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Società

I GIORNI DEL DOPO

ANNA MARIA BOTTELLI - 30/04/2020

Giovenale

Giovenale

Il pensiero ricorrente di questi “Giorni-Covid” è per tutti proiettato verso il futuro: “Saremo come eravamo” oppure dovremo cambiare completamente lo stile di vita? Si tornerà alla normalità di prima?

Difficile una risposta precisa, soprattutto per il primo periodo che definirei di graduale adattamento, la cosiddetta fase due. Certamente la società attuale, accelerata fino a qualche mese fa, sempre di corsa, frenetica, che ha provocato in quasi tutti, momenti stressogeni seri con conseguenze altrettanto serie soprattutto per la salute – a prescindere dal coronavirus – dovrà cambiare passo, oltre che mantenere i distanziatori sociali!

Abbiamo forse preteso troppo da noi stessi, pensando che la giornata avesse più di 24 ore, per cui si potevano ridurre le ore di sonno, trasformare il momento del pranzo in un fast-food spesso in piedi, usare in modo quasi ossessivo lo smartphone e di riflesso trasformare i bambini in “mini manager” con agenda settimanale senza spazi di relax o di gioco.

Dopo la scuola ogni pomeriggio una serie di impegni ravvicinati, spesso con spostamenti in auto nel traffico caotico di ogni città, con le ovvie conseguenze quali stanchezza, svogliatezza, facile irritabilità, tutti motivi poi di tensione conflittuale all’interno della famiglia.

Auguriamoci che il dopo sia a dimensione più umana con tempi più lunghi e socialmente meno pressanti, in modo che si possa programmare la giornata con uno stile sereno ed equilibrato grazie anche a semplici regole, forse un po’ dimenticate. In fondo queste giornate diverse hanno azzerato in tutti le pregresse intense abitudini, ma forse hanno anche portato a riflessioni sugli stili di vita da modificare, nel rispetto di una struttura psico-fisica, quella umana, che non è a dimensione di robot.

In questo periodo di forzata clausura, per continuare a rendere meno estenuante la convivenza domestica fra piccoli e grandi, credo sia importante recuperare lo schema delle “vecchie e buone abitudini”, utili ad impostare e gestire la giornata con modalità rituale, che diventa poi educativa nei confronti dei bambini. Proviamo a immaginare una giornata e dare qualche consiglio.

  • Al suono della sveglia ci si alza e come prima ci si prepara, immaginando di uscire per frequentare la scuola: ciò evita quell’ “impigrimento casalingo” che si sa non far bene alla lunga, rendendo troppo lente già le prime ore della giornata.
  • Dopo avere apparecchiato la tavola, tutti insieme per la prima colazione, che non va mai fatta di corsa: il bambino, che è a digiuno da oltre dieci ore ha bisogno di energie immediate, ma che si possano utilizzare anche durante la mattinata (quindi carboidrati, ma anche proteine e grassi, il tutto per almeno un quarto circa del fabbisogno calorico totale della giornata). Ricordiamo già al mattino le norme igieniche: lavaggio delle mani prima e dopo colazione (come prima e dopo ogni pasto), lavaggio accurato dei denti e quei piccoli insegnamenti di igiene personale. Non dimentichiamo il controllo dell’evacuazione, tanto più importante quanto più il bambino è piccolo e approfittiamo di questi momenti per suggerire costantemente le norme comportamentali.
  • In mattinata per bambini della scuola primaria o secondaria le attività scolastiche online con i genitori che spesso collaborano con gli insegnanti. Se invece si tratta di bambini molto piccoli, da asilo nido o scuola materna, si dovranno impostare dei giochi o ancora un piccolo riposo. Utile un intervallo breve a metà mattina con attività fisica sul proprio terrazzo o nel giardino/cortile, in base alle possibilità. Questo stop con relativa ossigenazione rende più agevole l’apprendimento, insieme a una merendina preferibilmente a base di frutta.

- Si giunge così al momento del pranzo, ovviamente in famiglia, meglio se tutti insieme: coinvolgere i bambini per apparecchiare, sparecchiare, riordinare e arieggiare gli ambienti. Ricordare sempre le norme igieniche che a volte per pigrizia passano in second’ordine: ma i genitori rappresentano il modello da copiare e quindi l’esempio da dare! Durante il pranzo e poi anche la cena è importante insegnare ai bambini di variare il più possibile i cibi attraverso una programmazione settimanale. A partire dai cereali (pasta, riso, pane, preferibilmente integrali), poi la carne meglio bianca da alternare al pesce, alle uova e ai legumi – questi ultimi da unire anche ai cereali come piatto unico – infine frutta e verdura nelle suggerite cinque porzioni al dì.

Molto importante insegnare ai bambini a mangiare qualitativamente e quantitativamente in modo adeguato, seguendo ritmi regolari, dedicando il giusto tempo per poter masticare bene ogni boccone e soprattutto in un ambiente tranquillo, che rispetti i tempi dei piccoli. A qualunque età mai forzare l’alimentazione che può creare conflitti intrafamiliari, così come mai iperalimentare un bambino – peraltro il rischio è già dalla nascita! – per evitare i presupposti della successiva obesità.

Una corretta e regolare impostazione alimentare fin dai primi anni di vita è fondamentale per il raggiungimento e il mantenimento successivo di uno stato di salute e di benessere psico-fisico.

