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Opinioni

BASTA UN CAFFÈ

ROBI RONZA - 04/06/2021

caffeSe per parlare di libertà riconquistata basta che si possa prendere di nuovo il caffè al banco, pranzare al ristorante anche al chiuso e sdraiarsi a prendere il sole sulle spiagge c’è ben poco da stare allegri. Le trionfanti dichiarazioni del genere raccolte in questi giorni a piene mani dai cronisti televisivi dovrebbero far correre ai più avvertiti dei salutari brividi lungo la schiena.

Recentemente in Pennsylvania è stata introdotta una legge che limita a sole tre settimane il tempo massimo in cui il governatore può esercitare poteri di emergenza. E anche in altri 44 Stati degli Usa i parlamenti stanno mettendo mano a leggi analoghe dal momento che la gente è preoccupata per l’uso troppo esteso che i governatori hanno fatto dei poteri di emergenza durante la pandemia. Da noi perdura ancora lo stato di emergenza che entrò in vigore il 22 gennaio dell’anno scorso. Più volte impunemente prorogato, in forza di una delibera del Consiglio dei Ministri del 21 aprile del corrente 2021 dovrebbe durare ancora fino al prossimo 31 luglio.

Che con la scusa della pandemia (altrove affrontata senza alcun ricorso a poteri speciali) da oltre un anno i nostri governi continuino ad ottenere impunemente il rinnovo dello stato di emergenza, ovvero la sospensione di buona parte dei poteri del Parlamento, sembra non interessare ad alcuno. L’importante è che tornino il caffè al banco e la birra pure dopo le 22. Frattanto la democrazia può attendere. Se davvero stanno crescendo nuove generazioni con questo livello di coscienza civile c’è poco da stare allegri. Una libertà ridotta in tali termini è compatibile con qualsiasi dittatura. Non ce la negherebbe nessuno; non solo un Mussolini ma nemmeno un Hitler redivivo.

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