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Opinioni

INSOSTENIBILITÀ

ROBI RONZA - 12/05/2023

orsaLa questione della sorte dell’orsa Jj4 che ha recentemente ucciso una persona in Val di Sole (Trentino) sta assumendo contorni che sarebbero ritenuti assurdi in una società che — diversamente da quella in cui viviamo oggi – non fosse per molti aspetti caratterizzata dall’impossibilità di essere normali.

 L’orsa, come si sa, è stata catturata e la Provincia Autonoma di Trento aveva finalmente deciso che fosse abbattuta ma il tribunale amministrativo, TAR, ha sospeso l’ordinanza di abbattimento con il plauso non solo degli animalisti ma anche ad esempio dell’Ordine dei Veterinari del Trentino. É stato poi annunciato che se la Provincia trovasse qualche altro territorio pronto ad accogliere l’orsa ci sarebbero dei privati pronti ad assumersi le spese del trasporto. Nel frattempo ovviamente tale territorio non si trova e l’orsa continua a vivere reclusa in un apposito speciale e costoso recinto di cui la Provincia Autonoma dispone.

A proposito dei grandi carnivori ci sarebbe in effetti da considerare una cosa sola: la loro prossimità con l’uomo non è sostenibile. Sin dalla preistoria l’uomo si scontrò con loro e anzi la vittoria in tale scontro fu la prima battaglia decisiva per la sopravvivenza della specie umana. L’uomo riuscì progressivamente ad allontanare quelle che un tempo si usava chiamare “fiere” dai luoghi ove egli abitava finché, da noi in Europa, le ultime rimaste — ossia gli orsi, i lupi e le linci — vennero confinate in territori relativamente ristretti e poco accessibili. La pretesa di modificare questo status quo, che viene non a caso da popolazioni urbane ormai senza alcuna diretta esperienza in materia, è senza senso alcuno. E tanto più lo è se alla base di essa, come spesso accade, c’è il convincimento di ultras dell’evoluzionismo secondo i quali i mammiferi sono degli esseri umani in fieri, i cui discendenti sono destinati a divenire, in un lontano ma certo futuro, uomini come noi. È invece chiaro che questo non è vero perché l’uomo è uomo evidentemente a seguito di qualcosa che viene da fuori della natura e che gli animali non hanno.

Questo il quadro generale della situazione, e non c’è altro da aggiungere. Nel caso specifico poi degli orsi in Trentino c’è poi un dato particolare di cui tener conto. Alla fine del secolo scorso gli orsi bruni autoctoni, ancora presenti nella zona delle Dolomiti di Brenta, sembravano prossimi all’estinzione. La Provincia Autonoma nel 1999 pensò bene di introdurre in quel territorio dieci orsi bruni prelevati in Slovenia, peraltro di maggiori dimensioni e più aggressivi degli orsi autoctoni, perché si incrociassero con gli orsi autoctoni superstiti. Ne risultò la pratica scomparsa degli orsi autoctoni e il diffondersi di una nuova popolazione di orsi più grandi e più aggressivi.

www.robironza.wordpress.com

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