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Opinioni

MULTIPIANO PER DUE

CESARE CHIERICATI - 15/04/2022

La stazione di valle della funicolare sotto il Campo dei Fiori

La stazione di valle della funicolare sotto il Campo dei Fiori

Senza alcuna intenzionalità con l’amico e collega Flavio Vanetti – vedi l’ultimo numero di RMFonline – ho spesso incrociato opinioni e valutazioni coincidenti su una delle più annose e irrisolte questioni di Varese: il destino turistico culturale della sua montagna. Quando se ne parla il riferimento è quasi sempre al solo Sacro Monte che ha i suoi acciacchi, ma nel complesso se la cava. Fermo restando ovviamente che di interventi da fare ce ne sarebbero tanti. Il più importante però, sia per il sito Unesco sia per l’intero Parco del Campo dei Fiori, resta quello di come e con quali mezzi raggiungerli disciplinando una volta per tutte l’assalto automobilistico almeno nei fine settimana e nelle festività storiche. Sventato da Varese 2.0 e da altre forze cittadine (e in primis dalla campagna di stampa di RMFonline, ndr) il folle tentativo di sbancare il terreno roccioso accanto alla chiesetta seicentesca dell’Annunciazione per creare a costi stratosferici 90 posti auto, il problema della sosta, da allora, è stato in buona sostanza accantonato se non rimosso. Stagionale come un’influenza il tema si riaffaccia alle scadenze elettorali. Anche alla vigilia delle ultime che hanno riconfermato la giunta Galimberti.

Delle tante ipotesi fatte e tramontate l’unica rimasta ragionevolmente in piedi è quella di Piazzale Montanari all’imbocco dell’ex percorso tranviario in direzione della stazione di base delle funicolari. Cancellato come detto il parcheggio della Prima Cappella anche quello sotto piazzale Pogliaghi, ossia in vetta al borgo, sostenuto da alcuni albergatori ha subito la stessa sorte visto che renderebbe ancora più a rischio di quanto non lo sia oggi, la salute ambientale dell’intero borgo. Perché funzionerebbe da incentivo all’uso dell’auto sempre e comunque. Come già sottolineato in altre occasioni, l’opzione Montanari sarebbe un ritorno alla soluzione suggerita a suo tempo da un gruppo di progettisti perugini (società Sintagma) che avevano prospettato un multipiano alla base delle funicolari. Anche quella è un’area delicatissima che richiederebbe studi e mitigazioni complesse e costose per cui parrebbe opportuno arretrare il multipiano nel piazzale.

Questa scelta potrebbe risultare decisiva anche per prendere seriamente in considerazione il ripristino del braccio ferrato che portava al Campo dei Fiori, al ristorante della funicolare e al Gran Hotel del Sommaruga entrato in funzione nel 1913. Quando si approdava dopo circa un quarto d’ora di viaggio alla stazione finale lo sguardo spaziava a centottanta gradi su un paesaggio senza fine dove città e paesi, ancora discretamente omogenei nel loro impianto urbano, sembravano isole ancorate fra il verde dei boschi e l’azzurro dei laghi.

Il parcheggio Montanari (180 posti auto suggeriti) e la riattivazione della funicolare potrebbero essere il primo fondamentale passo in vista di una riattivazione ragionata del secondo polmone della montagna varesina, il Campo dei Fiori appunto, oggi nettamente in ombra nel discorso pubblico rispetto al Sacro Monte. Neppure l’elezione di quest’ultimo a sito Unesco patrimonio dell’Umanità, ha indotto a un ripensamento complessivo della montagna varesina diventata nel frattempo Parco regionale di grande interesse naturalistico e Centro di eccellenza astronomico e meteorologico grazie all’indomabile impegno di Salvatore Furia. Senza una visione di insieme, condivisa con la mano pubblica, è abbastanza improbabile che l’attuale proprietà dell’albergo – la società Finalba – possa rischiare investimenti su un manufatto di elevato pregio architettonico che necessita comunque di grandi trasformazioni e adeguamenti funzionali, a maggior ragione qualora fosse ribadita, anche solo in parte, la sua antica destinazione residenziale venuta meno nel 1968, dieci anni dopo la definitiva chiusura della funicolare. Al netto naturalmente delle iniziative del Fai che ne hanno opportunamente ravvivato la memoria storica.

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