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Noterelle

CARO PREZZO

EMILIO CORBETTA - 15/01/2021

saluteQuanto ci costa in termini economici e umani una giornata di degenza in un reparto ospedaliero (sia pubblico che privato) per pazienti affetti da Covid-19?

Quanto ci costa una dose (anzi due, perché c’è il richiamo dopo 21 giorni) di vaccino per cercare d’immunizzare possibili future vittime del Sars-CoV-2? Va tenuto presente che anche fare il vaccino in un centro adeguato costa, ma è assai probabile che costi molto meno della degenza, delle cure, dei sacrifici, dei rischi necessari per curare un paziente Covid.

Considerando quanto detto, è evidente che non ammalarsi di Covid è un dovere di tutti i cittadini per poter essere d’aiuto a tutta la comunità, ma purtroppo non mi è mai capitato di udire, dai “Soloni” che da schermi, giornali, mass-media continuano a parlare su questo tema, (molto spesso “a vanvera” e talvolta in mala fede) un richiamo all’attenzione sulla cifra reale del costo delle cure, dell’assistenza, delle terapie necessarie per far guarire un paziente.

Sappiamo tutti che la salute ha un prezzo e sempre molto alto, ma questo costo non viene sempre reso noto alle persone tranne che in certi casi, quando ai pazienti guariti, magari dopo un intervento chirurgico, viene consegnata una lettera in cui si comunica che le cure effettuate sono costate alla comunità X soldini. L’intento è educativo e al tempo stesso informativo per rendere edotti sui costi della salute, ma qualcuno si arrabbia pensando alle detrazioni subite nel passato in busta paga, certo che quanto versato in precedenza è molto di più se si considerano i giochi della inflazione e tutte le manovre politiche che ci hanno marciato sopra.

È importante richiamare il concetto, poiché molti considerano quanto ricevuto come gratuito.

Consideriamo un altro fattore particolare: abbiamo cittadini che devono lavorare duramente per realizzare uno stipendio mensile che, in definitiva, è minore del costo di una giornata di degenza. Questo ci fa capire in concreto quanto sia economicamente impegnativo curare un paziente Covid, come si usa ora definire gli infettati.

Nelle frequenti interviste alla TV, ma anche nei discorsi di amici, è facile sentire le lamentele delle persone in clausura nei loro appartamenti, nelle loro case. Poi molti “Soloni” le ringraziano e lodano, ma sarebbe per loro gratificante sapere quanto fanno risparmiare alla comunità facendo prevenzione e non ammalandosi. Accantoniamo per ora il pericolo della vita.

Il paziente Covid curato a domicilio costa ovviamente molto meno di quello ospedalizzato ma anche lui ha necessità di certi ausili farmacologici, di controlli, d’assistenza, per cui anche lui ha un costo. Se poi il paziente è un lavoratore la sua malattia costa molto di più.

Certo, tutto ha un prezzo e questo può essere limitato, ma può diventare molto elevato in base a come si conduce l’organizzazione al fine di risolvere i problemi.

Per assurdo, esasperando questo concetto si potrebbe dire che anche solo respirare ha un prezzo, ma allora quale metro usare per fare le scelte giuste e soddisfare le necessità di tutti senza creare carenze ad alcuno?

Sappiamo che l’economia ha un peso importante nelle società dei vari paesi poiché lascia una impronta sulla qualità della vita quotidiana dei singoli cittadini, che molto spesso non si sentono protagonisti attivi della loro società ma piuttosto sudditi. a seconda delle caratteristiche dei governi che gestiscono la politica delle loro nazioni e a seconda del livello culturale, etico e morale della popolazione stessa.

Eterno quesito: lo Stato siamo noi o quell’entità che devo cercare di fregare in tutti i modi perché da lei devo difendermi? E io governatore, amministratore della Nazione, che atteggiamento devo avere nei confronti dei miei cittadini che di fatto non sono tutti uguali, ma ai quali dovrei garantire diritti uguali per tutti? Io governatore di fronte alla salute dei miei cittadini che scelte devo fare? E di fronte alle necessità educative dei miei giovani? Di fronte alle necessità di lavoro? E di fronte ai rapporti con le altre Nazioni? I miei cittadini hanno dei diritti in più rispetto ai cittadini che arrivano da altre nazioni? E quelli che arrivano che livello culturale hanno? Come mi considerano? Hanno pensieri da sudditi o da cittadini?

Facile porci le domande ma difficile realizzare le risposte, tenendo presente anche che quelli che si considerano cittadini pretendono e hanno il diritto di scegliere chi li amministrerà. Il gioco (se definibile con questo termine) diventa ancor più complicato se si considerano le caratteristiche delle persone eleggibili che possono avere gravi difetti di personalità, di cultura, di preparazione anche tecnica. Oltre tutto, questi tizi sono sinceri? Hanno lo spirito degli statisti o sono banali cacciatori di successi personali?

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