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L'antennato

DA GRANDE

STER - 24/09/2021

dagrandeEra la grande novità dell’autunno Rai, ma gli ascolti gli hanno detto “no”: “Da grande” di Alessandro Cattelan (RaiUno, domenica in prima serata) doveva avere il duplice valore di rinnovare il palinsesto della rete ammiraglia di Mamma Rai, e – forse soprattutto – lanciare nell’universo nazionalpopolare la stella del “giovane” conduttore piemontese, reduce dai successi (in miniatura, dato il bacino d’utenza) conseguiti su SkyUno da oltre un decennio; ebbene, con il suo scarno 12,6% di share (2.376.000 teste) il nuovo show domenicale non ha centrato l’obiettivo. Diverse le attenuanti possibili: la prima puntata (di due, la seconda andrà in onda domenica 26 settembre) si è scontrata con ben due eventi sportivi di cartello, potenzialmente attrattivi per quello stesso target anagrafico cui si rivolge “Da grande”: la partitissima Juventus-Milan e le finali europee di pallavolo maschile, peraltro vinte dall’Italia, e un varietà di successo su Mediaset.

Può essere vero, ma il programma di Cattelan ha rivelato anche alcuni limiti di formato, ben più preoccupanti in vista della seconda e ultima puntata. Si è trattato – è parso – del tentativo di trasporre meccanicamente, anche se in pompa magna, su RaiUno in prima serata quel che da anni il “giovane” Alessandro va proponendo sul satellite, in quel late show dal titolo “EPCC – E poi c’è Cattelan” che tuttavia dura soltanto mezz’ora a puntata e va in onda a tarda sera. Al centro di tutto, l’interazione spiritosa e intelligente del conduttore con i suoi ospiti, supportati da una scrittura brillante e fitta di citazioni “pop” che guardano agli anni novanta, cioè quelli della giovinezza dei quarantenni di oggi, a cui il programma idealmente si rivolge.

Con i potenti mezzi di Raiuno, Cattelan e la sua squadra di autori hanno scomodato Conti, la Clerici, Il Volo, persino Paolo Bonolis, ma non sono riusciti a conquistare il target più “maturo” della rete, che evidentemente ha diffidato del giovane conduttore più di quanto non si fidasse dei suoi consolidati ospiti, tutti “faccioni” di casa.

L’Italia non è un paese per giovani, e la Rai – particolarmente RaiUno – conferma la regola: non è un caso che il conduttore “da prima serata” più giovane a contratto con la prima rete veleggi abbondantemente oltre la cinquantina, e far condurre una prima serata a un artista ultra-quarantenne sembra ancora un azzardo. Lontani i tempi di Fazio conduttore di Sanremo da trentenne!

Poi certo, Alessandro Cattelan può piacere e non piacere, piace di sicuro a chi pensa che parlare l’inglese sia una “conditio sine qua non”, non piace di sicuro a chi in un conduttore apprezza la modestia, l’umiltà, l’aureo adagio “meno è meglio”.

Domenica si replica, vedremo se sarà una replica del flop oppure no: intanto Enrico Papi, sul 5 con il redivivo “Scherzi a Parte” se la ride. Lui è un altro ex giovane che non ha sfondato sugli schermi della tv pubblica, sarà un caso?

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