Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Editoriale

EX TINTO

MASSIMO LODI - 04/11/2021

????????????????????????????????????????????

Prima o poi la Lega sarà chiamata a un congresso, qualcosa di ben diverso dalla passerella programmatica dell’11 e 12 dicembre venturi. E la leadership di Salvini rischia l’evaporazione. A umma a umma procedono verso un rendez-vous il vicesegretario Giorgetti, l’ala ministeriale del partito, i governatori, l’elettorato nordista. A nessuno di loro piace il sovranismo che insegue la Meloni per catturare voti estremi. Piace invece il realismo. Ovvero moderazione, alleanze utili, appeal centrista.

Parole di peso vengono proprio da Giorgetti, intervistato da Bruno Vespa nel libro appena uscito: “Perché Mussolini rovinò l’Italia (e perché Draghi la sta risanando)”. Dichiara il titolare dello Sviluppo economico, neopromosso all’esame dei think thank di Washington durante il recente viaggio americano: Draghi può guidare anche dal Colle il governo, mettendovi a capo un uomo di fiducia; va accantonata l’idea di andare al voto subito dopo l’elezione del presidente della Repubblica, per non interrompere il lavoro di ricostruzione economico-sociale; il posizionamento europeo della Lega è dentro il Ppe e non certo al fianco di ungheresi, polacchi, tedeschi dell’Afd e francesi lepenisti. Da ultimo, e che botta: Salvini è un’incompiuta, ha cambiato linguaggio, ma potrebbe fare cose decisive e non le fa. Insomma: ha deluso, si è scolorito. Un ex tinto. Roba da epitaffio.

Ce n’è abbastanza per aver conferma dell’operazione logoramento del Capitano, nonostante successive smentite /scuse e pur non essendo in discussione la fedeltà alla causa leghista. Nel caso in cui : 1) l’avvicendamento al Quirinale evolvesse come auspicato da Giorgetti; 2) il governo proseguisse nel solco tracciato dall’ex capo della Bce, in una sorta di semipresidenzialismo de facto; 3) le amministrative di primavera bocciassero di nuovo il Carroccio; 4) la legislatura s’instradasse verso il naturale epilogo della primavera 2023; 5) se tutto questo accadrà, non sorprenderebbe il cambio al vertice, tramite un ritorno al futuro. Perché a rifondare la Lega di domani sarebbe -da sponsor d’un uomo nuovo: Zaia, perché no?- uno dei cofondatori di quella di ieri. Delle origini. Di Bossi, Maroni, Leoni, Giorgetti ipse. Allora un bocconiano agli esordi universitari, ora uno dei più ascoltati nel board di Palazzo Chigi. Tanto da figurare nella rosa dei candidati all’odierna cattedra draghiana, qualora il premier succedesse a Mattarella nel più alto magistero nazionale.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login