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Attualità

PROVVISORIETÀ DEFINITIVA

CESARE CHIERICATI - 22/04/2022

L’area del parcheggio di via Verdi

L’area del parcheggio di via Verdi

Se è vero che obiettivo primario dell’esecutivo Galimberti due è di ridurre la pressione veicolare sul centro città non si capisce perché nessuno degli amministratori “preposti” spenda mai una parola in favore della cancellazione del parcheggio di via Verdi, un’area di sosta gestita da Avt che ha cancellato una porzione rilevante e non alberata del parco Estense un tempo adibita a libero spazio di gioco per i ragazzini del centro cittadino.

Una soluzione provvisoria, si disse una quarantina di anni fa, per ovviare alla fame di parcheggi, allora vera, della città; soluzione poi diventata definitiva secondo i più collaudati copioni degli italici costumi amministrativi. In realtà un vulnus permanente all’integrità del parco tollerato dalla Soprintendenza senza mai sollevare obiezione alcuna. Tra l’altro l’area di sosta – ospita sessanta, settanta auto al massimo – risulta pericolosa sia in entrata sia in uscita perché situata troppo vicino al semaforo Sacco – Staurenghi – Verdi e perché priva di sufficienti spazi di manovra. Tamponamenti e disagi per gli automobilisti sono tutt’altro che infrequenti. Diciamo che accanto a queste criticità storiche, il park Verdi, per tutta la giornata attrae ostinati cacciatori di stalli che tentano e ritentano di entrarvi percorrendo più volte il mini circuito Verdi – Coppelli – Motta – San Francesco – Bernasconi –Sacco e di nuovo Verdi piuttosto che indirizzarsi verso altre strutture disponibili come il multipiano di via Sempione e l’autosilo di piazza Repubblica.

Non certo un contributo positivo allo sfoltimento delle auto all’interno del ring di scorrimento urbano istituito negli anni ’80. Ferma restando la necessità della presenza di uno spazio riservato alle vetture di servizio comunali, quelle bianche per intenderci, gli affezionati clienti, una volta cancellato il parking, potrebbero utilmente far capo all’autosilo di via Sempione che solo nei fine settimana risulta, talvolta, esaurito. Quest’ultimo è assai vicino al centro e agli uffici comunali percorrendo la rinnovata via del Cairo e via Robbioni. Si tratta in buona sostanza di camminare pochi metri in più. Una volta consumato lo sfratto, l’area andrebbe ripensata in funzione di attività sportive per giovani oppure con un ulteriore arricchimento di aiuole fiorite e percorsi botanici a beneficio dei giardini.

Nei programmi della coalizione Pd – Varese 2.0, vincitrice delle elezioni del 2016, questa ipotesi di lavoro aveva trovato spazio, ma è stata lasciata cadere e oggi nessuno più ne parla. Come se il divorzio politico amministrativo, maturato alla vigilia delle elezioni 2021 tra il partito di maggioranza e i civici avesse di per sé tolto valore a una scelta opportuna comunque rispetto all’integrità del parco che risulterebbe finalmente affrancato dalla presenza anomala delle automobili.

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