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Opinioni

AMBIENTALISMO FRANCESCANO

ROBI RONZA - 20/10/2023

laudateLaudate Deum – l’Esortazione Apostolica che Francesco ha pubblicato lo scorso 4 ottobre, festa del santo da cui ha voluto prender nome – dopo aver suscitato brevi attenzioni in cronaca è già scomparsa dalla scena mediatica.

Rivolta “a tutte le persone di buona volontà sulla crisi climatica”, merita invece in quanto tale di venire presa in attenta considerazione.

A otto anni dall’Enciclica Laudato si’ il Papa interviene di nuovo sull’argomento essendo molto preoccupato perché ritiene che gli uomini non si rendano abbastanza conto che “il mondo che ci accoglie si sta sgretolando e forse si sta avvicinando ad un punto di rottura” e che “Ne sentiremo gli effetti in termini di salute, lavoro, accesso alle risorse, abitazioni, migrazioni forzate e in altri ambiti”, ed è dispiaciuto a causa “di certe opinioni sprezzanti e irragionevoli” in contrario che trova “anche all’interno della Chiesa cattolica”. Per parte sua sposa la tesi dell’origine antropica del cambiamento climatico affermando esplicitamente che “L’origine umana – «antropica» – del cambiamento climatico non può più essere messa in dubbio” (Laudate Deum, 11).

Sin qui il suo ragionamento coincide con quello del movimento internazionale dei “verdi”. Sulla base di questo fatto, inscatolare però nell’ideologia “verde” tutto il resto della sua argomentazione, come frettolosamente si è per lo più voluto fare, costituisce una grossa mistificazione.

Sin dal suo titolo, Laudate Deum, l’esortazione si pone su una strada totalmente diversa, remota dal radicale ateismo e anti-umanismo del movimento “verde”. Contiene perciò anche un’esortazione a tutte le persone di buona volontà, ovviamente cristiani compresi, a non lasciare lo spazio dell’ambientalismo privo della loro presenza, ma ad esserci portando in esso il proprio apporto specifico. “Attirano spesso l’attenzione, in occasione delle Conferenze sul clima”, scrive Francesco, “le azioni di gruppi detti «radicalizzati». In realtà essi occupano un vuoto della società nel suo complesso, che dovrebbe esercitare una sana pressione, perché spetta ad ogni famiglia pensare che è in gioco il futuro dei suoi figli” (Laudate Deum, 58).

Per parte mia sono vicino alle tesi di quegli scienziati i quali ritengono che all’origine del riscaldamento ci siano gli effetti di un ciclo naturale che l’attuale attività umana semplicemente contribuisce ad intensificare.

Sul piano pratico le conseguenze delle due diverse tesi di fondo non sono molto rilevanti. Anche chi pensa che il riscaldamento globale non sia prevalentemente di origine antropica ritiene sia meglio limitare l’immissione nell’atmosfera di grandi quantità di calore e di gas frutto dell’attività industriale dell’uomo contemporaneo. E d’altra parte si è già fatto molto per limitarle rispetto ai livelli che raggiungevano in passato.

È sul come della grande operazione che le vie divergono. In particolare le tesi esposte nella Laudate Deum divergono radicalmente da quelle dei “verdi”. “Non giova confondere”, scrive Francesco al n.35 della sua Esortazione, “il multilateralismo con un’autorità mondiale concentrata in una sola persona o in un’élite con eccessivo potere (…) Parliamo di organizzazioni mondiali più efficaci, dotate di autorità per assicurare il bene comune mondiale (…). “Più che salvare il vecchio multilateralismo, sembra oggi che la sfida sia quella di riconfigurarlo e ricrearlo alla luce della nuova situazione globale” (n.37). “In tale contesto sono necessari spazi di conversazione, consultazione, arbitrato, risoluzione dei conflitti, supervisione e, in sintesi, una sorta di maggiore «democratizzazione» della sfera globale, per esprimere e includere le diverse situazioni” (n.40).

Secondo i “verdi” invece è ad un’autorità sovranazionale, una specie di governo mondiale costituito da un’élite di scienziati legittimati non dal consenso ma dalla (loro) scienza, che andrebbe demandato il compito di riorganizzare insindacabilmente l’economia mondiale, di provocare un rapido ridursi della popolazione umana del globo e insieme di procedere al rinselvatichimento (rewildering) di ampie aree della Terra.

Senza procedere oltre dico qui in sintesi che Laudate Deum offre in abbondanza elementi utili a dare una solida base teorica ad un ambientalismo che veda l’uomo per quello che è, ossia sulla Terra l’unica presenza consapevole, e non “un estraneo (..,), un fattore esterno capace solo di danneggiare l’ambiente”.

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