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Politica

SI TORNA A VOLARE

GIANFRANCO FABI - 09/06/2023

malpensa

C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico.… Si potrebbe prendere spunto dall’aquilone di Giovanni Pascoli per raccontare le novità che in queste settimane sono venute alla ribalta all’aeroporto di Malpensa, una delle realtà economiche più importanti della provincia di Varese. Novità positive per il traffico passeggeri, negative per i limiti imposti allo sviluppo dell’area merci.

Dal 31 maggio ha ripreso a funzionare il Terminal 2 che era stato chiuso perché non aveva più alcuna funzione per la drammatica riduzione dei violi ai tempi della pandemia. Rinnovato, con nuovi servizi, con una più facile ed immediata accessibilità il T2 ha ripreso ad essere il centro operativo della compagnia inglese Easyjet che è tornata a fare dello scalo varesino la sua principale base dell’Europa continentale. Questo passo renderà ancora più operativo l’accordo che lo scorso anno era stato firmato tra la stessa Easyjet e la compagnia italiana Neos che peraltro ha proprio a Malpensa la sua base operativa. Neos, che è controllata da Alpitour, è specializzata nei voli per le mete turistiche intercontinentali e può raccogliere passeggeri grazie ai collegamenti interni ed europei di Easyjet.

Una seconda novità che potrà, ma solo a medio termine, avere qualche ripercussione su Malpensa è l’avvio della collaborazione tra Ita, la compagnia che ha ereditato aerei e personale da Alitalia, e il colosso Lufthansa, una collaborazione destinata a sfociare nel pieno controllo della stessa Ita da parte della società tedesca. Nel breve termine cambierà poco o nulla: Ita ha solo un volo da Malpensa, quello per New York, dato che ha concentrato tutta la sua (poca) attività sull’aeroporto di Roma Fiumicino. Ma nella strategia che Lufthansa ha sviluppato negli ultimi anni dopo le acquisizioni di società come Swiss, Austrian e Brussels Airlines è stata quella degli hub regionali. Se Francoforte rimane il cuore pulsante della compagna tedesca sono stati tuttavia valorizzati anche gli aeroporti di Monaco di Baviera, di Zurigo, di Vienna e in questa logica Malpensa potrebbe avere un ruolo sempre maggiore data la ricchezza economica (e anche turistica) della vasta aerea di riferimento che comprende tutta l’Italia settentrionale. Particolarmente importante in questa prospettiva è il miglioramento dei collegamenti tra l’aeroporto e il territorio. È molto positivo che siano iniziati i lavori per il nuovo collegamento ferroviario con Gallarate e la linea del Sempione, meno positivo che siano sempre al palo i lavori per il completamento verso Bergamo dell’Autostrada pedemontana.

Le quasi cento compagnie che operano sullo scalo della brughiera garantiscono, dal punto di vista operativo, collegamenti efficienti con i cinque continenti e dimostrano come sia stata miope e autolesionistica la scelta di abbandonare Malpensa compiuta nel 2008 da Alitalia.

A fianco del business dei passeggeri c’è comunque anche quello altrettanto importante delle merci dove Malpensa ha un ruolo di leader indiscusso dati che nel settore cargo passa quasi il 70% delle merci esportate dall’Italia per via aerea. Nonostante questo, tuttavia, l’ampliamento dell’area cargo non è stata prevista dal nuovo Masterplan: le motivazioni ambientali hanno prevalso sulle potenzialità di sviluppo economico non solo dell’aeroporto, ma di tutta l’area del Nord Italia

L’aeroporto varesino potrebbe avere quindi tutte le carte in regola per diventare uno dei punti di forza della crescita economica e della competitività del territorio varesino: non a caso proprio la logistica è considerata un elemento centrale nel piano strategico di Confindustria Varese per il 2050. Ma alle ottime notizie sul fronte passeggeri si affiancano le ombre per i freni posti all’area merci.

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