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L'antennato

ANTONELLA E GLI ALTRI

STER - 18/12/2020

CclericicattelanLERICI

Il ritorno alla prima serata di Antonella Clerici, epurata dalla RaiUno in versione “sovranista” un paio d’anni fa e poi richiamata dall’attuale direttore Coletta anche al mezzogiorno (che senza di lei stava franando negli ascolti) è stato bagnato dal successo: il suo “The Voice senior”, talent canoro rivolto alle ugole canterine over 60, piace e funziona. Il reality di Canale 5 è stracciato nel periodo della sovrapposizione, cioè fino alla mezzanotte, quando la Rai – giustamente – vuole che si chiuda la prima serata.

La passerella di cantanti più o meno ingiustamente falliti e di talenti musicali che per i casi della vita sono rimasti inespressi – o si sono espressi tra karaoke e pianobar – colpisce al cuore il pubblico di riferimento di RaiUno, composto da ultracinquantenni a salire: con garbo, ironia e senza l’assillo della velocità, lo show intrattiene senza vistosi cedimenti. Il servizio pubblico è anche questo.

CATTELAN

Dopo dieci anni di onorato servizio, Alessandro Cattelan annuncia il suo ritiro dal palco di X-Factor, il primo e più famoso talent musicale della televisione italiana. Lui è un predestinato: ha cominciato giovanissimo nel periferico canale musicale Viva, poi è passato ad All Music, poi a MTV, poi a Sky, dove ha avuto la bravura e la fortuna di trovare chi credesse in lui e lo valorizzasse in programmi poco seguiti ma di prestigio, come X-Factor appunto. È il marketing, bellezza.

Lo stile di Cattelan è dai più giudicato fresco e moderno (in Italia ci stupiamo ancora che un presentatore sappia parlare inglese, e lui peraltro fa di tutto per farlo notare), il suo imprimere ritmo alla scaletta si ferma sempre un attimo prima che la velocità diventi fretta, il ragazzo si piace molto, e si vede, è molto sicuro di sé, e si vede, ha un tono di voce sempre sopra le righe, e si sente.

Tuttavia, come Alessandro dovrebbe sapere dopo vent’anni di programmi musicali, una buona canzone si compone di una intro, una strofa e un ritornello: la variazione è armonia, mentre la ripetizione della stessa cosa – pur bella – alla lunga diventa solo rumore.

CAPO-DANNI

Come sarà il capodanno televisivo 2021? Diciamo… all’altezza dell’anno di cui sancirà la chiusura.

Sulla prima rete Rai ci penserà Amadeus a officiare il rito: doveva trasmettere dalle acciaierie di Terni, poi qualche alto burocrate Rai deve essersi accorto che c’è in giro una noiosa pandemia ed ecco il trasferimento nei più sicuri studi televisivi romani, intitolati alla memoria di Frizzi. Certo, senza pubblico in sala (o quasi) il clima sarà freddino, ma l’anno scorso a Potenza chi c’era allo show in piazza Pagano giura di aver sofferto il gelo peggio di Roald Amundsen al polo: quest’anno sarà una passeggiata di salute.

Chi non rischia nulla invece è Canale5, che compie il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei reality e ammannisce al suo pubblico l’ennesima puntata del Grande Fratello Vip, la trentesima in tre mesi, un record. Ma c’è da chiedersi: se questa edizione non avesse funzionato in maniera perlomeno decorosa, cosa avrebbero fatto ai piani alti di Cologno per riempire ore e ore di palinsesto? Forse si sarebbe rispolverato il glorioso monoscopio?

Su La7, il veglione sarà in compagnia di Zoro e del suo “Propaganda Live”, il programma specializzato in reportage girati con mano tremante e nel saccheggiare i social di battute, arguzie e freddure altrui, cucirle insieme e farle diventare un’unica grande trapunta patchwork di satira… chissà che ridere nel ripercorrere quest’anno così divertente!

Il menù è ricco, come si vede… e forse aveva ragione Fantozzi in quel suo epico capodanno nel sottoscala della mega-ditta: poco prima di mezzanotte, portiamo avanti l’orologio di dieci minuti, così almeno questo 2020 finirà un poco più in fretta.

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