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Lettere

L’ISOLINO RESTI ISOLATO

- 16/07/2022

Sono rimasto molto irritato e dispiaciuto che qualche benpensante abbia rilanciato, ancora una volta, il progetto di collegamento dell’isolino Virginia alla terraferma. Ho, quindi, scritto al Sindaco del Comune di Varese, al Soprintendente ai Beni Archeologici della Lombardia, ma anche al Responsabile dei siti Unesco presso il Mibac, al Presidente della Regione Lombardia, all’Assessore all’ecologia e clima della Regione Lombardia.

Ho voluto anche interessare il Dott. Daniele Magni Dirigente Regione Lombardia che sovraintende tecnicamente alla realizzazione dell’AQST del Lago di Varese, di cui si occupano anche i delegati di Amici della Terra Varese. Manifesto una mia piena contrarietà ad una accessibilità pedonale incontrollata dalla terraferma all’Isolino Virginia, uno dei patrimoni Unesco di cui può fregiarsi la Città di Varese. Ho a tutti ribadito quanto aveva scritto agli stessi enti l’Associazione Amici della Terra Varese, di cui sono il presidente, nel lontano 2015: “Non ha senso agire senza tener conto delle ragioni di un dibattito svoltosi nel tempo. E, non è detto da ieri o da l’altro ieri che l’impalcato preistorico dell’Isolino Virginia è da considerarsi come delicato ed estremamente fragile. Sono e siamo nati ascoltando questa avvertenza.

Altra questione è: perché l’isolino è unico al mondo? Semplice: perché si è conservato fino ad ora. Se tutto questo fosse, come è vero, fare un pontile per far arrivare tanta gente sull’Isolino sarebbe una follia.

Esprimiamo la nostra piena contrarietà a creare uno stabile collegamento tra Isolino e terraferma e che possa venire sull’Isolino un peso eccessivo di fruitori non sopportabile per questo. Diciamo basta ad una politica che si dimostri incapace di fruire di un bene prezioso se non consumandolo fino al suo esaurimento.

Noi facciamo sempre la stessa proposta: l’Isolino deve essere la pietra preziosa al centro di un anello circondato dalle palafitte preistoriche di cui si fregiano molti comuni del lago.

Un sistema di questo genere, se ben congegnato e gestito, sarebbe capace di attirare turisti e di far nascere una economia del territorio e una correlata ragione per la nascita, attenta, di alberghi e ristoranti. Non stiamo predicando qualcosa di irraggiungibile e di futuribile: molti altri siti Unesco nel mondo hanno saputo sfruttare il riconoscimento ricevuto da un territorio, ovvero da un’opera nel territorio, per far nascere e fiorire  alla sua base una solidità economica. Ci vorrebbe una intraprendenza e una lungimiranza politica, ma ci vorrebbe anche una imprenditoria che dimostri di avere un pari sentire”.

Richiediamo un forte e chiarificatore intervento alla Soprintendenza ai Beni archeologici e, in attesa di questa, chiediamo al Comune di Varese di interrompere ogni sua operazione riguardo il pontile.

Gli Enti istituzionali devono far proprio questo mio monito e averlo presente sempre. Realizzarlo non è semplice: è inverosimile che io debba riformulare, dopo sette anni, una stessa presa di posizione mai tenuta in considerazione e neppure mai osteggiata, come sarebbe stato perlomeno opportuno e civile. Insomma chiaro è quanto dovrebbe essere fatto. Non deve essere, invece, consumato l’impalcato preistorico solo per consentire, secondo me, a un progettista di poter realizzare un’avveniristica opera diversa da quanto ribadisco con convinzione.

Arturo Bortoluzzi

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