Ci sono alimenti ipercalorici e iperglucidici di facile consumo che possono squilibrare una dieta giornaliera: merendine confezionate – dove abbondano zuccheri e grassi – patatine, bibite gasate, popcorn, caramelle, cioccolato, succhi di frutta ecc.cc. da sconsigliare per esempio a merenda: meglio sempre la frutta, lo yogurt, la torta casalinga o anche semplicemente pane e formaggio.

  • Ritornando alle buone abitudini, eccoci al pomeriggio: in base all’età e alle pregresse abitudini, può essere impostato con diversi momenti da variare durante la settimana. Ancora attività scolastica breve, oppure collegamenti telefonici con i nonni o altri parenti, un breve spazio per la TV o i videogames, ma anche una lettura distensiva e personale o semplicemente un gioco libero e liberatorio a piacere.
  • Non dimentichiamo poi l’importante attività fisica di almeno un’ora che supplisce nuoto o palestra delle pregresse abitudini: semplici esercizi ginnici si possono eseguire anche in casa. Ad alcuni bambini piacciono attività artistiche quali musica, pittura, recitazione che si possono riproporre anche tra le mura domestiche. Ma anche organizzare semplicemente un piccolo corso di cucina: ai bambini piace molto mettere “le mani in pasta”! Se vogliamo educare, al ritorno dalla spesa coinvolgiamo i più grandi a sistemare gli acquisti in modo da responsabilizzarli. Spieghiamo per esempio che si tratta di cibi freschi, di stagione, comprati magari a km zero. Si può così insegnare ad apprezzare i cibi sani nella loro varietà per una alimentazione equilibrata e bilanciata nei suoi contenuti. Un’altra regola importante: il nostro organismo ha bisogno di acqua per cui ricordiamolo a noi stessi e ai bimbi di bere frequentemente, solo acqua naturale e non bibite varie colorate!

- Siamo giunti alla cena: ricordiamo il rito dell’apparecchiatura della tavola per cui coinvolgere i bambini con mansioni diverse in base all’età e le reiterate norme igieniche. Se si impostano queste regole – a prescindere dal Covid – già dai primi anni, tutto poi nella crescita diventerà più semplice e automatico. L’imprinting educativo dell’inizio non verrà dimenticato. A proposito di cena ricordiamo un vecchio adagio sempre valido: “colazione da re, pranzo da principe, cena da povero”. Pur con lo schema del mezzogiorno, ma meno abbuffate la sera!

- Nel rispetto del ritmo sonno-veglia e quindi di un buon riposo notturno, a nanna massimo alle 21 con la lettura della favola o in autonomia di un libro, per un breve tempo. Ma può essere quello anche il momento in cui il bambino, che ha sentito parlare ripetutamente del coronavirus, ha bisogno di confidarsi e raccontare ai genitori le sue paure. È il momento dell’ascolto attento per poterlo aiutare ad elaborare le sue ansie, in modo che possa poi dormire tranquillamente. È qui che la relazione affettiva genitore-figlio esprime la propria funzione e la capacità di sostegno.

- Sono utili informazioni educative, se in famiglia vi è un lattante cioè un piccolo del primo anno di vita, al fine di mantenere una nutrizione corretta, funzionale alla crescita. Sono appunto le già citate buone abitudini, da impostare fin dai primi giorni di vita. Le poppate con latte materno o di formula da somministrare con una certa periodicità, il ritmo sonno-veglia il più possibile regolare per non creare disagio agli altri familiari, il controllo quotidiano dell’alvo, ma anche il bagnetto più o meno alla stessa ora, così come i momenti di coccola-massaggio rilassanti. Pur non essendo consigliato un atteggiamento “rigido”, viene tuttavia suggerito uno schema ripetitivo e ricorrente affinché si inserisca virtualmente già in età neonatale “un orologio” che imposti la giornata anche per gli anni a venire. Ciò ha come fine il benessere psicofisico di tutta la famiglia! Quando il piccolo starà per compiere l’anno, il suo schema dietetico rispecchierà più o meno quello dei fratellini maggiori e dei genitori, quindi starà a tavola con tutti, ma per lui ci saranno particolari attenzioni alla somministrazione di bocconi “a rischio”!

Le regole sopracitate piccole o grandi, unite a comprensione e affetto, consolidano l’importante rapporto genitori-figli. I pasti in famiglia hanno un valore dal punto di vista nutrizionale e sociale: migliorano la comunicazione, favoriscono la risoluzione dei problemi, insegnano per esempio un semplice ma importante maggior consumo di frutta e verdura e di ogni altro tipo di cibo, che il bambino osserva apprezzare e gustare dai genitori. Evitando o contenendo i capricci tutto diventa più buono e attorno al desco si può ancora stare piacevolmente insieme, sempre ricordando che la nutrizione influenza in modo determinante lo stato di salute, in quanto “siamo ciò che mangiamo”.

E allora, in questo momento storico, anche il lockdown può diventare un’opportunità verso una nuova prospettiva e un nuovo inizio, facendo tuttavia memoria dei principi educativi che le generazioni precedenti hanno sempre suggerito, in particolare Giovenale con il suo “Maxima debetur puero reverentia”.

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