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Attualità

DITTATORI MOTORIZZATI

CESARE CHIERICATI - 25/05/2023

tirLa strada è di tutti, on the road, sulle piste di Jack Kerouac, è un bel libro scritto per Feltrinelli venticinque anni fa (1998) da Cesare Fiumi che ripercorse, in un picaresco viaggio di sedicimila chilometri, il seducente itinerario americano compiuto dal leggendario scrittore della beat generation.

Da allora il titolo di quel lungo racconto di viaggio è diventato di uso comune per sottolineare come le strade, tutte le strade, sono a disposizione di chi, con qualsiasi mezzo o a piedi, le percorra. Con l’ovvia avvertenza di rispettarne le regole. Più un auspicio che una realtà visto che anche nelle quotidianità dei nostri itinerari varesini e varesotti ciò non è per nulla scontato. In pratica tutti o quasi tutti siamo ostaggi di due evidenti dittature stradali, quella dei Tir e quella dei furgoni che per rilevanza volumetrica e conseguente prepotenza tendono a imporsi a tutti gli altri utenti.

Da questo profilo come non ricordare l’ultima performance di un autoarticolato che qualche settimana fa, in zona Gasparotto-Bellavista, si è incastrato nell’angusta strettoia che dalla Bellavista stessa consente di raggiungere la zona industriale di Schianno che ospita corpose aziende. Risultato: strada bloccata e ulteriori disagi nel già super martoriato quadrante sud di Varese, a partire dal rifacimento in corso di Largo Flaiano. Una mazzata che si è aggiunta a numerose altre dello stesso segno capitate nel recente passato, cioè da quando i navigatori dei veicoli hanno sostituito il buon senso degli autisti. Come non ricordare del resto i tentativi di alcuni Tir di raggiungere Largo IV Novembre (Biumo Inferiore)  da piazza Cacciatori delle Alpi, più nota come piazza del Tribunale, infilandosi nelle spire di via Valder; di quelli che per le tortuose strade che uniscono I Mulini Grassi con Sant’Ambrogio si sono avvitati nei tornanti finché non si decise di intervenire con un’adeguata cartellonistica informativa.

Non meno incongrui e velleitari dei loro colleghi alcuni conducenti di autoarticolati che lo scorso anno – l’ultima volta ai primi di novembre – si sono infilati a più riprese in viale Tamagno per raggiungere via Lazio che nel primo tratto, in uscita da Largo Flaiano, è a senso unico in direzione Ospedale di Circolo. Esito scontato naturalmente: i mezzi pesanti trionfalmente incastrati nella curva a novanta gradi della breve via Scipione Riva Rocci, per giunta tappezzata di auto in sosta vietata e no.

Insomma disagi evidenti per tutti i pezzi di città interessati da questa ottusità viabilistica e arrabbiature sacrosante per i residenti che vedono la loro normalità di vita sconvolta da un evento imprevedibile che può far saltare impegni di qualsiasi tipo e anche ritardare l’arrivo di mezzi di soccorso qualora ve ne fosse necessità. Meno rischiosi ma infestanti risultano invece i furgoni la cui presenza è cresciuta a dismisura nei centri urbani con l’affermarsi del commercio on line a domicilio e con l’esplosione del Covid. Flotte di veicoli dal primo mattino vanno e vengono per le strade sostando ovunque ci sia uno spazio utile, un frammento di stallo disponibile, un marciapiede su cui salire oppure, ghiotta preda, un passo carraio. A loro parziale discolpa va detto che i pochi stalli riservati alle cosiddette “operazioni di carico e scarico” sono troppo spesso occupati abusivamente da altri automobilisti disposti a rischiare la multa – accade peraltro raramente di prenderla – piuttosto che pagare una sosta negli autosilo o nei Park disponibili.

Tirando le somme si può concludere che a rimetterci nel disciplinato disordine della mobilità varesina, aggravato dalle condizioni degli asfalti, sono, in ogni caso, i cosiddetti utenti deboli, ciclisti e pedoni, a loro volta non esenti da colpe codice della strada alla mano, ma questa è un’altra storia.

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