità si potrebbe considerare immorale il fatto che sia mantenuto chi ancora ha capacità lavorativa. Fa meditare il fenomeno di molti pensionati che si inventano possibilità di lavoro o si dedicano a azioni di volontariato.

Altra caratteristica di questa mia popolazione varesina: l’aumento delle famiglie composte da una persona sola. Ma questa è ancora da considerarsi famiglia? La famiglia classica è il nido dove nasce la vita, dove la si protegge. La famiglia è il luogo dove si lancia la nascita di nuove famiglie, che sono la continuità di una popolazione. Una persona sola ovviamente questo compito non può realizzarlo.

Nella mia città sta anche scomparendo l’amicizia, come in molte altre città. Tutto il mondo antico aveva il culto dell’amicizia ed allora molti hanno scritto e studiato su questo argomento, ma attuali ricerche sociologiche evidenziano come nuovo fenomeno l’incapacità d’avere amici, tanto che viene riscontrato l’aumento del numero di persone che dichiarano di non avere nessun amico. Che tristezza!

È un vero ” peccato ” tutto questo perché contribuisce allo sviluppo di una società molto squallida. Io amo avere tanti amici, ma anche i miei amici desiderano questo. Sentiamo il bisogno dell’amicizia, il sostegno, il conforto dell’amicizia.

Sarò un retorico ma a mio giudizio l’amicizia, la famiglia, gli affetti, l’amore e l’attenzione per il prossimo sono il sale per poter vivere bene. Grande impegno e tanto lavoro attendono chi si vuole occupare dei problemi della società di una città come questa mia, molto simile alle città vicine. E pensare invece quanto poco basterebbe per vivere meglio: un briciolo in più di semplice amore e buon senso.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login