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In Confidenza

UMILTÀ

Don ERMINIO VILLA - 04/06/2021

ultimoTutto il capitolo 14 di Luca è ambientato attorno a una tavola. Il genere letterario del simposio era molto usato negli scritti filosofici e sapienziali. Attorno a una tavola imbandita si affrontano diversi argomenti, si ascolta la parola di un maestro. Così Luca utilizza la cornice di un pranzo per inserire diversi insegnamenti di Gesù, più o meno legati al tema del banchetto. In filigrana si può riconoscere la comunità ecclesiale di Luca che si riunisce la domenica per ascoltare l’insegnamento del Signore.

Il suggerimento di questa piccola parabola consiste nell’invito a non cercare di occupare i posti destinati agli invitati più ragguardevoli quando si è invitati a pranzo, per evitare di dover poi lasciare il posto ad un ospite più importante. Tali regole erano frequenti nel giudaismo, dove l’autorità e la gerarchia delle persone avevano grande importanza. Ovviamente Gesù non dà solo indicazioni di galateo, regole del ‘bon ton’…

Egli, partendo da un aspetto quotidiano, ci suggerisce un atteggiamento nuovo: la ricerca dell’ultimo posto è tipico della persona libera, capace di mettersi al servizio di altre persone. Nella ricerca dei primi posti (a tavola come nella vita) Gesù coglie e smaschera una tendenza radicata nel cuore degli uomini: ognuno vorrebbe stare più avanti ed essere superiore agli altri. È la sete di protagonismo che fa amare il primo posto.

Se vuoi evitare di fare una brutta figura, non scegliere il primo posto, ma preferisci l’ultimo. Questo non è tanto una regola di comportamento per la società borghese di allora; ma è un consiglio che illustra il cambio di mentalità richiesto a chi ha fatto esperienza dell’incontro con il Dio di Gesù. La conclusione fa pensare subito al futuro rovesciamento di situazione che si compirà al momento del giudizio divino.

La vergogna o la gloria per chi sceglie il primo o l’ultimo posto proviene da Dio stesso e sarà data nel futuro banchetto celeste. Lui, infatti, esclude dal Regno chi si vanta di essere giusto e sbandiera davanti a Lui i propri diritti, pensando anche di poter stare a testa alta davanti agli altri. Dio accoglie, invece, l’umile che si ritiene indegno dei suoi doni.

È meglio lasciare al padrone di casa la distribuzione dei posti che vuol dire – fuor di metafora -: lasciamo che sia Dio ad assegnarci il posto che lui ha deciso. Regola di vita per il cristiano sia dunque l’umiltà. Il poter occupare nel regno di Dio l’ultimo posto è già di per sé una grazia immensa, un gesto di benevolenza grande da parte del Signore. “L’umiltà è l’arte di trovarsi esattamente al proprio posto” (Endokimov).

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