Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Editoriale

PAPANOBILE

MASSIMO LODI - 03/03/2023

papa-Don Ernesto Mandelli, che titolo diamo al decennale del papato di Francesco?

“Missione di povertà”

-Compiuta?

“Tentata fortemente, non ovunque capìta”

-Fuori della Chiesa?

“Anche dentro. Soprattutto e amaramente dentro”

-Resistenze sorprendenti?

“Ahimé prevedibili. Da tempo nella Chiesa s’insiste a richiamarla alle origini, ma regna la sordità”.

-Beh, regna…

“È diffusa, diciamo. Tanto”.

-Tra le gerarchie, nei fedeli?

“Anche tra le gerarchie, oltre che nei fedeli. Una parte di loro. Ma sono gl’incolpevoli. La lezione, l’insegnamento, il modello viene dall’alto”.

-Che talvolta non abbandona il basso profilo…

“Purtroppo”.

-Motivo?

“Mah. Confusione nell’interpretare la voce del Cristo. Eppure fu chiaro, là in Galilea: venite con me e lasciate tutto. Invece della bisaccia portate la parola. Basta quella”.

-Come non detto…

“Quasi. Anche se le eccezioni ci sono, eh. Non generalizzo”.

-Francesco però non molla sulla sua linea…

“Esemplare. Coerente col primo annuncio del 2013, appena eletto: ‘Quanto vorrei una Chiesa povera e per i poveri’. Cioè: veniamo dalla gente, stiamo tra la gente, adoperiamoci per la gente. Impegno titanico”.

-E avversato…

“È un magistero che incrocia difficoltà lontano da sé, vicino a sé”.

-La Curia…

“Ah, la Curia. Quanti ostacoli, amatissimo Papa. Del resto…”

-Del resto…

“Del resto Benedetto, il suo predecessore, lo dichiarò: ho provato a riformare la Curia, desisto”.

-E lui, Francesco?

“Si ostina a provarci. Ammirevole. Poi non è che oggi il mondo, il ribaltamento di tanti valori nel mondo, lo aiuti”.

-Non viene preso sul serio, perché?

“Opportunismi vari, convenienze mediocri, l’adagiarsi nel comodo proprio. E altro”.

-Intanto la Chiesa si spopola…

“Siamo sempre meno attrattivi. Suggerisco la lettura del teologo Armando Matteo. Sfogliate ‘Pastorale 4.0’, troverete l’analisi del problema”.

-In sintesi?

“Perdiamo i giovani, perdiamo le donne, perdiamo il contatto con la realtà, perdiamo il filo della comunicazione. Anche se il segnale a invertire la tendenza era stato lanciato con lungimiranza”.

-Quando?

“Al Concilio Vaticano II. Quaranta vescovi si riunirono nelle catacombe di Domitilla e fecero professione di vita semplice, umile, misericordiosa, distaccata dalla materialità. Disposti alla rinuncia dei loro titoli, tanto per cominciare”.

-Appello inutile…

“Perdutosi nel nulla”.

-Come quello del cardinale Martini, anno ’95…

“Avvisò nel Sinodo: rammentate chi era Gesù, povero per scelta. Quindi la Chiesa povera è amica dei poveri. Se ne sono ricordati pochi”.

-Prospettive?

“Domandiamoci: il Vangelo è credibile? Se sì, va praticato. Se no, la crisi avanzerà”.

-Cosa dire ai preti per convincerli a quest’impegno?

“Quel che una volta ci spiegò il cardinale Tettamanzi: siete fortunati, avete casa, lavoro, stipendio. Dedicatevi totalmente agli altri”.

-La nuova passione…

“La compassione senza epoche”.

-Solo l’esempio d’un Vangelo attuato e attualizzato può riaccendere le vocazioni?

“Contano i fatti veri, non le parole vane”.

-Come dice Francesco: omelie brevi, realistiche, dirette. Traducendo nella quotidianità il messaggio millenario…

“E comportamenti adeguati. Tipo i suoi. Nella sostanza, nella forma. I simboli hanno il loro valore. Perfino l’auto modesta, la borsa logora, gli occhiali di vecchio uso”.

-Si ritirerà mai, Bergoglio?

“Ha appena detto che un Papa è per la vita. Ma vita vuol dire avere la testa che funziona. E su questo fu esplicito alla nomina: se vi accorgete che cede, ditemelo. Si chiama carità verso gli altri, austerità verso sé stesso”.

-Un augurio?

“Di andare avanti così. C’è una moltitudine che gli vuol bene: la preghiera può far crescere la provvida affezione”.

-Facendo di lui un Papanobile, nel senso di moralmente elevato oltre che di cristianamente venerabile?

“Continuando a farne l’illuminante punto di riferimento d’una Chiesa disposta a rinnovarsi”.

Ps

Sulla preghiera, sulla misericordia, sull’umanità, sul cristianesimo civile: promemoria. Ha detto il cardinale Zuppi, presidente della Cei, dopo la tragedia dei migranti naufragati a Crotone: “Il grande problema è che gli affogati avevano diritto ad essere accolti, scappavano da una guerra, la maggior parte di loro erano afghani. Bisogna che i rifugiati siano trattati come tali e hanno il diritto di essere esaminati. Se noi neghiamo di fatto questo diritto, tradiamo tutta la consapevolezza che proveniva dalla Seconda Guerra mondiale”.

Si chiama pietà. Si chiama fratellanza. Si chiama cuore. Cuore di cittadini, cuore di istituzioni, cuore di Stato.

 
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login