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Società

LA PICCOLA LOURDES

ANNA MARIA BOTTELLI - 14/07/2023

La Madonnina di Bobbiate

La Madonnina di Bobbiate

Ogni anno in piena estate, Varese, in particolare la castellanza di Bobbiate, fa memoria della solenne inaugurazione della Grotta della Madonnina, avvenuta il 16 luglio 1902, nei boschi del Deserto. Fu Emma Macchi Zonda, nota benefattrice varesina a voler costruire una piccola Lourdes in quel luogo dove la vegetazione rigogliosa e il silenzio interrotto solo dal rumore di un piccolo torrente, uniti a una particolare sensazione di pace, avrebbero potuto rappresentare l’ambiente ideale per il raccoglimento, la preghiera e il ricordo delle apparizioni lourdiane del 1858.

Emma Zonda nata a Milano nel 1873 da una famiglia benestante, è donna pia, di animo buono e particolarmente devoto, ma è di salute cagionevole. Avendo ereditato dalla linea materna i terreni e i boschi del Deserto, ama frequentare Bobbiate, anche dopo il matrimonio con Silvio Macchi con cui si era trasferita al Sacro Monte. Ha la sensazione di respirare meglio a contatto con quella natura: le robinie, i frassini e i noccioli dei suoi boschi l’aiutano ad alleviare i suoi disturbi. Un giorno, mentre passeggia lungo la valle del torrente Simonina, osserva casualmente un antro naturale, una specie di caverna che però – guardato meglio – le poteva ricordare, adattandolo, la Grotta di Massabielle. In accordo con il marito, altrettanto noto benefattore, programma subito un rifacimento della zona: la bonifica dei tratti paludosi, il controllo degli alberi e lo scavo della roccia, rimodellandola, per crearne una nicchia dove posare la statua della Vergine. La coppia Macchi – Zonda incarica l’amico scultore Lodovico Pogliaghi di predisporre un altare in stile lombardo antico e completa la grotta, similmente a Lourdes, con la statua di Bernadette, nonché una cancellata in ferro a contenimento della struttura. Da una fonte zampilla l’acqua proveniente dal torrente il cui corso viene appositamente deviato.

Tutto è pronto per l’inaugurazione del 16 luglio, festa del Carmelo, ma anche ricorrenza dell’ultima apparizione dell’Immacolata Concezione a Bernadette. Emma, in abito bianco come appare nelle foto di allora, è raggiante e felice insieme al marito, ai parenti, agli amici e alle autorità. Dal suo volto trapela quella gioia oblativa per aver fatto a tutti i varesini un grande dono, quello di un luogo dove poter pregare, stare in silenzio, rivolgersi alla Mamma celeste per i bisogni più svariati. E i varesini da subito lo capiscono e accorrono numerosi alla Madonnina di Bobbiate per chiedere una grazia, un aiuto, un conforto nei momenti difficili, ma anche per esprimere un sincero ringraziamento.

Questi pellegrinaggi a distanza di 121 anni continuano ancora con fede e devozione. Un gruppo di persone di Bobbiate – gli “Amici della Madonnina” – è particolarmente attento al mantenimento del luogo preservandolo da atti vandalici e cercando di conservare quell’ordine e quel clima di tranquillità e di pace che tanto piacevano ad Emma Zonda. Fiori freschi e ceri sempre accesi ne indicano l’assidua cura.

La grande benefattrice chiuderà la sua esistenza terrena la mattina dell’8 dicembre 1912, giorno dell’Immacolata, a soli 39 anni. Dopo una vita sobria trascorsa in semplicità, rifuggendo da feste o incontri mondani, ma piuttosto dedicandosi alla preghiera e alle necessità dei poveri – in particolare dei bambini – Emma, senza eredi diretti, insieme al marito lascerà a numerosi enti tutti i suoi averi. Ancora oggi i due cognomi sono per la nostra città, in particolare per l’Ospedale, un ricordo luminoso di persone che hanno saputo essere vicine alla gente nel reale bisogno: orfanotrofi, scuole materne, case di riposo e penso anche persone singole indigenti hanno ricevuto parecchio da Emma Zonda e da Silvio Macchi. Una beneficenza da loro offerta senza ostentazione.

Numerose le iniziative religiose per la “due giorni” del 16 e 17 luglio prossimi dedicata alla Madonnina di Bobbiate e preceduta dal triduo serale: Sante Messe, rosari, processione aux flambeaux, invocazioni private vedranno ancora il popolo orante sfilare davanti alla grotta, sotto lo sguardo presente anche se invisibile dell’amata Emma. A lei un tributo di affetto e di riconoscenza.

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