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Attualità

SCISMI

LIVIO GHIRINGHELLI - 06/05/2022

Kirill e Teodoro di Alessandria

Kirill e Teodoro di Alessandria

La fine dell’iconoclastia coincise con una potente rifioritura del Cristianesimo bizantino. L’intensa attività missionaria culminò con la conversione dei popoli slavi, grazie anche alla traduzione nella loro lingua della Bibbia e dei testi liturgici. Solo che la fondazione della Chiesa di lingua slava in Bulgaria causò un peggioramento delle relazioni tra la parte occidentale e quella orientale del Cristianesimo, perché lo Zar Boris nella fase di adesione al Cristianesimo adottò un atteggiamento ambiguo e interessato tra Roma e Costantinopoli, onde lo scisma tra il Patriarcato di Fozio e il risveglio della controversia sul Filioque.

La conversione della Russia al Cristianesimo (989 d.C.) vede promotore il Granduca Vladimiro di Kiev (973-1015). Il suo impero comprendeva la maggior parte della Russia europea, gli Stati balcanici e parte della Polonia. Usando abilmente della sua diplomazia e della sua forza militare, ottenne da Costantinopoli un ordinamento ecclesiastico rispondente al desiderio di fondare una Chiesa indipendente da ogni autorità esterna, prescindendo dal fascino di Costantinopoli.

A seguire nel 1054 lo scisma definitivo tra Occidente e Oriente a causa della bolla di scomunica del Papa Leone IX (il francese Bruno di Toul) comminata a Michele Cerulario, Patriarca di Costantinopoli (1043-1058), anche se non diretta a tutti i cristiani ortodossi. In gioco in particolare questioni di rito e di costume. Solo che la rottura non ebbe seguito d’urgenza, perché la sede papale nell’anno si trovò vacante per la morte di Leone IX. Comunque estranea alla tradizione bizantina rimase l’idea che il Papa di Roma fosse un monarca universale, a cui tutta la Cristianità dovesse obbedire.

Il crollo dell’impero bizantino (1453) permise alla Russia di rivendicarne la successione nel 1589. Il Concilio dei Cento Capitoli, convocato a Mosca nel 1551, rispondendo allo Zar Ivan IV (1533-1584), attivo sostenitore dell’autocrazia sacra, aveva affermato la supremazia dell’ortodossia russa su quella greca. Mosca si sforzò di congregare i cristiani ortodossi dell’impero turco allargando le sue conquiste. Se la Prima Roma aveva espresso l’universalità della Chiesa, rappresentando l’autorità del Padre, la Seconda Roma (Costantinopoli) aveva espresso la sua guida spirituale, prodigandosi per formulare i Credi e per combattere le eresie (funzione propria del Logos). La Terza Roma (Mosca) si espresse invece come ispirata dallo Spirito Santo. La Russia di Kiev era stata seguace di Bisanzio, quella di Mosca volle essere un avamposto cristiano nel mondo asiatico e maestra nel campo del culto, partecipando al dramma cosmico della Redenzione.

Per quanto attiene alla situazione attuale dell’ortodossia in Ucraina e all’atteggiamento assunto di fronte al conflitto provocato da Putin in spregio del diritto d’ogni Paese di mantenere la propria indipendenza e libertà, si nota l’evidente discrepanza di giudizio tra l’intransigenza prevaricatrice del Patriarcato di Mosca emersa con Kirill nel discorso del 6 marzo e le convinzioni manifestate dal Patriarca di Kiev Epifany, capo della Chiesa autocefala ucraina, nata ufficialmente nel 2018 e separata dalla più ampia e potente Chiesa ortodossa dipendente dal Patriarcato di Mosca. La scissione tra le due Chiese è avvenuta sull’onda dell’invasione russa della Crimea e del Donbass nel 2014, con radici più antiche e la formalizzazione dell’autocefalia da parte del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo.

Alla base del contrasto ragioni etnico-identitarie e motivazioni strettamente geopolitiche. Kirill ritiene l’invasione dell’Ucraina essenzialmente come una guerra di valori contro un Occidente corrotto, intento a imporre i diritti dei gay a scapito di tutti gli altri, e l’occupazione del Donbass da parte dei russi come “opposizione al peccato”. La Chiesa autocefala si sente invece turbata e profondamente vicina ai suoi fedeli, vittime di un’aggressione storicamente immotivata e imperialistica.

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