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Opinioni

SCUOLA DA RIPENSARE

ROSSELLA DIMAGGIO - 30/04/2020

bambiniQuasi due mesi fa, quando ancora potevo permettermi il buon umore, prendevo in giro i miei colleghi di Giunta dicendo loro che sono un’assessora fortunata perché mi occupo della parte migliore della città: donne e bambini, radici e ali, concretezza e futuro.

Per chi come me, da sempre, si occupa di educazione, l’espressione “distanziamento sociale” è un ossimoro incomprensibile: ho educato generazioni di alunne e alunni a tendersi la mano, alla vicinanza relazionale, alla comprensione dell’altro, al valore dell’inclusione.

Vista con gli occhi dell’assessora ai Servizi educativi la situazione è più che complessa: scuole chiuse, bambini e genitori privati dei servizi educativi, mancata realizzazione di tutti i progetti per cui avevamo lavorato mesi… Le priorità si sono sovvertite nel giro di poche ore, lo straordinario è diventato ordinario.

E allora occorre cercare di essere straordinari, come i medici e gli infermieri che combattono una battaglia estenuante a loro rischio e pericolo per salvare le nostre vite; come gli alunni e i docenti che hanno rivoluzionato un modello di apprendimento centenario, acquisendo in pochi giorni competenze digitali inaspettate; come gli anziani che all’improvviso si sono ritrovati soli e fragili a combattere con le loro paure; come le donne che… e lo smart working, e la connessione con la scuola, e i compiti, e la casa, e i bambini, e fai la spesa, e telefona alla nonna, e i soldi che non bastano, e il terrore di perdere il lavoro, e impasta il pane, e accidenti alla decrescita felice! La resilienza delle donne è stata, come sempre accade, uno dei pilastri di questa emergenza e l’ulteriore dimostrazione di quanto il loro ruolo sociale, lavorativo, economico sia ancora sottovalutato e incomprensibilmente trascurato.

L’amministrazione comunale ha affrontato l’emergenza educativa approntando da subito misure economiche in sostegno alle famiglie: le rette sono state sospese per i mesi di non frequenza e i pasti del mese di febbraio, sebbene consumati, sono stati resi gratuiti. A questo si aggiungono modi e strumenti nuovi per “arrivare” comunque ai nostri bambini, penso per esempio ai brevi video del sito VareseInforma.it.

Per i piccolissimi di nidi e infanzia abbiamo pensato di continuare il nostro percorso educativo e di essere più vicini e più presenti attraverso la creazione di uno “spazio virtuale relazionale” su piattaforma web, dove sono partiti collegamenti di didattica a distanza. Dovreste vedere gli occhi sgranati e i sorrisi…

Abbiamo previsto anche la figura della psicologa comunale in tutte le fasi del progetto per un supporto emotivo e psicologico alle famiglie.

Nel parascolastico le attività, fin qui svolte, sono moltissime e variegate: seguiamo più di 250 utenti disabili e stiamo entrando in contatto con numerose famiglie e bambini del doposcuola. È un lavoro minuzioso che ci ha fatto incontrare un mondo vasto, di persone con tante risorse, ma anche tante famiglie con bisogni speciali, culturali, economici, personali. Le educatrici stanno svolgendo un lavoro di sostegno importante e capillare.

Ho il mandato di pensare al futuro e quindi il dovere di proporre buone pratiche che possano, non appena le indicazioni regionali e nazionali ci autorizzeranno, riportare bambini e i ragazzi alla normalità. Naturalmente occorre riflettere sul concetto di “normalità”: sarà infatti inevitabile attuare nuovi stili di vita e di comportamento che consentano il graduale avvio dei servizi, l’avviamento di percorsi educativi inediti e di modalità dello stare insieme sperimentali, nella consapevolezza che l’obiettivo prioritario è sempre la tutela della salute pubblica.

Rimettere i servizi e i percorsi educativi al centro del nostro impegno è una priorità di questa amministrazione. Sarà necessario ripensare spazi, orari, condizioni di erogazione, modalità di relazione; tutto questo mediando tra le esigenze di famiglie e bambini e la necessità di garantire la salute dei piccoli e degli adulti.

Per affrontare questa sfida sono indispensabili competenze e punti di vista diversi e, per questo, l’assessorato ai Servizi educativi ha istituito una cabina di regia. Stiamo lavorando intorno a un “tavolo virtuale” al quale abbiamo riunito i dirigenti degli Istituti scolastici della città, i referenti delle scuole dell’infanzia parificate e poi ancora pedagogisti, psicologi, pediatri, parrocchie, l’assessorato alle Sport. L’idea è quella di formalizzare proposte rispetto all’immediato (come la possibile istituzione di attività ricreative estive) e al futuro (ka riapertura della scuola, proposte per la fascia 0/6, servizi parascolastici).

Abbiamo attivato una videoconferenza con i rappresentanti dei genitori sia dei consigli d’Istituto che delle associazioni, presentando loro le iniziative che il Comune potrà mettere in atto non appena le normative ministeriali, regionali e sanitarie ce lo permetteranno.

Ho ben chiaro che affrontare la fase 2 con le scuole chiuse costituisce un grave problema specialmente per le mamme che lavorano. Soprattutto credo fermamente che i presidi educativi dal nido a salire siano indispensabili per il loro valore educativo, sociale e affettivo e, per questo, alla riunione di Anci nazionale svoltasi all’indomani del nuovo decreto governativo anch’io ho sostenuto la necessità di un piano immediato per l’infanzia che permetta ai Comuni di aiutare le famiglie bambini.

Sono grata alle educatrici dei Servizi comunali, che si sono spese come meglio hanno potuto per stare vicine ai nostri bambini e bambine; ammiro le mamme e i papà che nonostante le difficoltà economiche e le preoccupazioni quotidiane hanno reagito con coraggio, fermezza e rispetto delle regole.

Le belle vie di Varese e le aule delle mie scuole sono state per troppo tempo silenziose. È tempo di tornare a fare rumore, con cautela, con la gradualità che sarà necessaria. Non sarà facile, ma ce la faremo.

Se è vero quello che molti pensano, cioè che niente sarà più come prima, facciamo in modo che la competenza, il sostegno a chi è in difficoltà, la creatività, la condivisione, il fare rete e un po’ di pensiero divergente ci aiutino a pensare che un altro modo è possibile.

Rossella Dimaggio, Assessore ai Servizi educativi

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