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Sport

ASSENTI IN GIRO

CLAUDIO PIOVANELLI - 06/05/2022

Richard Carapaz

Richard Carapaz

Al via del Giro d’Italia che è scattato dall’Ungheria il 6 maggio ci sono 22 squadre con 8 corridori ciascuna. Non sono presenti i due corridori considerati oggi i massimi specialisti delle gare a tappe, gli sloveni Tadej Pogacar e Primoz Roglic (che si sfideranno di nuovo al Tour de France), e non c’è neppure Egan Bernal, vincitore dello scorso anno a Milano e vittima nello scorso mese di gennaio in Colombia di un gravissimo incidente in allenamento (ha tamponato un pullman e pare abbia riportato una ventina tra fratture e microfratture; nei primi giorni di aprile è già tornato in bicicletta ma il ritorno in gara in questa stagione, se ci sarà, avverrà solo alla Vuelta).

E non si è schierato al via neppure il giovanissimo talento danese Jonas Vingegaard, secondo lo scorso anno ai Campi Elisi alle spalle di Pogacar. Tutte assenze assai pesanti, è vero; ma è altrettanto vero che l’equilibrio tra molti aspiranti al successo comunque di valore non dovrebbe mancare e ciò renderà la competizione di casa nostra incerta ed emozionante.

Tutti i bookmakers danno per favorito l’ecuadoriano Richard Carapaz, già vittorioso al Giro del 2019 (dopo il quarto posto nel 2018), terzo al Tour de France dello scorso anno e secondo alla Vuelta di Spagna nel 2020; l’alfiere della Ineos Grenadiers ha accanto il tasmaniano Richie Porte, anch’egli in grado di “fare classifica”, e il russo/francese Pavel Sivakov. A insidiare Carapaz ecco il portoghese José Almeida, che la maglia rosa l’ha già indossata a lungo in passato e che è reduce dal sesto posto al Giro 2021 e dal quarto nell’edizione del 2020; accanto a lui la UAE Emirates schiera, tra gli altri, l’ex iridato Alberto Rui Costa, Davide Formolo e il nostro Alessandro Covi.

Simon Yates è la punta di diamante del team australiano Bikeexchange; l’interrogativo riguarda la

sua squadra: sino a che punto riuscirà a supportarlo? Mikel Landa tenta l’ennesimo assalto a una grande corsa a tappe dopo esserne stato più volte respinto; con il connazionale Pello Bilbao forma una gran bella coppia e la sua Bahrein-Victorious sembra molto solida anche con lo sloveno Jan Tratnik. Discutibilissima la decisione di escludere Damiano Caruso, lo scorso anno entusiasmante al Giro e secondo, alla fine, a Milano dietro a Bernal (il corridore siciliano è evidentemente destinato al Tour de France).

La Astana del d.s. Stefano Zanini punta per la classifica generale sul colombiano Miguel Angel

Lopez, accanto al quale ci sono Vincenzo Nibali e lo spagnolo David de la Cruz. La Bora Hansgrohe valuta soprattutto le possibilità di classifica del tedesco Emanuel Buchmann, scortato

dagli italiani Benedetti e Fabbro ma anche dall’australiano Jai Hindley e dall’olandese Vilco

Kelderman, rispettivamente secondo e terzo al Giro d’Italia “anomalo” del 2020; insomma, potrebbe

uscirne una soluzione a tre punte molto intrigante. Un sicuro outsider sembra essere il francese Romain Bardet, fresco vincitore del Tour des Alpes e leader del Team DSM; accanto a lui l’olandese Thymen Arensman, anch’egli sul podio del Tour des Alpes.

E sempre a proposito di “grandi un po’ decaduti”, ecco gli olandesi Tom Dumoulin (maglia rosa finale al Giro d’Italia del 2017) e Bauke Mollema: il primo guida la Jumbo-Visma, il secondo è la punta alternativa della Trek-Segafredo che dovrebbe però privilegiare soprattutto Giulio Ciccone.

Da non trascurare il francese Guillaume Martin, ancora alla ricerca di una dimensione ma sempre prospetto interessante. A caccia di tappe un buon numero di velocisti (Cavendish, Demare, Gaviria, Ewan, Nizzolo) e di fuoriclasse, con Van der Poel e Valverde in testa a tutti.

E i corridori varesini? Detto del tainese Alessandro Covi, che al Giro dello scorso anno fu secondo nella tappa di Montalcino e terzo allo Zoncolan e che quest’anno ha colto i primi successi da professionista alla Vuelta a Murcia e alla Vuelta a Andalucia, in gara non ce ne sono altri. Il besnatese Eddy Ravasi, portacolori della “nostra” Eolo-Kometa guidata da Ivan Basso, è in ritardo di condizione dopo un infortunio che lo ha bloccato a lungo all’inizio di stagione. Non partecipa neppure il portoceresino Luca Chirico, che gareggia per la Drone Hopper-Androni Giocattoli. E lo stesso accade anche ad Alessandro Santaromita (figlio di Antonio e nipote di Ivan, il nonno è Giordano Talamona), per il quale la Bardiani preferisce guardare un po’ più lontano.

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