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Chiesa

DOTTRINA

SERGIO REDAELLI - 07/07/2023

dottrina-della-fedeMeno dottrinarismo, più apertura e comprensione dei problemi del mondo attuale. Il mandato che papa Bergoglio affida al connazionale Victor Manuel Fernandez, nuovo prefetto del dicastero per la Dottrina della Fede, ex Sant’Uffizio ed ex Santa Inquisizione tristemente famosa dei secoli passati, non si presta ad equivoci: “Il dicastero che presiederai – scrive Bergoglio nella lettera “d’investitura” – in altri tempi è arrivato ad usare metodi immorali. Erano tempi in cui, più che promuovere la conoscenza teologica, si perseguitavano eventuali errori dottrinali. Quello che mi aspetto da te è senza dubbio qualcosa di molto diverso”.

Galileo, Copernico, Giordano Bruno, il pensiero corre ai casi più eclatanti di persecuzioni del dissenso. È l’ennesima rivoluzione di Francesco, custodire la fede, “ma non come nemici che additano e condannano”; la conferma, per l’ala più conservatrice della Chiesa, della fine dell’era di Benedetto XVI che fu il severo guardiano dell’ortodossia dal 1981 al 2005. Per Ratzinger “la difesa della dottrina erronea e delle eresie è una parte essenziale del compito di custodire e insegnare la verità rivelata da Gesù Cristo”. Qualcosa si era già capito mesi fa. Nella gerarchia vaticana, la Dottrina della Fede era la congregazione più importante e Francesco la declassò nel nuovo sistema dei dicasteri a favore della Evangelizzazione.

Sessantuno anni il 18 luglio, arcivescovo de La Plata in Argentina dal 2018 e ritenuto lo spin doctor del pontefice per l’esortazione apostolica Amoris Laetitia e per l’enciclica Laudato si’, Fernandez è considerato un teologo riformista. Entrerà in carica in settembre e sarà nominato cardinale nel prossimo Concistoro. In vista del Sinodo dei vescovi in ottobre, il papa gli ha chiesto di incoraggiare la ricerca dei teologi, di ascoltare il popolo di Dio e le diverse correnti di pensiero filosofico, teologico e pastorale che possono fare crescere la Chiesa “perché la crescita armoniosa preserva la dottrina cristiana più efficacemente di qualsiasi meccanismo di controllo”.

Il neoprefetto della Dottrina della Fede è aperto alla comunione ai divorziati risposati, favorevole alle leggi per le unioni civili e al diaconato femminile, crede in una Chiesa al passo coi tempi. Predicando in marzo nella cattedrale de La Plata ha detto che nei secoli “la Chiesa ha sviluppato una filosofia morale piena di classificazioni, per classificare le persone, per mettere loro delle etichette. Questo è così, questo è cosà. Questo può ricevere la comunione, questo non può riceverla. Questo può essere perdonato, questo no. Grazie a Dio papa Francesco ci sta aiutando a liberarci da questi schemi”.

E che sia contro gli schemi precostituiti, il pontefice lo ha dimostrato ancora una volta con una dura presa di posizione contro il gesto di un cittadino iracheno a Stoccolma, in Svezia, che ha dato fuoco a una copia del Corano nel corso di una manifestazione anti-islamica davanti all’ambasciata turca. In un’intervista al giornale degli Emirati Arabi Al Ittihad, Francesco si è detto “indignato e disgustato, qualsiasi libro considerato sacro dalla gente va onorato per rispetto di chi ci crede. La libertà di espressione non può essere usata per offendere”.

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