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Opinioni

ITALIA AL PLURALE

ROBI RONZA - 26/11/2021

ipsosOggi il partito operaio per eccellenza è la Lega di Matteo Salvini, mentre il Partito Democratico di Enrico Letta, primo anche se lontano erede del Partito Comunista Italiano, è la forza politica in cui maggiormente si riconoscono i pensionati e quei ceti più agiati e più colti che si concentrano nelle grandi città.

È questo uno dei tanti sorprendenti risultati di una recente ricerca da cui esce confermato il profondo rimescolamento in corso nella società italiana. Un fenomeno che acutamente Renato Mannheimer e Giorgio Pacifici già avevano intravisto e poi tratteggiato in “Italie. Sociologia del plurale”, un saggio edito a Milano da Jaca Book nel 2018.

Frutto dell’analisi delle risposte date nello scorso ottobre da un campione di 4 mila persone, la ricerca in questione – presentata e ripresa con grande rilievo dal Corriere della Sera — si deve alla Ipsos di Nando Pagnoncelli, nota azienda specializzata in ricerche di mercato e sondaggi in campo politico. Ciò che ne esce è un’Italia ormai lontanissima da quella che si era consolidata nei decenni della Guerra fredda riuscendo poi in qualche modo a perdurare per molti anni anche al di là della caduta del Muro di Berlino. Come già osservavano Mannheimer, noto sondaggista, e Pacifici, sociologo dei problemi della trasformazione, l’assetto socio-politico dell’Italia è divenuto assai più complesso di quanto fosse in passato e assai meno «sistemico». Mentre in passato il tenore di vita era un indice sufficiente per delineare le varie articolazioni della società, oggi strati sociali un tempo compatti si sono frantumati in sotto-gruppi in base ad altri elementi come la certezza soggettiva o meno di mantenere tale tenore di vita nel tempo e la capacità di presidiarlo sul piano culturale e politico.

È divenuto “sempre meno rilevante il peso delle ideologie, ma inevitabilmente anche quello di ogni insieme di valori che pretendesse di avere una validità generale”. Si spera sempre più nella tecnologia che nella politica, il che aiuta a capire perché continui a crescere il numero di coloro che non partecipano più alle votazioni. In un Paese come l’Italia, dove nei primi anni ’70 del secolo scorso si asteneva meno del 7 per cento degli iscritti in catalogo, alle votazioni comunali dello scorso ottobre a Milano oltre il 52 per cento non ha votato; e l’astensione ha raggiunto il massimo nei quartieri più poveri.

Dalla ricerca dell’Ipsos il Partito Democratico, primo nelle intenzioni di voto con il 20,7 per cento, risulta raccogliere un consenso più maschile che femminile e piace in particolare, come si diceva, ai meno giovani. Se votassero soltanto le persone di oltre 65 anni “avrebbe il 36,4 per cento dei consensi mentre se ad esprimersi fossero solo i 35-49enni crollerebbe al 13,5. I giovani e le donne, tema ricorrente in tanti discorsi dei leader del Pd, tendono insomma a voltargli le spalle. A confermare il carattere ormai tutt’altro che popolare della sinistra storica è il dato relativo agli imprenditori professionisti e dirigenti. Con il 25,4 per cento il Pd è il partito che preferiscono seguito da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, 21 per cento e poi dalla Lega, 18,6.

www.robironza.wordpress.com

 

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